Last Minute Market: Ciò che non si mangia a scuola va ai poveri

Da settembre il cibo in eccedenza di alcune mense scolastiche veneziane non verrà più gettato tra i rifiuti ma distribuito nelle mense dei poveri. Il progetto “Last Minute Market”, avviato in fase di sperimentazione a gennaio, sta coinvolgendo sempre più realtà del nostro territorio.

Si tratta di un'iniziativa promossa dal Comune di Venezia in collaborazione con le Acli di Verona e Venezia e Last Minute Market Srl, una società spin off della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna.
Recuperare i beni rimasti invenduti nel circuito produttivo e commerciale per destinarli a favore di enti di assistenza che li ridistribuiscono a persone in condizione di disagio sociale: questa è l'attività promossa dal progetto.
Si è partiti da un'esperienza precedentemente fatta a Verona, spiega David Marchiori, mestrino, del Dipartimento pace e nuovi stili di vita dell'Acli nazionale, che si dichiara soddisfatto di questo primo periodo, che si chiuderà a gennaio 2011.
I prodotti recuperati dagli eccessi di produzione in campo agricolo, altrimenti destinati al macero, sono arrivati a 50 tonnellate e sono stati distribuiti attraverso 18 associazioni caritatevoli che beneficiano dell'iniziativa.
E' importante coinvolgere il maggior numero di associazioni possibili, afferma mons. Dino Pistolato, direttore della Caritas di Venezia, in modo da rendere il più possibile capillare la distribuzione.
Le esigenze e le richieste, infatti, sono sempre più numerose ma grazie al progetto si è venuta a creare una buona rete solidale che mira ad espandersi ulteriormente e che coinvolge enti locali, imprese commerciali (ma i super e ipermarket, a parte Coop Adriatica, devono ancora entrare nel vivo del progetto), produttori agricoli, mercati all'ingrosso, associazioni e cittadini.
In questo ambito di sviluppo sostenibile si stanno muovendo anche i primi passi per un coinvolgimento della ristorazione scolastica. Le Acli hanno già acquistato due potenti frigoriferi che serviranno a conservare il cibo in eccedenza proveniente dalle mense scolastiche per poi essere servito la sera stessa nelle mense dei poveri. Un'opera, perciò, attraverso cui si vuole diffondere anche una sensibilità sulle tematiche di spreco alimentare.

Giorgia Dalle Ore


Tratto da GENTE VENETA, n.26/2010