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UNA
DIMENSIONE INTERNAZIONALE REALE.
UNA REALE FORMAZIONE LINGUISTICA
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Proprio
il processo di internazionalizzazione, a cavallo fra ricerca e didattica,
andrà ulteriormente sviluppato affinché la dimensione
internazionale dell’Alma Mater non rimanga solo sulla carta.
Molti progressi sono stati fatti in materia di partecipazione a
progetti europei, presenza di docenti stranieri e mobilità
dei nostri docenti, numero di studenti stranieri e mobilità
dei nostri studenti, offerta formativa in lingua straniera. Tuttavia
esiste un ampio margine di progresso: coordinando meglio le iniziative
di ricerca con quelle di formazione, avviando progetti di cooperazione
internazionale allo sviluppo, migliorando le competenze del personale
docente, ricercatore e tecnico amministrativo a livello delle strutture
periferiche, e soprattutto modificando alcune “piccole cose”. Per
esempio predisporre i bandi e i moduli di preiscrizione in lingua
inglese, istituire un ufficio di supporto per stranieri per le questioni
burocratico-amministrative e un vero liason office con la Questura
per i permessi di soggiorno.
Tutte le iniziative concrete dovranno però iscriversi - i
tempi sono maturi per questo - in una riflessione prospettica sullo
strumento principe delle relazioni internazionali: la formazione
linguistica. Se al sistema Paese continua a mancare una meditata
politica linguistica, questa invece non dovrà mancare all’Ateneo
bolognese, nella pluralità dei suoi aspetti: fra questi,
la valorizzazione in tutte le forme della competenza nelle lingue
straniere attende ancora una soluzione organica e stabile della
questione del ruolo e della professionalità dei collaboratori
linguistici o lettori di madre lingua.
Ma ormai avanza in primo piano anche l’altra faccia della medaglia:
è ineludibile, per un Ateneo come il nostro che vuole attrarre
con forza energie intellettuali dall’estero, offrire anche una politica
linguistica dedicata alla difesa e alla valorizzazione della lingua
nazionale, che per le sue caratteristiche storico-espressive, fra
poco millenarie, è, non meno del nostro linguaggio artistico
e musicale, parte centrale del patrimonio dell’umanità.
All'origine di ogni eccellenza nella didattica e nella ricerca,
in ogni area disciplinare ma soprattutto nel campo umanistico e
segnatamente nella mediazione fra lingue e culture che chiamiamo
traduzione, c’è necessariamente un’abile e radicata competenza
espressiva-orale e scritta - nella lingua madre. Su questo requisito
d’accesso all’eccellenza converrà interrogarsi, visto che
sta indebitamente diventando un problema non risolto.
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