Homepage Università di Bologna

Home

Cari amici,

grazie a tutti coloro che hanno partecipato, così numerosi, al tavolo di confronto fra candidati. Segno che, nella pur lunga campagna per l’elezione del Rettore, è mancato un momento di confronto aperto e trasversale sui programmi. Forse è giunto troppo tardi, probabilmente ha deluso le aspettative di qualche collega. Nessun accordo, nessuna strategia: solo trasparenza e responsabilità, dopo tanto parlare dietro alle quinte.

Su questa linea ho condotto la mia campagna elettorale: indipendente e per il rinnovamento, fin dall’inizio. L’ho già scritto, lo ripeto ora con forza: un’esperienza entusiasmante, una ricchezza umana e professionale, un patrimonio di conoscenze da non disperdere.

Ora lascio il campo, ma anche una visione di Università. Un progetto in cui si è riconosciuto quasi un quinto del nostro Ateneo e che tanti colleghi mi hanno aiutato a costruire. Ve ne sono grato.

Una rete cresciuta nel tempo e nelle diverse aree, una cerniera per superare storiche ma inattuali contrapposizioni, un catalizzatore di persone, saperi, competenze, istituzioni, anche quelle più distanti e separate. Ne sono orgoglioso.

Lascio una visione sul nostro futuro, idee nuove, azioni concrete che – ne sono sicuro – chi prenderà il timone della nostra grande Alma Mater potrà fare sue. Le idee, se sono buone, sono di tutti.

Raccomando al prossimo Rettore di tenere conto di uno degli assi cardinali del mio programma. Lo faccio incoraggiato dalla recente Torino Declaration on Education & Research for Sustainable and Responsible Development (G8 University Summit 2009): le Università devono svolgere un ruolo chiave nel contribuire a creare e a diffondere una cultura dello sviluppo sostenibile e responsabile, sia a livello globale sia locale.

Una sostenibilità che coinvolga aspetti economici e ambientali, ma anche etici e sociali. Perché le Università, la nostra in particolare, possono, anzi devono svolgere un ruolo di laboratorio di idee e di nuovi atteggiamenti culturali di tipo sostenibile, anticipando il futuro.

Questo è tutto, anzi no. Manca una precisazione: non ho voti da offrire e neppure aspettative particolari. Ho soltanto, ma non è poco, una rete di colleghi e amici che ha creduto nel mio progetto e – ho la presunzione di dire – anche in me. Una solida base per il futuro.

Un abbraccio a tutti

Andrea Segrè

Bologna, 23 maggio 2009

Andrea Segrè