Cibo: l'Italia ne butta via 6mln di tonnellate l'anno
Le risorse del pianeta non sono illimitate. Eppure facciamo finta di non saperlo e i nostri sistemi produttivi continuano a dilapidare, di giorno in giorno, un'enorme quantità di beni.
ITALIA SPRECONA.
Prendiamo il cibo: ogni anno in Italia se ne perde tanto quanto basterebbe a sfamare tre italiani su quattro, ossia 44 milioni di persone. E ciò prima ancora che esso sia arrivato alla nostra tavola. In pratica la filiera alimentare del Bel Paese manda al macero tanto cibo quanto ne consuma una nazione come la Spagna, con 6 milioni di tonnellate di alimenti che finiscono in malora.
Ci si chiederà: come e perché avviene questo scempio? Si tratta di beni alimentari che, lungo il percorso che li porta dal campo alla tavola, vengono accantonati e non più destinati al consumo primario per meri motivi commerciali, pur essendo ancora perfettamente edibili. Di solito vengono gestiti come rifiuto o come materia prima per la produzione di mangimi, per produrre alcool etilico oppure compost, perdendo quindi la destinazione per la quale erano stati realizzati, cioè l'alimentazione umana.
EMERGENZA GLOBALE.
Le cifre sono impressionanti e non riguardano solo il nostro Paese. Il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro (Pd), non cela la sua preoccupazione: "Dal 1974 a livello mondiale gli sprechi sono aumentati del 50 per cento. In Gran Bretagna si gettano ogni anno 6.7 milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente consumabile (un costo di 10 miliardi di sterline, ndr). In Svezia si perde il 25 per cento del cibo acquistato. Negli Usa il 40 per cento del cibo prodotto è gettato via".
L'EVENTO DI BRUXELLES.
Un fenomeno planetario il cui grave impatto non è solo di portata morale, ma anche economica, sociale e nondimeno ambientale. All'incontro 'Un anno contro lo spreco' – ideato da Andrea Segré, fondatore di 'Last minute market', spin-off dell'Università di Bologna, e sponsorizzato da Eni, Telecom e Alce Nero Mielizia – è stata messa sul tavolo una grande varietà di iniziative di contrasto a questa piaga, iniziative che culmineranno con la Conferenza del 28 ottobre, a Bruxelles, dal titolo 'Transforming Food Waste into a Resource' (Trasformare lo spreco alimentare in risorsa).
L'IMPATTO AMBIENTALE.
Lo stesso De Castro anticipa il senso dell'appuntamento autunnale: "Dopo la Conferenza che organizzeremo in Parlamento, presenteremo un'interrogazione orale con risoluzione. Un'iniziativa importante per impegnare l'Ue ad adottare le misure necessarie a ridurre il preoccupante fenomeno dello spreco alimentare e per avviare concretamente l'iniziativa 'Un anno contro lo spreco' ". L'obiettivo è quello di abbattere gli sprechi lungo la filiera alimentare di almeno la metà. E di ridurre al 50 per cento, entro il 2025, la dissipazione globale degli alimenti. L'emergenza è nutrizionale ma anche ecologica, se si considera che ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di Co2.
LE INIZIATIVE.
Altri eventi di sensibilizzazione, oltre alla giornata del 28 ottobre, sono previsti a Bologna il 30 ottobre e poi a Torino, Ferrara e Roma. Nel capoluogo emiliano sarà anche presentato il 'Libro nero dello spreco alimentare in Italia', primo rapporto sulla dilapidazione lungo la filiera agro-alimentare. 'Un anno contro lo spreco 2010' promuove inoltre lo show teatrale 'Spr+eco. Formule per non alimentare lo spreco'. Illustrata dalla matita dissacrante di Altan, la performance è attualmente in giro tra piazze e teatri italiani.


