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PROGRAMMA DI MANDATO RETTORALE: L'URGENZA DEL FUTURO UN NUOVO PROGETTO PER UNA NUOVA ALMA MATER

La ricerca dei talenti. Il futuro della nostra comunità

DA RISORSE
ESTERNE
NUOVE ENERGIE
PER L’ALMA MATER:
IL RECLUTAMENTO
DEI RICERCATORI
Nel porci il problema degli studenti fino al livello del Dottorato è evidente che dovremo pensare anche a forme di reclutamento innovative, seppure a tempo determinato, per i giovani a più elevata qualificazione scientifica. Questa scelta diventa strategica in un momento di sostanziale blocco del turnover. Perciò strategico diventerà il reclutamento dei cosiddetti Ricercatori a tempo determinato, Contrattisti ai sensi della legge 230/2005, in possesso del titolo di dottore di ricerca o equivalenti. Si tratta dunque di procedere rapidamente all'emanazione di un apposito regolamento che disciplini la valutazione dei candidati. L'attività svolta dai contrattisti costituisce titolo preferenziale da valutare obbligatoriamente nei concorsi che prevedono la valutazione dei titoli.

Per favorire il reclutamento dei Contrattisti e dei Ricercatori a tempo indeterminato dovremo rafforzare i rapporti con l’esterno e in particolare con le imprese, semplificando, dopo gli opportuni accertamenti e verifiche, i passaggi: non è possibile che per bandire un posto da ricercatore si debbano contare infiniti passaggi fra strutture, organi e amministrazione. I posti finanziati con risorse esterne devono essere considerati come capitale di anticipazione: che si estingue nel caso dei Contrattisti, che anticipa la risorsa di ruolo nel caso dei Ricercatori a tempo indeterminato (risorsa che poi ricade sul budget di Facoltà).

UNA COMUNITÀ
COESA:
FEDERALISMO SOLIDALE
NELLA DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE
Per le Facoltà che meno facilmente riescono ad accedere a queste risorse, penseremo al trasferimento di una quota (prelievo) pari ad un anno di finanziamento attualmente a disposizione del Senato Accademico: sarà una sorta di federalismo solidale che renderà più equa e accettabile la distribuzione delle risorse esterne in un’ottica redistributiva e anche il senso di appartenenza alla Comunità.
Ma proprio per stimolare questo senso di appartenenza, dobbiamo fare in modo che i Ricercatori partecipino alla vita e alla gestione dell’Ateneo. In questo senso tutti i Ricercatori, compresi quelli non confermati, devono poter partecipare a pieno titolo ai Consigli di Facoltà, devono poter eleggere il Preside e il Rettore. Ne dovremo tenere conto in sede di riscrittura dello Statuto di Ateneo.

In attesa del riordino delle procedure di reclutamento da parte del Governo nella copertura dei nuovi ruoli e della ripresa del turnover, abbiamo una grande responsabilità. Il reclutamento non significa soltanto arruolare forze nuove ma anche promuovere, far crescere in ruolo e responsabilità, coloro che sono già stati reclutati.
Ecco perché Dipartimenti e Facoltà, nelle rispettive competenze, dovranno avere la responsabilità ma anche la possibilità di gestire il proprio sviluppo. Per questo per le Facoltà si potrà prevedere la costruzione di un “budget finanziario”, invece di un patrimonio indistinto di Professori e Ricercatori espressi in punti di budget.

QUALITÀ
DEL LAVORO
E QUALITÀ
DELLA VITA:
UN’ATTENZIONE PARTICOLARE
AI PRECARI
Dovremo inoltre prestare una particolare attenzione ai “collaboratori di ricerca” precari (assegnisti di ricerca, borsisti) e alla qualità delle loro condizioni di lavoro e di vita. Quotidianamente, infatti, possiamo constatare tanto il ruolo fondamentale esercitato dai giovani non ancora strutturati rispetto alle nostre attività di ricerca, quanto le difficoltà economiche e di prospettiva occupazionale con cui sono chiamati a confrontarsi. La nostra Comunità – pur nelle proprie prerogative – non può rimanere insensibile a questa condizione di precarietà. Dunque, a favore dei nostri giovani “collaboratori di ricerca” dovremo concordare e predisporre – in primis nell’ambito del Comitato dei Sostenitori – uno specifico pacchetto di misure volte, da un lato, ad attenuarne lo stato di necessità (prevedendo ad esempio un’estensione del diritto allo studio, un’agevolazione all’accesso ai servizi pubblici, trasporti, asili, buoni pasto) e, dall’altro, a favorirne le opportunità lavorative (inclusione dei prodotti scientifici nell’Anagrafe della Ricerca e loro divulgazione, erogazione di servizi di job placement a livello locale ed internazionale).
OLTRE I PRINCIPI:
UN’ALMA MATER
DELLE PERSONE
E DEI DIRITTI
Proprio per le responsabilità che abbiamo nel selezionare il ricambio generazionale e nel migliorare la qualità del nostro lavoro a tutti i livelli, faremo in modo che il nostro Codice Etico e i Principi di Pari Opportunità non rimangano puri esercizi sulla carta, gestiti da altrettanti Commissioni o Comitati dotati essenzialmente di poteri consultivi. La declinazione culturale e operativa del rispetto delle norme etiche e dei principi di pari opportunità deve avere un carattere, e dunque un’azione, di tipo preventivo: dobbiamo promuovere ogni azione, a partire proprio dalle nuove generazioni, perché l’Alma Mater sia veramente quell’Università delle persone e dei diritti che dovrebbe essere, che deve essere, lo specchio della nostra società.
LA FORZA
DEI GIOVANI,
LA GUIDA
DEGLI ANZIANI


Evidentemente, infine, anche nell’ottica di ricambio generazionale (ed è peraltro paradossale che il blocco del turnover venga attuato proprio nel momento in cui l’anagrafe universitaria potrebbe consentire il maggior ricambio intergenerazionale), dobbiamo fare in modo che la possibilità assicurata fino a oggi ai professori e ricercatori di restare in servizio per due anni dopo il raggiungimento dell’età della pensione sia funzionale alle esigenze dell’Ateneo e del sistema universitario nel suo insieme in ragione del ruolo ricoperto. Senza attivare nuove e improbabili figure dovremo rafforzare, valorizzandolo, l’istituto del Professore Emerito e del Professore Onorario. E, per particolari e rilevanti insegnamenti e progetti di ricerca, dovremo dare alle Facoltà e ai Dipartimenti strumenti snelli, elastici e flessibili per poter mantenere legate le nostre migliori esperienze.
Con l’aiuto dei più anziani, dunque, i giovani saranno la nostra forza.