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CON
I PIEDI
PER TERRA:
UN PIANO
STRATEGICO CORRISPONDENTE
ALLE RISORSE
DISPONIBILI
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Il
contesto attuale innova profondamente la precedente normativa sulla
programmazione triennale: oggi siamo tenuti a predisporre programmi
triennali in coerenza con le Linee Generali di indirizzo fissate
dal Ministero. Dobbiamo sfruttare meglio quest’obbligo, facendone
davvero un’occasione di sviluppo strategico. Perciò la programmazione
strategica non deve essere una raccolta di desideri magari condivisibili
ma irrealizzabili, bensì un piano ben collegato alle risorse
disponibili.
Occorre prendere atto delle aree di debolezza dell’attuale Piano
Strategico, evidenziate dal Nucleo di Valutazione di Ateneo: l’articolazione
troppo complessa basata su 4 aree di attività, 21 obiettivi
strategici, 62 obiettivi operativi e 193 linee di azione; la natura
volutamente partecipativa della redazione del documento che ha consigliato
di posticipare l’abbinamento tra obiettivi, indicatori e risorse
economiche, per evitare da un lato la subordinazione degli obiettivi
ai limiti del bilancio e, dall’altro, la difesa corporativa da parte
delle differenti categorie di soggetti coinvolti.
L’individuazione degli obiettivi senza una preventiva analisi delle
risorse impedisce di fatto un’applicazione diretta del Piano Strategico.
Questa impostazione va dunque superata, collegando in un’ottica
pluriennale le risorse direttamente alle aree di attività
che orientano la programmazione e che nell'attuale piano sono riferite
a: i Corsi di studio da istituire e attivare nel rispetto dei requisiti
minimi essenziali in termini di risorse strutturali ed umane, nonché
quelli da sopprimere; il programma di sviluppo della ricerca scientifica;
le azioni per il sostegno e il potenziamento dei servizi e degli
interventi a favore degli studenti; i programmi di internazionalizzazione;
il fabbisogno di personale docente e non docente sia a tempo determinato
che indeterminato, ivi compreso il ricorso alla mobilità.
Si tratta, perciò, di incidere sulle modalità di governo
di Ateneo per raggiungere gli obiettivi di efficienza e qualità
di sistema, stabilendo su quali attività concentrare le risorse
e le azioni da adottare per il miglioramento delle performance del
nostro Ateneo, al fine di superare le criticità e migliorare
i nostri punti di forza.
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LA
VALUTAZIONE
DEI RISULTATI
COME LEVA
DELLA PROGRAMMAZIONE
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Il Nucleo di Valutazione Strategico avrà appunto lo scopo
di fornire supporto agli Organi di governo che esercitano le funzioni
di indirizzo politico-amministrativo.
Se infatti riconosciamo la centralità del Piano Strategico
dovremo prevedere, accanto ad un sistema di monitoraggio con indicatori
associati ai singoli obiettivi, un distinto processo di specifica
valutazione che, sulla base dei risultati del monitoraggio e attraverso
l’analisi di altri dati e con piena consapevolezza degli accadimenti
interni ed esterni dell’Ateneo, consenta di discutere criticamente
il raggiungimento di quanto previsto nel Piano.
Tale valutazione (interna) deve essere affidata ad un soggetto dell’Ateneo
diverso da quello incaricato per il monitoraggio e dotato di autonomia
organizzativa, che, acquisito il parere dei principali centri di
responsabilità, predisponga con periodicità annuale
una relazione al Rettore sullo stato di attuazione del Piano. In
questo modo potremo adeguare annualmente, come ci richiede la legge,
i programmi di sviluppo al mutare delle condizioni interne ed esterne.
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