Dono, dunque non spreco. Con «Last Minute Market» l’etica si fa ecosostenibile

Intervista con il Prof. Segré ideatore del progetto internazionale

Viviamo tra un last minute e l’altro: è come se ogni minuto della nostra vita debba essere l’ultimo, tanto che dobbiamo affrettarci per viaggiare, comprare a metà prezzo, prenotare dell’esistenza (pur ogni secondo chè sia scontato con offerta speciale). Ebbene, nell’era dell’ultimo minuto ora sbarca il «Last Minute Market», un’iniziativa di respiro internazionale che invece di spingerci al consumismo sfrenato, ci porta alla riduzione dello spreco. Ossia: basta con i quintali di alimenti, farmaci e libri da buttar via, perché tutto si può riciclare, ma soprattutto donare. L’ideatore di questo complesso progetto è un docente universitario e saggista come Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria all’Università di Bologna dove insegna politica agraria internazionale e comparata.

Cibo a perdere, sei milioni di tonnellate nella pattumiera

 

In Italia ogni giorno 4mila tonnellate di alimenti finiscono nei rifiuti. In un anno la cifra dello spreco è di 6 milioni: una quantità di cibo che, da sola, consentirebbe di soddisfare i bisogni dei tre quarti della popolazione mondiale, oltre 44 milioni di abitanti. E lo stesso accade negli altri Paesi occidentali: negli Stati Uniti il 40% del cibo prodotto viene gettato via.

Sostenibilita'

'Un anno contro lo spreco', progetto europeo per ridurre lo sperpero degli italiani

14 lug. - (Adnkronos) - Il fenomeno dello spreco alimentare sta diventando sempre più preoccupante. Ogni anno in Italia, prima che il cibo giunga nei nostri piatti, se ne perde una quantità che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari per l'intero anno di tre quarti della popolazione italiana, vale a dire 44.472914 abitanti. Potremmo dire che l'Italia perde lungo la filiera tanto cibo tanto quanto quello che ogni anno consuma un paese come la Spagna, con 6 milioni di tonnellate di alimenti che finiscono nei rifiuti.

Cibo: l'Italia ne butta via 6mln di tonnellate l'anno

Le risorse del pianeta non sono illimitate. Eppure facciamo finta di non saperlo e i nostri sistemi produttivi continuano a dilapidare, di giorno in giorno, un'enorme quantità di beni.

ITALIA SPRECONA.
Prendiamo il cibo: ogni anno in Italia se ne perde tanto quanto basterebbe a sfamare tre italiani su quattro, ossia 44 milioni di persone. E ciò prima ancora che esso sia arrivato alla nostra tavola. In pratica la filiera alimentare del Bel Paese manda al macero tanto cibo quanto ne consuma una nazione come la Spagna, con 6 milioni di tonnellate di alimenti che finiscono in malora.

Sei milioni di tonnellate all’anno L’Italia butta via montagne di cibo

Consumi folli
Ogni anno, 6 milioni di tonnellate di cibo vengono buttate via in Italia: è quanto ogni anno consuma un Paese come la Spagna.

Ogni anno, invece di essere scodellate nei piatti, 6 milioni di tonnellate di cibi finiscono nel pattume. Un quantitativo in grado di sfamare oltre 44 milioni di persone: tre quarti della popolazione italiana. Il dato è emerso ieri durante la presentazione del progetto “Un anno contro lo spreco” ideato Andrea Segrè, il fondatore di Last minute market.
 

Un anno contro lo spreco 2010

Il primo progetto organico, patrocinato dal Comune di Bologna e dal Parlamento europeo, in Europa per indagare e spiegare lo spreco, ma soprattutto per imparare a ridurlo. A Bologna, Torino, Ferrara e Bruxelles la prima edizione delle Giornate europee contro lo spreco, con il patrocinio del Parlamento europeo.
 
Ogni anno in Italia, prima che il cibo giunga nei nostri piatti, se ne perde una quantità che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari per l’intero anno di tre quarti della popolazione italiana, vale a dire 44.472914 abitanti. Potremmo dire che l’Italia perde lungo la filiera tanto cibo tanto quanto quello che ogni anno consuma un paese come la Spagna.

Troppo cibo nella spazzatura le mosse anti-spreco delle città

ROMA - Nella cultura contadina lasciare un frutto sulla pianta al momento del raccolto era considerato un segno di empatia verso la natura, un sottolineare le radici comuni. La modernità ha trasformato questo atto simbolico in uno spreco colossale. In Italia tra il momento in cui pomodori e zucchine abbandonano i campi e quello in cui finiscono nel nostro piatto si butta una quantità di cibo sufficiente a sfamare tutti gli spagnoli. Non solo: si parla di 4mila tonnellate di alimenti acquistati dagli italiani e buttati in discarica ogni giorno, 6 milioni in un anno. E in questo impegno dissipatorio siamo in buona compagnia.

Una banca per il cibo

L’idea è di Andrea Segrè: una vicenda iniziata nel ’98 davanti a un cumulo di cassette in un supermercato.
Ora la sua "rete" si è ampliata in varie città italiane, offrendo quotidianamente il pranzo a migliaia di persone povere

A Vignola non si spreca

Attivato Last Minute Market: + benefici ambientali e sociali – sprechi e rifiuti. Non c’è spazio per lo spreco con il “Last Minute Market”, un progetto che si pone come obiettivo la riduzione degli sprechi a favore dell’ambiente e il riutilizzo dei beni recuperati a favore degli enti assistenziali, concreto esempio di sviluppo sostenibile, messo in campo dal Comune di Vignola con la collaborazione dell’Asl di Modena Distretto di Vignola.