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PROGRAMMA
DI MANDATO RETTORALE: L'URGENZA DEL FUTURO UN NUOVO PROGETTO PER UNA
NUOVA ALMA MATER
Guardare
avanti. Con consapevolezza e responsabilità il progetto
per il futuro
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LA
COSTRUZIONE PARTECIPATA
DEL PROGRAMMA:
UN “VIAGGIO” NELL’ALMA MATER
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È
su questa visione di Università che si fondano gli obiettivi,
le azioni, gli strumenti del progetto per il prossimo mandato rettorale.
Progetto che ho elaborato partendo dai valori e dalle linee di indirizzo
indicate nella lettera di candidatura dello scorso giugno, e soprattutto
tenendo conto dei suggerimenti emersi dagli incontri nelle strutture
didattiche e scientifiche.
Un “viaggio” entusiasmante fra le sedi diffuse, anzi sparse, nel
nostro Ateneo, che mi ha permesso di approfondire i piccoli e grandi
problemi della nostra Comunità (dagli spazi angusti al decoro
delle aule, dalla carenza di personale alla sicurezza del lavoro),
ma anche la forte passione e l’impegno che connotano il lavoro della
assoluta maggioranza di noi.
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QUALITÀ,
VALUTAZIONE
E SEMPLIFICAZIONE:
PER LAVORARE MEGLIO TUTTI E PER PREMIARE I MIGLIORI
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Con
questa consapevolezza sono convinto che se il nostro futuro dovrà
essere - e sarà - all’insegna della qualità e della
valutazione, due parole chiave che dovremo declinare operativamente
con grande cura applicandole a tutto il lavoro della Comunità
(offerta formativa, ricerca scientifica, didattica, amministrazione,
servizi), saremo certamente capaci sia di migliorare la qualità
della nostra vita lavorativa sia di lavorare in un’ottica premiale
e di riallocazione delle risorse.
Tutto questo in vista di un vantaggio concreto, un “premio” speciale
per tutti: lavorare in un ambiente migliore, più sano, sicuro,
curato, accessibile, abbattendo le barriere (non solo quelle architettoniche),
alleggerendo il peso di una burocrazia spesso eccessiva, riducendo
e qualificando il carico didattico, garantendo più tempo
da dedicare utilmente alla ricerca.
Un processo di semplificazione che qualificherà e (ri)motiverà
il lavoro di tutti noi, ciascuno nel proprio ruolo e per le proprie
responsabilità.
Il vero risultato sarà questo. Il resto, le risorse, verranno
di conseguenza.
Con
tale spirito, continuerò il confronto nelle strutture e
nelle sedi con i colleghi e i gruppi di tutte le aree fino alle
prossime elezioni: da questi incontri scaturiranno anche i necessari
approfondimenti per delineare ambiti specifici di intervento nella
futura azione di governo dell’Ateneo.
Sento però adesso la necessità di fissare “nero
su bianco” le idee che sono maturate da questo straordinario confronto,
affidandole perciò alla stampa e alla lettura di tutti
voi. Non perché ritenga che internet e la posta elettronica
non siano strumento in grado di comunicare (anche se una certa
moderazione sarebbe gradita), ma perché la vecchia carta
(riciclata in questo caso) rimane il mezzo migliore per leggere
e capire.
Sul sito www.andreasegre.it troverete questo testo, gli aggiornamenti
e gli approfondimenti del programma di mandato rettorale.
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UN
PROGRAMMA
DI VALORI:
PER UN’ALMA MATER ORGOGLIOSAMENTE PUBBLICA
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Le
mie proposte tengono conto: delle prerogative e dei valori che rendono
unico il nostro Ateneo nel contesto internazionale, nazionale e
regionale e della sua struttura multicampus; dei principi generali
dell’articolo 1 del nostro attuale Statuto e della centralità
degli studenti e della loro formazione da un lato, e della ricerca
dall’altro; dell’esigenza irrinunciabile che l’Università
di Bologna resti orgogliosamente pubblica; degli errori delle nostre
scelte non sempre coerenti con l’esigenza di un costante adeguamento
del sistema universitario all’evoluzione dei bisogni della società
(Processo di Bologna, Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore);
e, non da ultimo, del bilancio e delle risorse a disposizione dell’Alma
Mater.
La contestualizzazione degli obiettivi, delle azioni e degli strumenti
fa riferimento anche alle leggi che attengono all’autonomia delle
Università, all’istituzione del Fondo di Finanziamento Ordinario,
alla valutazione del sistema universitario, alla programmazione
triennale degli Atenei, nonché alle recenti disposizioni
legislative (leggi 113/2008 e 1/2009) e alle Linee Guida del Governo
per l’Università.
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MANCA
UN DISEGNO ORGANICO DELL’UNIVERSITÀ IN ITALIA: ANTICIPIAMO
IL FUTURO
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Un
insieme di provvedimenti che testimonia l’assenza di un disegno
organico sull’Università del nostro Paese - interventi normativi
occasionali che si fondano su una legge quadro, la 382/80, oramai
superata dai fatti - e preannunciano, con la possibilità
di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto
privato, il progressivo disimpegno dello Stato a sostegno degli
Atenei pubblici. Non dobbiamo aspettare che qualcosa succeda o che
cada dall’alto: dobbiamo invece anticipare un processo di qualificazione
dell’Università che anche il nostro Paese dovrà necessariamente
intraprendere, al di là delle logiche corporative, per affermare
il suo ruolo nelle società moderne e sviluppate.
L’Università è, e deve essere, la spina dorsale di
un paese moderno, perché è qui che si formano le classi
dirigenti, si sviluppano le ricerche di base e applicate, si diffonde
la cultura superiore. Una Università malata è sintomo
di una società confusa nei valori e nelle scelte collettive:
un paese che non investe sull’Università pone pesanti ipoteche
al proprio futuro.
Con riferimento al quadro fin qui delineato ho ritenuto di non procedere
ad una mera elencazione di problemi, ma di approfondire alcune questioni
fondamentali tra quelle già tracciate nel mio documento di
candidatura, proponendo degli interventi puntuali. Su questi intendo
focalizzare la nostra attenzione per costruire insieme il progetto
per il futuro dell’Alma Mater.
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