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PROGRAMMA DI MANDATO RETTORALE: L'URGENZA DEL FUTURO UN NUOVO PROGETTO PER UNA NUOVA ALMA MATER

L’Alma Mater è la nostra casa. Riorganizzare gli spazi per lavorare meglio e in sicurezza

 

L’Alma Mater possiede un patrimonio immobiliare totale di oltre 600 mila metri quadrati, che tuttavia sono distribuiti in modo assai disomogeneo: molti colleghi lavorano in spazi decisamente angusti. Inoltre abbiamo il non invidiabile primato di avere un numero di metri quadrati per studente tra i più bassi in Italia. Gli spazi ridotti si riflettono negativamente non solo sulla didattica, ma anche su ricerca e amministrazione e, soprattutto, sulle condizioni di vita e di lavoro del personale e degli studenti.
Ma non è soltanto una questione di spazi e della loro distribuzione (ineguale); il problema è anche nelle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che, talvolta, non sono adeguate agli standard nazionali o europei.
CAMBIAMO ARIA:
PIÙ SPAZI
E SPAZI MIGLIORI
PER LAVORARE
MEGLIO
Dovremo lavorare sugli spazi per ampliarli, ristrutturarli e, laddove necessario e tecnicamente possibile, ridistribuirli. Valutandone comunque la sostenibilità in termini di costi, presenti e futuri, e di tecnologie e materiali da utilizzare. Dovremo porre altrettanta attenzione a non compromettere o addirittura peggiorare le condizioni di sicurezza di salute e di lavoro della nostra Comunità, operando invece per migliorare la qualità della nostra vita lavorativa.
L’Ateneo ha attualmente un piano di sviluppo che dovrebbe portarlo nei prossimi anni a 934 mila metri quadrati. In dieci anni la superficie è quasi raddoppiata, andando incontro a diverse esigenze di ampliamento. Secondo l’attuale Piano edilizio sono in programma, da molto tempo per la verità, numerosi e importanti interventi edilizi sia a Bologna che in Romagna. Interventi che avranno un impatto notevole sul tessuto urbano di Bologna e della Romagna, ma anche sul bilancio dell’Alma Mater. Dunque per la loro esecuzione dovremo realisticamente tenere conto non soltanto dei costi attuali e futuri (gestione e manutenzione), ma anche dello stato dell’arte dei progetti e della loro realizzazione: fase del progetto, delle autorizzazioni, dei finanziamenti.
CERCHIAMO
NUOVE STRADE:
EDILIZIA
SUSTAINABLE
E LOW COST
PROJECT
FINANCING
Per alleggerire il bilancio e velocizzare le esecuzioni dovremo utilizzare gli strumenti di finanziamento pubblico-privato in modo da condividere gli investimenti con gli enti locali e le imprese. Per esempio potremo predisporre un progetto di edilizia sustainable e low cost per uno studentato in project financing se riusciremo a individuare un soggetto capace di realizzare a proprie spese la struttura e recuperare i relativi costi dalla gestione della struttura stessa. Non sono gli anglicismi che ci devono sorprendere, ma il fatto che esistano strumenti innovativi – la finanza di progetto è uno di questi – che possono essere utilizzati per promuovere iniziative altrimenti improponibili.
Dovremo “sfruttare” la direttiva comunitaria che disciplina il partenariato pubblico privato e il coinvolgimento di capitali privati nella realizzazione e gestione di opere pubbliche, tipicamente gli studentati.
Il nostro Ateneo non può essere alieno dalla comprensione e dalla partecipazione delle mutazioni in corso nel territorio delle Province dove ha le sue sedi. A Bologna in particolare, dove un gran numero di portatori di interessi sta implementando idee e soluzioni di sviluppo e di trasformazione urbanistica, si giocheranno nei prossimi anni momenti di cruciale importanza dovuti allo sviluppo delle infrastrutture di viabilità e alla prossima dismissione di numerose aree militari, situate in zone strategiche per la città e non meno per l’Università.
Nel frattempo dovremo pensare, laddove tecnicamente possibile e fattibile, a una riallocazione degli spazi facendo un censimento della disponibilità attuale per struttura didattico-scientifica, per docente-ricercatore, per tecnico-amministrativo, per studente.

Ovvio che per un piano di riorganizzazione degli spazi e di sviluppo immobiliare di questa portata, e naturalmente per mantenere adeguatamente tutto il restante patrimonio immobiliare, dovremo avere un’Area Tecnica di alto livello, capace di gestire tutto il processo (dalla manutenzione agli appalti): la prima “ristrutturazione” da fare sarà proprio quella dell’Area Ufficio Tecnico-AUTC.

PER COSTRUIRE
UNA NUOVA UNIVERSITÀ
LA SICUREZZA È UN PILASTRO FONDAMENTALE
Rimane poi essenziale garantire la sicurezza sul lavoro: perciò dovremo, prima di pensare al resto, mettere a norma edifici, laboratori didattici e di ricerca, aule. In questo senso sarà fondamentale rafforzare il Sistema di prevenzione e protezione e istituire la figura del Referente di Plesso (più edifici contigui), per attuare tutte le norme in tema di prevenzione infortuni, sicurezza del lavoro e tutela della salute negli ambienti di lavoro che (im)pongono tutta una serie di obblighi ad una pluralità di soggetti.