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PROGRAMMA DI MANDATO RETTORALE: L'URGENZA DEL FUTURO UN NUOVO PROGETTO PER UNA NUOVA ALMA MATER

Il motore della didattica. Diminuire i giri, migliorare il rendimento

 

SMENTIAMO
I LUOGHI COMUNI:
PIÙ STUDENTI
NON FANNO
GRANDE
UN’UNIVERSITÀ
Un forte impegno si dovrà chiedere agli Organi ed in particolare ai Presidenti dei Consigli di corso di studio per continuare l’impegno nel migliorare - mettere a regime - le attività didattiche e ai docenti nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di maggiore efficienza ed efficacia. I docenti, con le libertà riconosciute nello Statuto e con il forte impegno che va ben oltre i doveri didattici fissati dalla legge e determinati dal Senato Accademico, si dovranno sentire attori partecipi del loro ruolo fondamentale al raggiungimento di tali obiettivi.
Sono ben consapevole che le risorse a nostra disposizione non ci consentiranno di riconoscere incentivazioni alla docenza per coloro che a tempo pieno dedicano all’attività didattica un impegno orario che va oltre quello fissato per lezioni, esercitazioni, seminari, orientamento, assistenza e tutorato, programmazione ed organizzazione della didattica.
Se sarà necessario, come credo, un riordino ulteriore per rendere compatibile la didattica con le minori risorse finanziarie dovremo approfittarne per smentire alcuni “luoghi comuni” oramai da superare: che caricandoci (in alcuni casi “forzatamente”) di crediti potremo aspirare a nuove risorse; che un incremento degli iscritti porti altrettante entrate nel bilancio di Ateneo. Il quasi-blocco del turnover e l’elevato tasso di abbandono degli studenti iscritti al primo anno sollecitano invece un’attenzione maggiore alla qualificazione della didattica. Ma risulta molto difficile parlare di qualità della didattica isolandola dalla quantità, ovvero dal contesto reale in cui si esercita la didattica: numero di studenti, esami, ricevimenti, tirocini, tesi, laboratori, specialità, master, dottorato.

Nella didattica, dunque, la qualità sarà la nostra riforma da completare. Dobbiamo riconoscere che la riforma dell’architettura didattica dei primi due livelli dei corsi di studio (DM 270/04), insieme alle necessarie riqualificazioni del Dottorato di ricerca e dei Corsi di perfezionamento scientifico e di Alta formazione permanente e ricorrente, che dovremo attuare in tempi rapidi, ha rappresentato un’occasione straordinaria per correggere alcune tendenze negative registrate nella sua prima applicazione.
Gli interventi attuati, grazie al lavoro del Nucleo di Valutazione dell’Ateneo e di quello appena avviato sulla Quality Assurance, grazie al lavoro delle Facoltà, tra docenti e tecnici degli uffici didattici, devono essere considerati soltanto il primo passo di un’organica azione svolta dall’Ateneo, funzionale al perseguimento della qualità dell’offerta formativa, della sua certificazione o accreditamento, coerentemente con le recenti Linee Guida del Ministero. Occorre perciò convergere verso gli obiettivi generali del sistema di istruzione superiore che il nostro Ateneo ha contribuito a definire sin dal 1999 nell’ambito del “Processo di Bologna”.

IL TEMPO
È DENARO:
AUMENTARE
I LAUREATI
IN CORSO,
DIMINUIRE GLI ABBANDONI
Per i Corsi di Laurea sarà necessario: incrementare ulteriormente il numero dei laureati rispetto ai diplomati delle scuole secondarie, con una più incisiva azione di sensibilizzazione sul territorio; diminuire il numero degli abbandoni dopo l’immatricolazione al primo anno; avvicinare il più possibile la durata reale a quella prevista dagli ordinamenti degli studi, attraverso una forte azione di orientamento e tutorato. In tale contesto, non vi è dubbio che occorrerà approfondire la discussione sui requisiti di accesso tenendo conto degli orientamenti di politica finanziaria degli atenei.
Quanto alle Lauree Magistrali, sarà necessario: garantire una specializzazione delle conoscenze e delle competenze rispetto a quelle acquisibili con i Corsi di Laurea; fornire una preparazione avanzata di valenza adeguata ai corrispondenti più impegnativi livelli di lavoro e di professionalità; raccordare, dove possibile, le attività di ricerca di appositi curricula con i percorsi di Dottorati.
Dovremo poi incentivare e potenziare le Lauree interfacoltà, un'importante opportunità di formazione interdisciplinare, superando gli ostacoli che fino ad oggi ne hanno limitato la diffusione. Sarà inoltre necessario non solo garantire la qualità dei percorsi di studio post lauream (Master, Corsi di Alta Formazione…, riconoscendo il carico didattico sostenuto dai docenti), ma anche favorirne una programmazione in sintonia con le altre offerte formative e con le esigenze di qualificazione professionale di lifelong learning.
Potremo anche individuare nuovi percorsi da contestualizzare all’interno della programmazione strategica. Rientra infatti negli obiettivi delle Linee Guida del Ministero la possibilità di sperimentare nuovi modelli di percorsi di studio a ciclo unico in presenza di specifiche esigenze di carattere scientifico-didattico.
L’impegno di tutti, dei docenti e ricercatori in particolare, dovrà essere finalizzato ad un sostanziale miglioramento della qualità del sistema formativo di Ateneo. A questo scopo agirà il Sistema Integrato di Valutazione dei processi di formazione, degli insegnamenti, dell’apprendimento, dell’efficienza, della trasparenza e della corretta comunicazione verso gli studenti e gli altri soggetti esterni. La valutazione dovrà essere resa disponibile sul sito dell’Ateneo dopo un'attenta verifica della qualità delle informazioni operata dal Nucleo di Valutazione dell’Ateneo.
GIOCHIAMO D’ANTICIPO:
VALORIZZARE
L’ATTIVITÀ DEL
NUCLEO DI VALUTAZIONE
PER ESSERE PREPARATI AI CAMBIAMENTI
Nella logica del progressivo miglioramento della qualità e delle procedure di accreditamento del Corso di studio, sarà indispensabile attuare ogni sforzo per allinearsi (in aggiunta ai requisiti di idoneità dei processi formativi indispensabili per il mantenimento, l’attivazione e la modifica dei Corsi di studio) ai requisiti di qualità sulla base dei quali il Governo sembra intenzionato a modulare i fondi di finanziamento che, a partire dal prossimo anno accademico, saranno il 7% del Fondo di Finanziamento ordinario e straordinario, con progressivi incrementi negli anni successivi da ripartire sulla base della qualità dell’offerta formativa e dei relativi risultati, della qualità della ricerca scientifica, dell’efficacia ed efficienza delle sedi didattiche.
In attesa delle modifiche regolamentari che rendano effettiva l’entrata in funzione dell’Agenzia della Valutazione, nonché della predisposizione di un modello per la valutazione delle strutture di ricerca che consenta una più corretta allocazione delle risorse su base qualitativa, occorrerà in particolare: valorizzare l’attività del Nucleo di Valutazione di Ateneo; assicurare livelli di qualità, efficienza ed efficacia dei Corsi di studio e verificarne la sussistenza utilizzando gli indicatori definiti dal Governo; potenziare i sistemi e i modelli informativi che devono rendere sempre più fruibili le informazioni sui Corsi di studio, sugli insegnamenti, le altre attività formative anche per un efficace orientamento, nonché le informazioni sull’Ateneo e sui servizi per gli studenti compresi quelli regionali per il diritto allo studio. Dovremo far percepire agli studenti ed al mondo esterno l’importanza del rilascio, in tempi brevi, del Diploma Supplement che sarà sempre più richiesto per dare valore, non solo legale, ai titoli di studio, e predisporsi alla valutazione interna ed esterna dell’Ateneo.

La qualificazione del nostro modello didattico dovrà realizzarsi favorendo l’integrazione tra didattica tradizionale e didattica e-learning nella modalità blended learning, cioè con la diffusione di un metodo pedagogico che sulla base della tecnologia disponibile consenta di integrare il valore insostituibile delle lezioni frontali con una serie di attività formative full distance (chat, forum, esercizi, quesiti, test) affidate alla gestione di tutor qualificati.