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7 gennaio 2020 Corriere di Bologna "2000-2020 Meno consumi e più differenziata ma la sostenibilità è ancora lontana"

pubblicato 7 gen 2020, 01:25 da Redazione Segrè


23 dicembre 2019 Ansa.it "Natale e dintorno in stile Sprecozero"

pubblicato 30 dic 2019, 05:37 da Redazione Segrè

http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/food/2019/12/23/natale-e-dintorni-in-stile-sprecozero-5-consigli-per-pranzi-e-cenoni_212f6707-4601-4714-9a28-81688dc62d89.html

Natale e festività: dal 24 dicembre al 6 gennaio sono numerosi gli appuntamenti in famiglia a tavola. C'è il piacere di ritrovarsi, di stare insieme, mangiare i piatti della tradizione. C'è anche la consapevolezza della necessità di non esagerare con il cibo, le 'abbuffate' non sono certo di moda, nè tantomeno di sprecare.  Ecco 5 regole must #sprecozero consigliate dal fondatore di Last Minute Market, Andrea Segrè, cinque semplici precauzioni perché festeggiare in casa non faccia rima con sprecare, un agile ripasso da rinnovare prima dei cenoni. 

1° Check-in Fai la lista della spesa passando in rassegna frigorifero e dispensa basandoti sul numero dei commensali. Ricorda che in cucina il detto “quanto basta” funziona sempre.

2° Chek-out Evita le sirene del marketing: le offerte 3x2 e il sottocosto non servono se ti metti in viaggio per le feste. Se proprio non riesci a resistere acquista solo alimenti che puoi conservare.

3° Weight & Waste Watchers: ovvero, pesa e osserva Pesa gli alimenti e soppesa i tuoi invitati prima di cucinare quantità che si adattano meglio a una caserma. L’eccesso a tavola fa male alla salute e all’ambiente se poi finisce nella spazzatura.

4° The Day After: il giorno dopo Recupera tutto ciò che rimane di pranzi & cene della festa e crea un super pasto del giorno dopo da condividere con gli amici. Ciò che avanza congelalo, mangiandolo qualche mese dopo ti ricorderai con piacere delle feste.

5° #Zerowaste: #sprecozero Differenzia nei bidoni e nei sacchi dedicati della spazzatura tutto ciò che resta a tavola e sotto l’albero, dal cibo agli imballaggi. Dagli una seconda chance: gli alimenti nell’umido per il compost delle piante, il packaging per un nuovo ciclo.  Sono, dice Segrè, obiettivi di sostenibilità alla portata di tutti, ogni giorno. Nelle nostre case sprechiamo ogni anno cibo per un valore di 12 miliardi di euro, ovvero 700,7 grammi che ci costano 3,75 € ogni settimana (dati Diari di Famiglia / Oss. Waste Watcher), ma la buona notizia è che la svolta siamo noi: un cambiamento culturale può aiutarci a invertire la direzione e a dimezzare lo spreco pro capite entro il 2030, come fissato negli obiettivi delle Nazioni Unite. Solo in Italia lo smaltimento dei rifiuti impropri (sprechi) produce 9,5 milioni di tonnellate CO2 e impoverisce 7920 ettari di terreno, consuma inoltre 105 milioni di metri cubo d’acqua. Ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di CO2, in un anno se ne generano quindi oltre 8 milioni. Senza sprechi nel nostro Paese le emissioni CO2 potrebbero calare del 15% (Libro Nero degli Sprechi)».

10 dicembre 2019 Il Sole 24 Ore "a Trento il bunker dei brevetti agricoli"

pubblicato 10 dic 2019, 03:26 da Redazione Segrè


16 novembre 2019 ItaliaOggi "La Dieta mediterranea guadagna consensi ma ora il 25,2% degli adolescenti è obeso"

pubblicato 21 nov 2019, 06:38 da Redazione Segrè

https://www.italiaoggi.it/news/la-dieta-mediterranea-guadagna-consensi-ma-ora-il-25-2-degli-adolescenti-e-obeso-2402898
Ogni giorno ha la sua pena (Vangelo secondo Matteo) e ogni giorno ha la sua celebrazione, oggi è la Giornata mondiale della nutrizione domani è la Giornata nazionale della Dieta mediterranea (riconosciuta dall'Unesco). È l'occasione scelta dall'Osservatorio Waste Watcher di Last Minut Market per presentare i risultati di una ricerca a campione. Dice Andrea Segrè, che coordina l'Osservatorio ed è docente di politica agraria all'università di Bologna: «Un italiano su tre (33%) dichiara di praticare la Dieta mediterranea nel quotidiano e un italiano su due (52%) almeno parzialmente, per un totale di 85% di cittadini che hanno presente il significato del «mangiare mediterraneo» e improntano, del tutto o in parte, la loro alimentazione ai parametri di questa dieta».

Il rapporto registra anche le abitudini alimentari: un italiano su tre (29%) ha ridotto il consumo di carne, mentre il 39% dei cittadini ha aumentato il consumo di verdura e legumi o abbracciato le regole del regime nutrizionale mediterraneo. Aggiunge Segrè: «I nostri studi dimostrano che il modello agro-nutrizionale mediterraneo (cereali, ortofrutta, olio…) ha un impatto ambientale assai ridotto: il consumo di acqua è pari a 1.700 metri cubi pro capite rispetto ai 2.700 del modello anglosassone (grassi, carne…), il che conferma la sostenibilità della Dieta mediterranea, sia dal punto vista della produzione che del consumo». Tutto bene dunque? Non proprio se si considera che nel biennio 2017-2018, l'Istat ha stimato circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti in eccesso di peso, pari al 25,2% della popolazione di 3-17 anni (28,5% nel 2010-2011). Le percentuali sono particolarmente elevate in Campania (35,4%), Calabria (33,8%), Sicilia (32,5%) e Molise (31,8%). Quindi il fenomeno si è ridotto ma rimane rilevante. E forse queste due giornate, per essere veramente utili, dovrebbero parlare di obesità, dei suoi pericoli e del suo costo sociale.

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15 novembre 2019 LaRepubblica.it "La dieta mediterranea ci aiuta a mangiare sane e sprecare meno"

pubblicato 21 nov 2019, 06:35 da Redazione Segrè

https://www.repubblica.it/salute/alimentazione-e-fitness/2019/11/15/news/la_dieta_mediterranea_ci_aiuta_a_mangiare_sano_e_sprecare_meno-241182921/
La maggior parte delle famiglie - nonostante le buone intenzioni - spreca ogni giorno tanto cibo. Il tema torna alla ribalta oggi che si celebra la Giornata mondiale della nutrizione che precede la Giornata nazionale della dieta mediterranea. A fotografare il fenomeno facendo anche una sorta di identikit degli “spreconi” è un’indagine condotta dall’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari del CREA presentata oggi in occasione della II edizione della giornata della nutrizione, Nutrinformarsi: lo spreco nel piatto.
 

I giovani sprecano di più

L’ indagine ha raccolto dati provenienti da diversi paesi europei (Olanda, Spagna, Germania e Ungheria) coinvolgendo 1.142 famiglie rappresentative della popolazione italiana. Il 77% delle famiglie ha gettato via del cibo nella settimana precedente all’indagine, percentuale che si riduce con l’aumentare dell’età del responsabile acquisti, con il diminuire del reddito e in famiglie che vivono al sud e isole. Lo spreco maggiore si è riscontrato nelle famiglie monocomponenti e nei segmenti di età più giovane. I prodotti alimentari più sprecati sono verdura, frutta fresca e pane, seguiti da pasta, patate, uova, budini, derivati del latte (yogurt, formaggi), per un totale in media di 370 g/settimana/famiglia. Il dato italiano sullo spreco alimentare è allineato con quello olandese (365 g/settimana) e molto inferiore a quello spagnolo (534 g/settimana), tedesco (534 g/settimana) e ungherese (464 g/settimana).

La scheda - Le strategie per evitare lo spreco

Quant’è sana e sostenibile la dieta mediterranea

E in vista della Giornata nazionale della Dieta mediterranea, anche l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / SWG ha diffuso dei dati su come questo regime alimentare, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità nel 2010, possa contribuire a ridurre gli sprechi. Dall’indagine emerge che 1 italiano su 3 (33%) dichiara di praticarla nel quotidiano e 1 italiano su 2 (52%) almeno “parzialmente”, per un totale di 85% di cittadini che hanno presente il significato del “mangiare mediterraneo” e improntano, del tutto in parte, la loro alimentazione ai parametri di questa dieta. “Aspetto decisamente rilevante per il monitoraggio sull’evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani – commenta l’agroeconomista Andrea Segre?, fondatore di Last Minute Market e della campagna Spreco Zero - e? quello legato alle scelte nutrizionali: i dati Waste Watcher evidenziano che 1 italiano su 3 (29%) ha ridotto il consumo di carne, mentre il 39% dei cittadini ha aumentato il consumo di verdura e legumi o abbracciato le regole del regime nutrizionale mediterraneo”.

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