Last Minute Market approda a Strasburgo

”E’ il risultato di una mobilitazione tutta italiana” la risoluzione che si appresta ad approvare il Parlamento europeo, domani a Strasburgo, su iniziativa dell’eurodeputato Salvatore Caronna (Pd), per dichiarare il 2014 anno europeo contro lo spreco alimentare e per creare una strategia comune contro lo sperpero di cibo. “Questi obiettivi sono perseguiti sin dal 2010 con il progetto “Un anno contro lo spreco”, sostiene Last Minute Market, spin off dell’Unversità di Bologna, e promotore del progetto curato da Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria all’Università Alma Mater. Il Centro studi ha raccolto alcuni commenti soddisfatti tra coloro che hanno sottoscritto la Dichiarazione congiunta, approvata nell’ottobre 2010 a Bruxelles, in occasione delle Giornate europee contro lo spreco, nella sede del Parlamento europeo. “E’ un risultato importante – ha commentato il premio Nobel Dario Fo – ma adesso bisogna lavorare sul piano culturale, per rendere sempre più evidente la contraddizione planetaria fra una società sprecona, e l’allarme drammatico sulle vecchie e nuove povertà”.

L’importanza di “una sensibilizzazione culturale” è stata ribadita anche dall’astrofisica Margherita Hack, secondo cui bisognerebbe innanzitutto coinvolgere i giovani e giovanissimi, cioè le generazioni che fra poco erediteranno il mondo: per insegnare cos’è lo spreco, e come si combatte, sin dagli anni della scuola”. Soddisfazione per questo traguardo anche da Piero Angela, fra i testimonial del progetto. Last Minut Market ricorda poi che “secondo le stime Fao, circa 1,3 miliardi di tonnellate all’anno, ossia un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano, è perduto o sprecato: una quantità da 95-115 kg l’anno per ogni consumatore in Europa e Nord America. Per quanto riguarda l’Italia Last Minute Market afferma che “nel 2010 si sono letteralmente ‘bruciati’ 11,2 miliardi di euro di prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili. In particolare, il 3,2% della produzione agricola è rimasta in campo; nell’industria agroalimentare italiana lo spreco medio ammonta al 2,6% della produzione finale totale (secondo il campione analizzato); mentre nella case italiane si sprecano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini.