CaroCibo News

I consumi alimentari tengono grazie al calo dei prezzi

 
Dall’inizio della “crisi globale” sceso dell’1,23% il costo della dieta quotidiana
 
La “crisi globale”, deflagrata con il fallimento di Lehman Brothers il 15 settembre 2008, ha profondamente sconvolto l’economia e i modelli di consumo. Che cosa è successo nel nostro Paese nel fondamentale settore dei consumi alimentari? Alcune risposte interessanti vengono dall’indicatore carocibo elaborato in collaborazione tra la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Last Minute Market, spin-off accademico dell’Università di Bologna ed Econometrica, società di studi economici e comunicazione.
 
Secondo carocibo, tra il settembre 2008 e il giugno 2010 il costo giornaliero per una dieta che assicura 2.300 calorie (quantitativo compatibile con le esigenze di un uomo adulto) è sceso da 6,49 euro a 6,41 euro. Il calo, in termini percentuali, è dell’1,23%.
 
Nello stesso periodo l’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati è aumentato dell’1,54%. Il costo della dieta non ha quindi seguito la dinamica dell’inflazione, ma ha avuto un andamento virtuoso, probabilmente determinato da una maggiore attenzione del pubblico anche ai consumi alimentari. Il quadro non è tuttavia uniforme per tutti i prodotti considerati da carocibo per determinare la dieta media giornaliera per un uomo adulto. Come mostra la tabella, vi sono notevoli differenze. Tra i 15 prodotti considerati 5 hanno fatto registrare incrementi e 10 hanno visto invece il loro costo diminuire. L’alimento che ha subito il maggior rincaro è l’insalata (+14,37%), seguita dall’acqua minerale (+8,33%), dai pomodori pelati (+7,89%), dalla carne bovina (+2,47%) e dai biscotti, il cui costo ha subito un aumento molto contenuto (+0,30%). Tra i prodotti il cui costo è calato vanno segnati la pasta (-3,66%), il latte (-4,70%), il formaggio (-5,11%), l’olio extravergine di oliva (-5,28%) e soprattutto la frutta (-16,49%). Per tutti i prodotti il cui costo è aumentato è cresciuta anche l’incidenza sul costo del paniere: fra questi colpisce ancora l’acqua minerale, la cui incidenza è passata dal 8,32% al 9,13% della spesa totale in alimenti.
 
Il calo complessivo del costo della dieta da settembre 2008 ad oggi rilevato da carocibo ha contribuito a ridurre l’impatto della crisi economico/finanziaria sui redditi e sui consumi delle famiglie. Dalle elaborazioni di carocibo emerge comunque che nel periodo considerato le variazioni nel costo della dieta giornaliera per un uomo adulto non sono state uniformi in tutto il Paese. Come mostra la tabella relativa ai capoluoghi di regione, le differenze sono anzi sensibili. Si passa, infatti, da una crescita del 4,26% in Friuli Venezia Giulia (6,85 euro/giorno nel giugno 2010) ad un calo del 4,91% in Toscana (6 euro).
Il professor Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e presidente di Last Minute Market, ricorda che secondo i dati Istat nel 2009 a fronte di una costante contrazione dei redditi familiari (in Italia fenomeno strutturale, ma aggravato dalla crisi) il 35% delle famiglie è stato costretto ad una diminuzione della qualità e/o quantità dei prodotti alimentari acquistati. Tra queste, il 63% ha ridotto solo la quantità, mentre il 15%, ha abbassato il livello della spesa anche in termini qualitativi. Sono valori rilevanti, ma che potevano diventare drammatici - almeno per le classi economicamente più deboli - senza la contrazione dei prezzi agroalimentari registrata nello stesso anno.
Analizzando il periodo più recente - continua Segrè - si possono osservare due aspetti essenziali che hanno caratterizzato il primo trimestre del 2010: da un lato, la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile in termini reali) dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto a quello corrispondente nel 2009 (ISTAT); dall’altro, il lieve aumento dei consumi alimentari (+1% secondo la Confederazione Italiana Agricoltori) registrato nello stesso trimestre e di certo favorito dalla contrazione dei prezzi.
Dunque - conclude Segrè - la crisi si è fatta sentire sui redditi degli Italiani e di conseguenza sui consumi alimentari, che hanno in parte tenuto grazie all’abbassamento del costo della spesa. Infine, per una lettura puntuale di queste dinamiche è indispensabile disporre di un ampio ventaglio di dati. Carocibo, a tal riguardo, fornisce indicazioni utili circa l’interpretazione delle vicende socio-economiche legate alla dieta ed ai prezzi alimentari.
 
 
L’obiettivo dell’indicatore carocibo (elaborato in collaborazione tra la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Last Minute Market ed Econometrica) è quello di monitorare sia l’entità che le variazioni nel tempo della spesa alimentare, facendo riferimento ad una dieta tipo costruita sulle necessità quotidiane di un uomo adulto. Al fine di consentire confronti sul piano territoriale, l’indicatore viene elaborato sia a livello nazionale che a livello di capoluoghi di regione.
 
Carocibo è stato determinato prendendo in considerazione una dieta elaborata da Alessandra Bordoni, nutrizionista del Dipartimento di Biochimica “G. Moruzzi” dell’Università di Bologna. La supervisione scientifica è stata assicurata da Luca Falasconi, economista agroalimentare del Dipartimento di Economia ed Ingegneria Agrarie, da Gian Primo Quagliano, presidente di Econometrica e da Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e presidente di Last Minute Market. Le elaborazioni sono state eseguite da Sabina Morganti, Anastasia Scotto, Carla Pezzullo e Alessandro Politano.
 

 

Per informazioni su carocibo Andrea Segrèpresidenza della Facoltà d’Agraria 051 2096510 – 335 6459254 – www.andreasegre.it  oppure Sabina Morganti Last Minute Market 051 2096357 - 328 7040598 – www.lastminutemarket.it

 

Scarica