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PROGRAMMA DI MANDATO RETTORALE: L'URGENZA DEL FUTURO UN NUOVO PROGETTO PER UNA NUOVA ALMA MATER

La Medicina dell’Alma Mater. Un patrimonio per l’Università, una risorsa per la società

APERTA E INTEGRATA,
NELLA SOCIETÀ E NELLA COMUNITÀ
DELL’ALMA MATER:
LA FACOLTÀ MEDICA UN PATRIMONIO
E UNA RISORSA
Il rapporto con gli enti locali e la società nel suo insieme assume connotati specifici per la Facoltà di Medicina e Chirurgia, che da sempre ha contribuito a fare grande la nostra città ed il nostro Ateneo, per la qualità riconosciuta al suo corpo accademico nello svolgimento delle funzioni di didattica, ricerca e di assistenza, che qui si sostanzia nel rapporto diretto con lo studente, il paziente, le famiglie e per il contributo portato alla qualità della vita e al benessere delle persone.
Nell’esercizio della sua funzione principale, quella di formare la nuova classe medica, compito di grande rilevanza sociale e responsabilità, la Facoltà medica dovrà essere un punto fondamentale di riferimento per l’Alma Mater sentendosi parte integrante della sua Comunità: sono molti di più gli elementi che ci accomunano di quelli che ci dividono.
Questo mutuo riconoscimento passerà anche per una maggiore collaborazione e integrazione: all’interno della Facoltà fra le aree pre-cliniche e cliniche, ovvero fra le scienze di base e quelle clinico-applicative; all'interno dell'Ateneo attraverso linee di ricerca e di trasferimento formativo condivise tra Dipartimenti e Facoltà in campi interdisciplinari e innovativi; all’esterno, ugualmente, occorrerà garantire spazi di proficua collaborazione con i servizi sanitari e socio-sanitari e sociali della Regione Emilia-Romagna.
UN FINE COMUNE
TRA UNIVERSITÀ E
ISTITUZIONI:
UN MIGLIORE
SERVIZIO SANITARIO
UNA CLASSE MEDICA
QUALIFICATA
Ho già scritto della mia profonda convinzione che il Rettore in prima persona, di concerto con il Preside, debba mantenere saldo, nelle diverse sedi istituzionali, il diritto della Facoltà medica e chirurgica e dei suoi Dipartimenti, secondo le rispettive competenze, a decidere e programmare l’attività didattica e di ricerca. Non è venuta meno, infatti, pur con le modifiche al titolo V della Costituzione, la competenza dello Stato nell’Istruzione Superiore Universitaria.
Vanno pertanto perseguite forme appropriate di collaborazione con la Regione e i vari organi del Servizio Sanitario Nazionale e il nostro Ministero, nel rispetto delle competenze e dei ruoli di ciascuno al fine di assicurare lo svolgimento delle attività assistenziali funzionali e coerenti con le esigenze della didattica e della ricerca e nella prospettiva di assicurare l’intesa sostanziale fra le parti coinvolte nel raggiungimento di un fine comune: un migliore Servizio Sanitario, attraverso medici colti e ben preparati.
RIVENDICARE L’AUTONOMIA
PER REALIZZARE
UNA INTEGRAZIONE TRA PARI
L’Alma Mater dunque, nelle sue figure istituzionali e per le sue prerogative, deve essere capace di rivendicare per la sua Facoltà di Medicina e Chirurgia da una parte il rapporto paritetico con il Servizio Sanitario Regionale, e dall’altra l’autonomia universitaria pur nella collaborazione con l’Azienda Ospedaliera.
In questo senso va aggiornato il protocollo Università-Regione (LR 29/2004) per evitare che l’attività clinica sia governata da norme in funzione ospedaliera che di fatto impediscono ai medici universitari di svolgere attività di ricerca, rendendoli non solo meno competitivi rispetto alle altre aree dell’Ateneo, ma anche indebolendo il percorso diagnostico-terapeutico fondamentale nella pratica clinica. Norme che peraltro tendono ad escludere la componente preclinica, che a più livelli potrebbe contribuire - come nei più grandi Policlinici del mondo - a molte attività di ricerca clinica, anche applicata. Sarà dunque essenziale collegare il Piano Strategico dell’Alma Mater con il Piano Sociale e Sanitario della Regione Emilia-Romagna.
D’altra parte sarà necessario rivedere le modalità della collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Orsola-Malpighi. Proprio perché si tratta di un’Azienda Ospedaliero-Universitaria, occorre ribadire il pieno riconoscimento della funzione istituzionale della Facoltà medica (didattica, ricerca e formazione continua) e un miglioramento dell’integrazione assistenziale (pari dignità dei trattamenti, attività intramoenia ed extramoenia, semplificazione delle procedure amministrative).
UNA RISORSA
DA METTERE
A FRUTTO
PER ATTRARRE
NUOVE RISORSE,
UN PATRIMONIO
DA VALORIZZARE
PER ESPORTARE COMPETENZE

Dovremo poi assicurare, rivendicandoli, spazi adeguati ai nostri medici professionisti per l’esercizio delle diverse funzioni di assistenza, didattica e ricerca. Dovremo favorire i finanziamenti esterni e le libere elargizioni/donazioni attraverso le associazioni di volontariato, peraltro molto attive in vari settori, a prova del forte rapporto fra la Facoltà, le imprese, la società civile e la città di Bologna.
La Facoltà medica e chirurgica dovrà continuare ad essere un esempio di come valorizzare i rapporti di collaborazione a livello internazionale e, in accordo con il Preside, tale aspetto, collegato anche alla Cooperazione con i Paesi in via di Sviluppo, potrà essere ulteriormente qualificato.