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SAGGISTICA: esce GIOVEDI' 16 MARZO per EMI "MANGIA COME SAI. CIBO CHE NUTRE, CIBO CHE CONSUMA"dell'agroeconomista ANDREA SEGRE'. Con le lezioni di NY, Francoforte, Buenos Aires

pubblicato 16 mar 2017, 06:19 da redazione segre   [ aggiornato in data 16 mar 2017, 06:20 ]

 

Dieci consigli per mangiare e non esser consumati dal cibo, con le lezioni magistrali tenute a New York, Buenos Aires e Francoforte:

esce giovedì 16 marzo

Mangia come sai

Il nuovo libro dell’agroeconomista Andrea Segrè

 

Le incredibili contraddizioni del mondo del cibo e, di riflesso, il cibo del mondo: gli obesi sono ormai quasi il doppio degli affamati. Con quanto si spreca si potrebbe sfamare un terzo della popolazione mondiale. Gran parte degli alimenti non riempiono le nostre pance ma i serbatoi delle macchine, o al più gli stomaci dei ruminanti che poi noi mangiamo. Nei Paesi che una volta si definivano ricchi si spende di più per non mangiare, ovvero per metterci a dieta. Il risultato è che non sappiamo più se il cibo ci nutre o ci consuma. Non stupisce quindi che Andrea Segrè, agroeconomista, autore del nuovo libro Mangia come sai. Cibo che nutre, cibo che consuma (Editrice Missionaria Italiana, pp. 96, euro 9) definisca l’atto del mangiare al contempo agricolo, economico, ecologico, etico e politico». Come appunto scrive in questo saggio, in libreria dal 16 marzo. Lo presenterà a breve anche a Link festival a Trieste, a Educa Festival, a Oriente Occidente Festival e alle Librerie Ambasciatori di Bologna martedì 2 maggio, in dialogo con l’Arcivescovo di Bologna Mons. Matteo Zuppi alle Librerie Ambasciatori.

Il volume chiude l’ideale trilogia degli ultimi anni dedicata al cibo (L’oro nel piatto per Einaudi; Cibo per il Mulino), qui declinato riprendendo le lezioni magistrali tenute dall’autore a Francoforte, New York e Buenos Aires. Ma riprende anche i temi del viaggio “A piedi nella piana”, 48 ore a Gioia Tauro e dintorni fra gli agrumeti di Rosarno e la baraccopoli di San Ferdinando: dove la produzione del cibo è motore di vita e lavoro, ma dove prosperano caporalati e soprusi sui braccianti, si generano distorsioni e illegalità nella filiera distributiva. Oggi il cibo contraffatto in Italia dalle agromafie (60 miliardi di euro) vale quasi il doppio dell’export alimentare (36,8 miliardi di euro).

 

Fondatore del movimento e della campagna Spreco Zero, Andrea Segrè è un’autorità internazionale sul fronte dello spreco alimentare. Vent’anni fa inventava Last Minute Market, nato come geniale spin off dell’Università di Bologna per il recupero dei prodotti agroalimentari altrimenti scartati dalla grande distribuzione. Oggi affronta il vasto e sfaccettato mondo del cibo sapendo bene che bisogna «mescolare nella farina due ingredienti – ecologia e economia – che hanno la stessa radice: la casa (che poi significa famiglia, relazioni, società)».  La strada tracciata da Andrea Segrè si chiama educazione alimentare, che significa un’informazione corretta sul cibo che mangiamo: conoscerlo, innanzitutto, e sapere dove, come e da chi è stato prodotto; che bisogna fruirne «quanto basta», sempre nel segno di un approccio «giusto» al cibo, per  «richiamare la sufficienza, la sobrietà, la semplicità» a fronte dello spreco e del consumismo oggi imperanti, con le decisioni politiche conseguenti. Andrea Segrè chiede di cambiare stili di vita e atteggiamenti, considerando lo spreco alimentare non un rifiuto ma un’occasione alimentare, relazionale, economica per nuove soluzioni.  Cibo «giusto» significa sapere che l’economia domestica è anche e innanzitutto economia circolare. E che restituire valore al cibo significa coltivare  «l’economia di cura della natura e delle persone, ovvero curarci delle risorse naturali e umane attribuendo loro un valore». Gli obiettivi congiunti dell’educazione alimentare e ambientale, presupposto di questo saggio, sono quelli della neocostituita Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità, presieduta da Andrea Segrè.

 

Al termine del volume Andrea Segrè stila un «Decalogo minimo dal forcone alla forchetta», 10 consigli «per mangiare e non essere consumati dal cibo», riassumibile così:

  1. Quando fai la spesa, fai sempre una lista dell’occorrente
  2. Liberati dalle sirene del marketing
  3. Leggi bene le etichette dei cibi che vuoi acquistare
  4. Prediligi alimenti locali e di stagione
  5. Conserva bene gli alimenti in frigo e freezer
  6. Usa la fantasia con gli avanzi dei cibi del giorno prima
  7. Condividi con i vicini il cibo in eccesso
  8. Al ristorante chiedi la family bag
  9. Insegna ai tuoi figli il valore del cibo
  10. Pensa e agisci sostenibile e circolare  «»

L’AUTORE   Andrea Segrè è docente di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna e di Economia Circolare all’Università di Trento. Fondatore di Last Minute Market, è presidente della Fondazione Edmund Mach, della Fondazione F.I.CO Eataly World e del Centro Agroalimentare di Bologna. Insignito del Premio Artusi nel 2012, presiede il Comitato scientifico del piano nazionale di prevenzione rifiuti del Ministero dell’Ambiente. EMI ha pubblicato il suo Elogio dello spreco. Formule per una società sufficiente (2008). Fra i suoi ultimi saggi Cibo (il Mulino, 2015) e L’oro nel piatto. Valore e valori del cibo (Einaudi, 2015).  Twitter @andrea_segre

 

In allegato la copertina del libro.

Contatti per la stampa: Daniela Volpe cell 3922067895 daniela@volpesain.com

Lorenzo Fazzini

email: fazzini@emi.it 

Twitter: @EMI_libri - Facebook: Emi.edizioni

Tel. 051/326027

Altro 2 di 20.147 SPRECO ALIMENTARE A NORDEST: 6 CITTADINI SU 10 TESTANO IL CIBO SCADUTO PRIMA DI BUTTARLO, A GREEN WEEK TRENTO, DOMENICA 5 MARZO, ANTEPRIMA NAZ. DEI "DIARI" REDUCE

pubblicato 03 mar 2017, 02:31 da redazione segre


 

“WASTE NOTES, UN DIARIO PER AMICO”

 

A GREEN WEEK LEZIONE DI BUONE PRATICHE PER PREVENIRE LO SPRECO ALIMENTARE IN FAMIGLIA: DOMENICA 5 MARZO, AL MUSE, IN ANTEPRIMA NAZIONALE SI PRESENTA IL “DIARIO DELLE BUONE PRATICHE” DEL PROGETTO  REDUCE – CAMPAGNA SPRECO ZERO.  UN INCONTRO PER PARLARE A GRANDI E PICCINI SEGUENDO IL FILO DELLE BUONE PRATICHE: DALLA DISPENSA DI CASA AL CARRELLO DELLA SPESA, PASSANDO PER LA SCUOLA E IL RISTORANTE. 

 

I DATI TRIVENETI DELLO SPRECO: 6 CITTADINI SU 10 NON BUTTANO AUTOMATICAMENTE IL CIBO SCADUTO MA LO TESTANO E LO CONSUMANO COMUNQUE, SE RITENGONO SIA ANCORA EDIBILE. DALL’OSSERVATORIO WASTE WATCHER LE RILEVAZIONI A NORD-EST.

 

TRENTO - Lo spreco alimentare in Italia vale quasi 16 miliardi annui (dati Waste Watcher), ovvero l’1% del Pil. Ma dove si spreca? Quattro italiani su cinque danno la colpa alla grande distribuzione, invece sarebbe più utile guardarsi intorno in cucina, dotarsi di una piccola lista di acquisti prima di uscire per la spesa e, una volta rincasati, prendersi cura della conservazione ottimale del cibo. Perché è lo spreco alimentare domestico a fare la parte del leone: incide tra il 70 e il 75% dello sperpero annuo di cibo nel nostro Paese, ma anche in Europa, e sul pianeta.

Sensibilizzare e coinvolgere i cittadini, le istituzioni, i luoghi di ristorazione, le aziende è l’obiettivo del progetto Reduce, promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal e raccontato attraverso la campagna Spreco Zero promossa con Last Minute Market. Alla Green Week 2017 Reduce farà tappa per il secondo anno domenica 5 marzo, alle 17 al Muse. Ci sarà il curatore del progetto Reduce, Luca Falasconi, insieme ai ricercatori dell’Universita’ di Bologna Claudia Giordano, Matteo Boschini, Giorgia Arcella. Con gli spettatori si metteranno a fuoco le cause e i ‘luoghi’ dello spreco in famiglia. Si acquista troppo? Si conserva male? Parliamone … ma non si “parlerà” soltanto:  si cercherà di lavorare, tutti insieme, grandi e piccini, intorno ai comportamenti e alle buone pratiche che aiutano a prevenire e ridurre lo spreco. Green Week sarà la sede ufficiale del lancio di Waste Notes, un Diario per amico, il quaderno di buone pratiche che diventa piccolo manuale di economia domestica e motore di promozione dell’educazione alimentare in famiglia.  Con tanti aggiornamenti in rete, sul blog e sui social di Reduce.

A Triveneto lo spreco settimanale vale ‘solo’ 6 euro a famiglia, anziché 7 come a livello nazionale (dati Waste Watcher). I cittadini triveneti dimostrano quindi maggiore attenzione al problema: per esempio nelle abitudini di acquisto, compilando una lista della spesa: lo fanno 57 intervistati su 100 (contro il 50% a livello nazionale). Frutta, verdura, pane, salumi e formaggi sono alla testa dell’infausta ‘hit’ del cibo buttato. Le cause? Bulimia da acquisto nel 62% dei casi rispetto al Triveneto. Si compra, cioè, più di quello che si riesce a consumare. A livello nazionale invece si acquista troppo ‘solo’ nel 48% dei casi. Sempre nel Triveneto quasi 6 cittadini su 10 (56%) non buttano automaticamente il cibo scaduto ma lo testano e lo consumano comunque, se ritengono sia ancora edibile. Una percentuale leggermente superiore al dato nazionale (50%). E 57 cittadini triveneti su 100 dichiarano di congelare il cibo che non riescono a consumare a breve, dopo l’acquisto.

 

A tradirci, spesso, è la nostra stessa percezione: tendiamo a sottostimare la quantità di cibo che ci capita di gettare, talvolta distrattamente. Lo hanno dimostrato i pilot test dei Diari alimentari nelle famiglie, un monitoraggio sullo spreco alimentare domestico realizzato dal DISTAL dell’Università di Bologna: l’annotazione scrupolosa del cibo buttato in famiglia, contro verificata attraverso il controllo rigoroso della pattumiera di casa, attesta che sprechiamo fino al 50% in più di quanto riteniamo di buttare. Ogni anno l'UE getta 90 milioni di tonnellate di cibo e ogni giorno in Europa si sprecano 720 Kcal di cibo a persona.

 

http://www.sprecozero.it/cose-il-progetto-reduce/

 

press: ufficiostampavolpesain.com

 

TRENTO, ANTEPRIMA GREEN WEEK: "MANGIA COME SAI" DI ANDREA SEGRE', VENERDI' 3 MARZO LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO SAGGIO EMI, PER CAPIRE SE IL CIBO CI NUTRE O CI CONSUMA

pubblicato 01 mar 2017, 02:07 da redazione segre   [ aggiornato in data 02 mar 2017, 05:28 ]

 

In anteprima a Trento – Green Week 2017

il nuovo saggio dell’agroeconomista Andrea Segrè

Mangia come sai. Cibo che nutre, cibo che consuma

Una nuova via per lo «Stil Medio» del cibo,

con i consigli per fruirlo al meglio, anziché esserne consumati

 

Appuntamento venerdì 3 marzo ore 16.30

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Aula 8

 

 

TRENTO – L’atto del mangiare? Probabilmente non ci pensiamo abbastanza, ma è al contempo agricolo, economico, ecologico, etico e «politico». I grandi paradossi del cibo ai tempi della spadelling age diventano l’occasione per guardare con occhi diversi a quel che ogni giorno ci nutre – o ci consuma – grazie al nuovo saggio dell’agroeconomista e Presidente Fondazione Edmund Mach Andrea Segrè, Mangia come sai. Cibo che nutre, cibo che consuma (Editrice missionaria italiana, pp. 96, euro 9,50), in libreria dal 16 marzo e in anteprima assoluta alla Green Week di Trento venerdì 3 marzo alle 16.30, nell’incontro in programma al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Aula 8, che impegnerà l’autore in dialogo con il direttore del quotidiano L’Adige Pierangelo Giovanetti. Un volume, di prossima presentazione anche a Link festival Trieste, che suggella l’ideale trilogia degli ultimi anni dedicata al cibo da Andrea Segrè, qui declinato attraverso gli highlights delle ultime lezioni magistrali a Francoforte,  New York e Buenos Aires. Ma che riprende anche i temi del viaggio «A piedi nella piana», 48 ore a Gioia Tauro e dintorni, in tandem con il regista Andrea Segre, fra gli agrumeti di Rosarno e la baraccopoli di San Ferdinando: dove la produzione del cibo è motore di vita e lavoro, ma dove prosperano caporalati e soprusi sui braccianti. Sono tante le contraddizioni di un mondo in cui, con lo spreco alimentare, si potrebbe sfamare il 30% della popolazione del pianeta. Solo in Italia quello che si butta via dalla tavola vale l’1% del Pil, ovvero 16 miliardi di euro (fonte Osservatorio Waste Watcher). Oggi gli ipernutriti (obesi) sono quasi il doppio dei denutriti (800 milioni di persone) e il cibo contraffatto dalle agromafie in Italia (60 miliardi di euro) vale quasi il doppio dell’export alimentare (36,8 miliardi di euro. Fondatore del movimento e della campagna Spreco Zero, Andrea Segrè vent’anni fa inventava Last Minute Market, nato come geniale spin off dell’Università di Bologna per il recupero dei prodotti agroalimentari altrimenti scartati dalla grande distribuzione. Oggi affronta il vasto e sfaccettato mondo del cibo sapendo bene che bisogna «mescolare nella farina due ingredienti – ecologia e economia – che hanno la stessa radice: la casa (che poi significa famiglia, relazioni, società)».  La strada tracciata da Andrea Segrè si chiama educazione alimentare, ovvero quell’informazione corretta che potrà guidarci verso lo «Stil medio», e davvero novo, del cibo sulle nostre tavole. «Per trovare un nuovo punto di equilibrio nella nostra relazione col cibo - spiega Andrea Segrè - è arrivata l'ora di mettere alle spalle i troppi storytelling: più delle narrazioni, oggi, servono visioni e azioni. Proprio perchè siamo ciò che mangiamo, come diceva Feuerbach, dobbiamo mangiare come sappiamo e capire quale cibo faccia bene a noi, al pianeta di oggi, a quello che lasceremo ai nostri figli». 

 

Al termine del volume Andrea Segrè stila un «Decalogo minimo dal forcone alla forchetta», 10 consigli «per mangiare e non essere consumati dal cibo», così riassumibili:

 

  1. Quando fai la spesa, fai sempre una lista dell’occorrente
  2. Liberati dalle sirene del marketing
  3. Leggi bene le etichette dei cibi che vuoi acquistare
  4. Prediligi alimenti locali e di stagione
  5. Conserva bene gli alimenti in frigo e freezer
  6. Usa la fantasia con gli avanzi dei cibi del giorno prima
  7. Condividi con i vicini il cibo in eccesso
  8. Al ristorante chiedi la family bag
  9. Insegna ai tuoi figli il valore del cibo
  10. Pensa e agisci sostenibile e circolare  «»

 

L’AUTORE


 

Andrea Segrè è docente di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna e di Economia Circolare all’Università di Trento. Fondatore di Last Minute Market, è presidente della Fondazione Edmund Mach, della Fondazione F.I.CO Eataly World e del Centro AgroAlimentare di Bologna. Insignito del Premio Artusi nel 2012, presiede il Comitato scientifico del piano nazionale di prevenzione rifiuti del Ministero dell’Ambiente. Emi ha pubblicato il suo Elogio dello spreco. Formule per una società sufficiente (2008). Tra i suoi ultimi libri sul tema dell’alimentazione e degli scarti alimentari segnaliamo Cibo (il Mulino, 2015) e L’oro nel piatto. Valore e valori del cibo (Einaudi, 2015).

Twitter @andrea_segre

 

In allegato la copertina del libro.

 

Contatti per la stampa:

 

Daniela Volpe

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DOMENICA 5 FEBBRAIO, 4^ GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO

pubblicato 08 feb 2017, 04:24 da redazione segre


ROMA – LA 4^ GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE.

Domenica 5 febbraio 2017 si celebra la 4^ Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari. Conoscere e focalizzare le cause e le dinamiche degli sprechi aiuta concretamente a ridurli e a mettere in atto comportamenti in chiave preventiva. «Prevenzione è la parola chiave per approcciare la Giornata nazionale 2017 - evidenzia il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del comitato tecnico-scientifico per il Programma nazionale di prevenzione sprechi/rifiuti (Min. Ambiente) - Lo spreco migliore è quello che non si fa e la legge 166 va anche in questa direzione, prefigurando una campagna capillare di educazione alimentare. Altrimenti come potremo arrivare a dimezzare gli sprechi, in Italia e in Europa, entro il 2025? I primi 6 mesi dimostrano che la nuova legge agisce bene sul recupero, in prospettiva quindi, ci sono grandi margini di miglioramento: i dati Waste Watcher dicono che 1 italiano su 5 mette già in atto comportamenti virtuosi, e che il 57% sta dalla parte giusta, attento a non sprecare per convinzione o per necessità. Lavoriamo sul 40% che resta, incurante o incoerente: facciamolo con una campagna efficace di educazione alimentare».  «In materia di lotta allo spreco alimentare stiamo ottenendo risultati oltre ogni nostra più rosea aspettativa – spiega il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani -  Le campagne di sensibilizzazione che abbiamo avviato stanno raccogliendo i loro frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un “problema”. La family bag, iniziativa da noi promossa prima in Veneto e poi in tutta Italia, ha trovato posto in una legge e ha avuto il plauso di 4 italiani su 5. Il Progetto Reduce del Ministero sta avendo una importanza strategica poiché da marzo monitorerà attraverso dei diari i comportamenti di 400 famiglie campione. Sappiamo che lo spreco alimentare si consuma soprattutto tra le mura domestiche ma fino ad oggi nessuno è riuscito a determinarne l’entità. Quanto all’educazione ambientale, sulla quale abbiamo già messo solide basi,  i dati ci confortano: la percentuale di chi insegna ai figli a non sprecare, in un anno è passato dal 62% al 78%, indice di un'attenzione cresciuta che si vuole tramandare come bagaglio 'culturale' alle prossime generazioni». La 4^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare viene presentata nella cornice di Piazza della Salute, il progetto lanciato a Roma dall’Enpam: «Si sprecano più facilmente gli alimenti freschi e deperibili, cioè quelli che fanno meglio alla salute – osserva il medico e presidente Enpam Alberto Oliveti – Per questo prevenire gli sprechi insegnando a fare bene la spesa, a conservare correttamente i cibi e a mangiare quelli ancora buoni, significa anche migliorare lo stato di salute dei consumatori. Di certo riempiendo la dispensa con alimenti pieni di conservanti si limita il rischio di farli scadere, ma si non si fa un grande favore al proprio fisico».

 

I DATI DELLO SPRECO

 

Ecco dunque i nuovi dati dell’Osservatorio nazionale Waste Watcher, di Last Minute Market/Swg: lo spreco annuale di cibo in Italia ammonta a ca 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil (rilevazione basata per la prima volta su test reali e non solo percettivi). Si spreca soprattutto nelle case: circa 145 kg di cibo all’anno per famiglia, ovvero il 75% dello spreco complessivo in italia per un costo di 360 € annui. Allo spreco domestico monitorato dall’Osservatorio Waste Watcher vanno sommate le perdite in campo (ca 1 miliardo e 25 milioni), gli sprechi nell’industria (ca 1 miliardo e 160 milioni) e nella distribuzione (ca 1 miliardo e 430 milioni). Si arriva così al valore di 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare annuo, riferito all’anno 2015 (elaborazione Distal Università di Bologna e Last Minute Market su dati Borsa Merci Bologna).

 

Dalla nuova rilevazione Waste Watcher emerge una ancora insoddisfacente informazione dei cittadini sulla normativa antispreco entrata in vigore qualche mese fa (legge 166/2016). Solo 6 italiani su 10, infatti (il 59% degli intervistati) sanno che esiste una nuova legge dedicata al recupero e alle policies e pratiche antispreco. E addirittura il 90% degli italiani dichiara di non conoscere i contenuti del provvedimento, o di averne solo vaghe informazioni. E’ chiaro che su questo versante si dovrà lavorare perché il merito della legge possa diventare patrimonio comune di conoscenza non solo degli operatori e stakeholders, ma di più cittadini possibile.  

 

Ulteriore area di indagine dei nuovi dati Waste Watcher riguarda uno degli strumenti chiave per la riduzione degli sprechi nella filiera del cibo: la family bag in cui inserire il cibo non consumato per portarlo a casa, e che lentamente comincia ad essere adottata nei luoghi di ristorazione. L’interesse dei cittadini è davvero notevole: la family bag è giudicata opzione “valida” nella prevenzione degli sprechi per l’80% degli intervistati, efficace/funzionale per il 73%. Ma 1 italiano su 2 teme che non sara’ supportato dai ristoratori e il 75% auspica l’introduzione diffusa con design elegante per superare la timidezza portandosi a casa gli avanzi del pasto. Il gap legato all’elemento vergogna e imbarazzo è ancora forte, ma certo superabile con una sorta di “istituzionalizzazione” della family bag nelle sedi di ristorazione a livello capillare e nazionale.

 

Waste Watcher registra nell’atteggiamento quotidiano verso gli sprechi un’Italia spaccata in due, ma anche una crescente attenzione al fenomeno: 1 italiano su 5 si dimostra addirittura “virtuoso”, il 57% mette in atto comportamenti di sensibilità e prevenzione degli sprechi (davvero attenti il 28%, attenti per necessita’ il 7%), mentre il 43% rimane incurante o manifesta comportamenti incoerenti (27%) e tout court spreconi (12%).  Waste Watcher 2017 racconta gli italiani davanti allo spreco dividendoli in 6 ‘cluster’ (sotto elencati) sulla base dei comportamenti, che fanno di regola la differenza nell’ottica di ridurre e prevenire gli sprechi: in tema di prevenzione il 65% degli intervistati punta sul check in dispensa per controllare cosa serve veramente prima della spesa; secondo l’85% degli intervistati la soluzione è una lista della spesa da compilare prima di entrare al supermercato per evitare acquisti inconsulti; il 53% sceglie di congelare i cibi che non si mangeranno a breve; il 52% presta attenzione alle quantità di cibo che si intende cucinare, il 50% raccomanda di verificare che i cibi scaduti siano davvero andati a male, prima di buttarli.

Intanto, la buona notizia di questa 4^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco è l’avvio in Italia di una iniziativa pionieristica che diventerà finalmente monitoraggio statistico. Si tratta dei Diari di Famiglia, l’esperimento lanciato attraverso la campagna Spreco Zero, realizzato adesso nell’ambito del progetto Reduce promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher. Da marzo  2017,  400 famiglie di tutta Italia (secondo un campione statistico) si sottoporranno a questo test per una settimana e annoteranno dettagliatamente su moduli prestampati tutto il cibo sprecato giorno per giorno, dettagliandone tipologia e quantità. Le famiglie si sottoporranno inoltre al cosiddetto “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nelle loro pattumiere, per verificare che le annotazioni siano state veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia, al di là di qualsiasi ‘sondaggio’ e percezione. Una rivoluzione copernicana nell’impegno contro gli sprechi e per la loro prevenzione.     E sempre dal mese di marzo tutti i cittadini potranno partecipare al progetto “Waste notes, un diario per amico”, scaricando dal sito della campagna Spreco Zero i format in cui annotare la lista della spesa cosi’ come il cibo buttato di giorno in giorno.

LE FAMIGLIE ITALIANE DAVANTI ALLO SPRECO: 6 PROTOTIPI WASTE WATCHER

Incrociando le risposte registrate in occasione delle rilevazioni per il Rapporto Waste Watcher 2016 sullo spreco domestico (campione statistico di 1800 soggetti in Italia) le famiglie intervistate sono state inserite in 6 grandi cluster secondo i fattori che influenzano il comportamento davanti al fenomeno. Principali elementi condizionanti sono l’età, la sensibilità per l’ambiente, il tempo a disposizione, i figli, la responsabilità sociale.

 

57% AREA SENSIBILE E ATTENTA ALLO SPRECO

Virtuosi, 22%: questo gruppo raccoglie la parte più sensibilizzata al tema dello spreco alimentare; lo vede sia come una immoralità sia come un danno ambientale. Con queste motivazioni forti alle spalle riesce a sprecare veramente pochissimo: in valore economico settimanalmente sprecano circa la metà rispetto alla media nazionale.

Attenti, 28%: il loro atteggiamento è attento allo spreco ma con qualche licenza. Anche questo gruppo è caratterizzato sia dalla sensibilità ai temi ambientali che dalla valutazione morale sullo spreco; ma con un’ intensità leggermente minore. La differenza sostanziale è che in questo cluster vi sono più coppie con figli e quindi lo spreco, anche se involontario, si alza un po’. Sprecano comunque poco: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 25% in meno rispetto alla media nazionale.

Attenti per necessità, 7%: quelli che formano questo gruppo hanno una attenzione marginale ai temi della salvaguardia dell’ambiente e non ritengono che lo spreco alimentare produca danni. Nonostante ciò queste famiglie sprecano relativamente poco. La causa del loro comportamento corretto è di origine economica; è un gruppo che ha dei redditi limitati ed è il contenimento della spesa a motivarli. Sprecano comunque più dei gruppi precedenti: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 20% in meno rispetto alla media nazionale.

 

43% AREA DEGLI SPRECHI

27%, Incoerenti: accade spesso, nella società, che “si predichi bene e si razzoli male”. Questo gruppo si muove proprio così: segnala l’importanza dell’ambiente, percepisce il danno dello spreco e la sua immoralità, condivide i provvedimenti utili alla riduzione di questo fenomeno; però spreca. E non poco: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 25% in più rispetto alla media nazionale.

12% Spreconi: si tratta di un piccolo cluster ma è significativo di un atteggiamento sociale, relativo non solo a questo tema; io non ho responsabilità è la società che deve pensarci. Questo gruppo ha scarso interesse per l’ambiente e non ritiene che vi siano conseguenze più generali dovute allo spreco; per di più avendo anche una media capacità economica non vive neanche questo deterrente rispetto allo spreco alimentare domestico. Le dimensioni sono: in valore economico settimanalmente sprecano circa una volta e mezzo in più rispetto alla media nazionale.

4% Incuranti: questo gruppo mostra di cogliere abbastanza la problematicità dello spreco ma come tema a se stante; non si scalda troppo per l’ambiente e, soprattutto, non ha l’ interesse ad approfondire le conseguenze e le interdipendenze dello spreco alimentare. Nella realtà butta via il cibo con facilità. E senza mezzi termini: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 66% in più, rispetto alla media nazionale.

 

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SPRECHI A NATALE: RECUPERARE E’ VIRTUOSO, PREVENIRE E’ MEGLIO. Il nuovo eBook.

pubblicato 19 dic 2016, 05:47 da redazione segre

 

ESCE GIOVEDI’ 15 DICEMBRE PER FONDAZIONE FELTRINELLI IL NUOVO EBOOK DELL’AGROECONOMISTA ANDREA SEGRE’, SCRITTO A QUATTRO MANI CON IL RICERCATORE PAOLO AZZURRO: “SPRECO ALIMENTARE. DAL RECUPERO ALLA PREVENZIONE TITOLA IL SAGGIO (COLLANA: UTOPIE/GLOBALIZZAZIONE E SOSTENIBILITÀ) CHE RICOSTRUISCE COME SI E’ ARRIVATI IN ITALIA ALLA LEGGE 166/2016 SUGLI SPRECHI ALIMENTARI. UNA TESTO FONDAMENTALE PER ANALIZZARE I PUNTI DI FORZA DELLA LEGGE E QUELLI SU CUI BISOGNA ANCORA LAVORARE PER MIGLIORARE LA NORMATIVA. NEL SAGGIO UNO SCREENING ESSENZIALE DELLE ESPERIENZE E DEI PROGETTI PIU’ SIGNIFICATIVI IN ESSERE SUL TERRITORIO NAZIONALE.

 

ITALIANI UN PO’ PIU’ SOBRI E UN PO’ MENO FESTAIOLI NEL SONDAGGIO WASTE WATCHER – DICEMBRE 2016: SECONDO I 2/3 DEGLI ITALIANI (66%) IL NATALE NON E’ PIU’ SINONIMO DI OPULENZA E BENESSERE. MENO ASPETTATIVE PER I REGALI E PIU’ ATTENZIONE AL CIBO BUONO PER 1 ITALIANO SU 5. ATTENZIONE SOPRATTUTTO A NON SPRECARLO PER 1 INTERVISTATO SU 4. MA COSA SPRECANO O COSA RITENGONO DI SPRECARE GLI ITALIANI? DENARO, SOPRATTUTTO (44%) E CIBO (42%). MA ANCHE CARTA E IMBALLAGGI (12%). LO SPRECO ALIMENTARE IN ITALIA VALE 16 MILIARDI: SONO I PRIMI DATI ‘REALI’ E NON SOLO PERCETTIVI. DAL 23 GENNAIO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E WASTE WATCHER AVVIERANNO I “DIARI DI FAMIGLIA”, MONITORAGGI PER DOCUMENTARE LO SPRECO DOMESTICO REALE IN ITALIA.

 

ROMA – Esce giovedì 15 dicembre, per Fondazione Feltrinelli, il nuovo ebook del fondatore del movimento “Spreco zero”, l’agroeconomista Andrea Segrè: “Spreco alimentare, dal recupero alla prevenzione” titola il saggio scritto a quattro mani con il ricercatore Paolo Azzurro. Un manuale che ricostruisce come si e’ arrivati in Italia alla legge 166/2016 sugli sprechi alimentari e diventa testo fondamentale per analizzare i punti di forza della legge e quelli su cui bisogna ancora lavorare per migliorare la normativa. Nel saggio (Collana Utopie/Globalizzazione e Sostenibilità) i lettori troveranno anche uno screening delle esperienze e dei progetti piu’ significativi in essere sul territorio nazionale. Complessivamente, dunque, un quadro di riferimento conoscitivo per contestualizzare il tema dello spreco alimentare nell’ambito delle politiche e delle strategie internazionali in materia di sostenibilità dei modelli di produzione e consumo. A ridosso del Natale 2016 il saggio diventa così pietra miliare per capire cosa si muove in Italia e in Europa sul versante dello spreco alimentare e soprattutto per focalizzare l’attenzione sul vero circolo vizioso: lo spreco domestico del cibo, che incide per ben oltre metà dello spreco complessivo di filiera in Italia e in Europa. Ogni anno, infatti, nella UE-28 vengono gettate via circa 88 milioni di tonnellate di alimenti, pari a circa 173 kg per persona e al 20% dell’intera produzione alimentare Europea; i costi associati sono pari a circa 143 miliardi di euro, due terzi dei quali sono imputabili agli alimenti gettati a livello domestico, circa 98 miliardi di euro (dati Fusions 2016). I dati in Italia sono stati resi noti dall’Osservatorio Waste Watcher, di Last Minute Market/Swg: lo spreco complessivo ammonta a ca 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil, con rilevazione che si basa per la prima volta sui dati reali e non solo percettivi: un monitoraggio che diventerà adesso sistematico grazie ai Diari di Famiglia, l’esperimento lanciato proprio da Andrea Segrè attraverso la campagna Spreco Zero, realizzato adesso nell’ambito del progetto Reduce promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher. Dal 23 gennaio 2017, dunque, 400 famiglie di tutta Italia (secondo un campione statistico) si sottoporranno a questo test per una settimana, con indicazione dettagliata del cibo sprecato per tipologia e quantità, e con il cosiddetto “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nelle loro pattumiere, per verificare che le annotazioni siano veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia, al di là di qualsiasi ‘sondaggio’ e percezione.

Intanto da Waste Watcher arrivano i dati del Natale 2016, che confermano il leitmotiv alla base del saggio di Andrea Segrè e Paolo Azzurro: recuperare è virtuoso, ma prevenire è meglio. Per farlo serve una svolta culturale sul piano dell’educazione alimentare e ambientale. Italiani un po’ piu’ sobri e un po’ meno festaioli nel sondaggio Waste Watcher del dicembre 2016: secondo i 2/3 degli intervistati (66%) il Natale non e’ piu’ sinonimo di opulenza e benessere. Ci sono meno aspettative per i regali e piu’ attenzione al cibo buono che è sinonimo di Natale per 1 italiano su 5. Ma c’è anche molta attenzione a non sprecarlo per 1 intervistato su 4, il 25%. Natale come gioia e piacere? Scende la percentuale degli estimatori della festa, dal 31 al 27%, e aumenta chi considera il Natale un momento di ‘finzione’: 1 su 5 degli intervistati. Ma cosa sprecano o cosa ritengono di sprecare gli italiani a Natale? Denaro, soprattutto (44%) e poi cibo (42%). Carta e imballaggi per il 12%.  Le campagne di sensibilizzazione avviate stanno raccogliendo alcuni frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un “problema”. La percentuale di chi insegna ai figli a non sprecare, in un anno è passato dal 62% al 78%, indice di un'attenzione cresciuta che si vuole tramandare come bagaglio 'culturale' alle prossime generazioni. Ma in materia di spreco il dato al quale dobbiamo prestare maggiore attenzione è quello domestico che in Italia rappresenta il 75% circa dello spreco di cibo complessivo. Eppure solo 1 italiano su 4 riconosce nello spreco domestico la vera voragine, laddove le 'colpe' sono date frettolosamente alla distribuzione, alla ristorazione o alla filiera.

 

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Paolo Azzurro Ingegnere ambientale, esperto di strumenti e politiche internazionali sulla sostenibilità dei modelli di produzione e consumo. Dal 2000 al 2009 è stato presidente e socio fondatore della GARWER srl, società di consulenza specializzata nella valorizzazione dei rifiuti industriali. Dal 2010 al 2012 ha lavorato come consulente esterno per conto della commissione europea per la valutazione di progetti LIFE+, linea “Environment Policy and Governance”. Nel 2015 ha conseguito il dottorato di ricerca in scienze e tecnologie agrarie, ambientali e alimentari contribuendo in maniera determinante all’avvio del Programma Nazionale di Prevenzione degli Sprechi Alimentari (PINPAS). Attualmente è assegnista di ricerca presso il DISTAL (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari) dell’Università di Bologna dove svolge attività di ricerca sul tema della prevenzione dei rifiuti e degli sprechi alimentari.           

Andrea Segrè. Professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, insegna Economia circolare all’Università di Trento. È fondatore di Last Minute Market, spin off accademico dell’Università di Bologna dedicato al recupero e alla prevenzione degli sprechi di alimenti, farmaci e altri beni. Presidente del Comitato tecnico scientifico per l'implementazione e lo sviluppo del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, rappresenta l’Italia nella EU Platform on Food Losses and Food Waste della Commissione Europea. Ha ideato la campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica europea Un anno contro lo spreco-Spreco Zero ed ha fondato Waste Watcher il primo osservatorio nazionale sullo spreco alimentare domestico. È co-fondatore di sprecozero.net, la rete di sindaci che hanno aderito alla Carta Spreco Zero. Ha pubblicato numerosi articoli e libri sul tema (www.andreasegre.it).

#cheSprecochefa Affollatissimo convegno a Ravenna sui temi dello spreco e del packaging per centinaia di studenti delle Scuole Superiori. Lezioni di Ecostile da Andrea Segrè e Marco Sachet.

pubblicato 12 dic 2016, 02:56 da redazione segre


RAVENNA 5 dicembre 2016


Successo al Palacongressi di Ravenna per l'evento #chesprecochefa promosso dai Rotary Club Ravenna e Galla Placidia, in collaborazione con la campagna Spreco Zero di Last Minute Market e con Istituto Italiano Imballaggio. Nella mattinata di ieri centinaia di studenti hanno affollato la platea per assistere alle lezioni di "Ecostile" impartite dall’agroeconomista Andrea Segrè, autore di “Cibo” (Il Mulino), con il Direttore dell’Istituto Imballaggio Marco Sachet. “Il packaging allunga la vita del cibo: infatti contribuisce a proteggerlo e a conservarlo nel tempo e nello spazio - ha spiegato Sachet -  aumentando  la probabilità che sia consumato.  Questa convinzione ha trovato spazio anche nella recente legge nazionale, che facilita le procedure di donazione del cibo e conferma l’importanza del ruolo del packaging, tanto da prevedere un fondo, destinato a finanziare soluzioni che allunghino la shelf life degli alimenti e siano, nel contempo, vantaggiose per l’ambiente”. Un viaggio dunque nei ‘nuovi’ packaging: alleati dell’uomo nella conservazione ottimale degli alimenti, ma anche nella prevenzione dei rifiuti e nella gestione del loro smaltimento. Nella formazione, quindi, di una coscienza e intelligenza ecologica che transita anche dai materiali, dalle forme e dal design di quanto riveste oggi quello che mangiamo e che ci disseta ogni giorno. All'evento, introdotto da Patrizia Ravagli, Presidente del Rotary Club Ravenna Galla Placidia, sono intervenuti anche Gabriele Ciucci Presidente Rotary Club Ravenna e il vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani con la Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna Agostina MelucciRotary Club Ravenna Galla Placidia e Rotary Club Ravenna confermano un’attenzione rodata per la promozione c
ulturale e pedagogica nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, e hanno così intrecciato il loro percorso con il progetto Reduce 2016/2017, avviato dal Ministero dell’Ambiente in sinergia con l’Università degli Studi di Bologna Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, e con la campagna Spreco Zero.


A PADOVA LA GRANDE FESTA DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO 2016. DAI TESTIMONIAL DELLA 4^ EDIZIONE, MORENO CEDRONI E PAOLO RUMIZ, E DAI PROMOTORI IL RILANCIO DI UN IMPEGNO PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO: INSERIRE L'EDUCAZIONE ALIMENTARE COME MATERIA DI STUDIO.

pubblicato 30 nov 2016, 06:14 da redazione segre



Grande festa a Padova nel pomeriggio di ieri, lunedì 28 novembre, per la 4^ edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, celebrata nella Sala Consiglio della Provincia.

Buone pratiche ed esperienze di prevenzione e recupero degli sprechi alimentari sono state raccontate e condivise, ai vincitori la targa della 4^ edizione e per tutti lìimpegno di rilanciare, dal 2017, un obiettivo comune: l'educazione alimentare sui banchi di scuola. Con il Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente Barbara Degani e con il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, al Premio sono intervenuti il curatore di Reduce Luca Falasconi, voce dell'evento, l'AD Last Minute Market Matteo Guidi e il presidente di Swg Maurizio Pessato, che ha illustrato gli ultimi dati dell'Osservatorio Waste Watcher. Con loro  lo scrittore e giornalista Paolo Rumiz e il grande chef Moreno Cedroni vincitori del Premio nella categoria Testimonial 2016: ambasciatori di una filosofia a passo sostenibile che declina il cibo in salute e rispetto per l’ambiente.


Il Comune di Parma, con il suo “Giro del mondo a tavola” per bambini delle Scuole Primarie, con le innovative mense antispreco e multietniche, si è aggiudicato la 4^ edizione del premio “Vivere a Spreco Zero” 2016 nella categoria Enti Pubblici. Menzione speciale per la Regione Piemonte e il suo portale “Una buona occasione”, vetrina costantemente aggiornata di buone pratiche, consigli, novita’ e tecniche antispreco. Nella categoria imprese ha vinto Unitec, l’azienda con Headquarters a Lugo specializzata nella progettazione di innovative tecnologie per la conservazione di frutta e verdura. E a Scuola Centrale Formazione è andato il Premi nella categoria Scuola. Hanno ritirato i riconoscimenti la vicesindaco di Parma Nicoletta Paci, il presidente Unitec Group Angelo Benedetti e il responsabile del portale Una buona occasione - Regione Piemonte, Roberto Corgnati.


gli scatti del premio

15 novembre 2016- Roma, Sala stampa Camera dei Deputati-SPRECO ALIMENTARE. A DUE MESI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA NORMATIVA SIGLATO OGGI IL “PATTO” FRA CONFESERCENTI, LAST MINUTE MARKET E FEDERCONSUMATORI: OBIETTIVO IL RECUPERO ANNUO DI OLTRE 1,2 MILIARDI € DI PRODOTTI ALIMENTARI INVENDUTI.

pubblicato 18 nov 2016, 03:37 da redazione segre

IL PROTOCOLLO DI INTESA SIGLATO OGGI AVRA’ IL SUO PRIMO STEP OPERATIVO IN EMILIA ROMAGNA, DA GENNAIO 2017

ROMA - Un patto di collaborazione per favorire la donazione di cibo, valorizzare le eccedenze, il ruolo degli esercizi di vicinato e rafforzare la solidarietà. E recuperare dai negozi tradizionali e pubblici esercizi oltre 1,2 miliardi di euro di prodotti alimentari invenduti, destinati a diventare spreco e che invece possono ancora avere uso.

E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato da Confesercenti, Last Minute Market e Federconsumatori per la lotta agli sprechi, a poco più di tre mesi dall'approvazione definitiva della legge apposita, presentato alla Camera alla presenza dell’Onorevole  Maria Chiara Gadda, relatrice della Legge 166 del 19 agosto 2016 su “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”. Al dibattito hanno partecipato anche il Segretario Generale di Confesercenti Mauro Bussoni, il Fondatore di Last Minute Market prof. Andrea Segrè, il Presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti.


NASCE LA FONDAZIONE FICO PER L’EDUCAZIONE ALIMENTARE ED ALLA SOSTENIBILITA’: NELLA FABBRICA ITALIANA CONTADINA IL POLO ITALIANO DELLA CULTURA DEL CIBO

pubblicato 14 nov 2016, 02:23 da redazione segre



Divulgazione, ricerca, didattica per le scuole, formazione e promozione al centro

delle attività dell’ente, che ha subito in vista la firma di un Protocollo di Intesa annunciato a Bologna dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

 

Fra le istituzioni promotrici anche  l’Alma Mater Studiorum di Bologna

e l’Universita’ delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo promossa da Slow Food.

 

 

BOLOGNA - Una fondazione per promuovere l’educazione alimentare ed i saperi del cibo, il consumo consapevole, la produzione sostenibile, mettendo in rete le più importanti realtà della cultura agroalimentare e della sostenibilità. È la Fondazione FICO, che opererà all’interno della Fabbrica Italiana Contadina, il grande Parco che sta sorgendo a Bologna e sarà l'unico luogo al mondo dov’è rappresentata l’intera filiera del cibo del nostro paese, dal campo alla tavola.  Costituita lo scorso luglio, la “Fondazione FICO per l’educazione alimentare ed alla sostenibilità” è presieduta dall’agroeconomista Andrea Segré, e vede tra i soci fondatori CAAB, CoopFond, Enpav ed Enpam. Al nuovo  ente si sono già uniti alcuni dei più importanti atenei e istituzioni nazionali di ricerca sul cibo: l’Università di Bologna, il Future Food Institute e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, vero cuore scientifico e culturale di Slow Food che l’ha promossa a Bra (Cuneo) nel 2004, con la collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna e Piemonte. Attraverso lo strumento del protocollo di intenti, alle attività della Fondazione FICO collaborerà anche il Ministero dell’Ambiente, mentre stanno confermando la propria adesione anche altre istituzioni competenti su alimentazione, salute, sostenibilità.

 

«La Fondazione – ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione il presidente della Fondazione, Andrea Segrè - sarà l’anima scientifica e divulgativa di FICO a Bologna, città del cibo sostenibile, operando su tre aree: formazione e didattica per la scuola, ricerca scientifica, promozione. Vogliamo scommettere sulla possibilità di invertire la tendenza planetaria verso diete di scarsissima qualità nutrizionale e altissimo valore calorico. Secondo l’OMS potremmo oggi prevenire circa un terzo delle malattie cardiovascolari e tumorali grazie ad una equilibrata e sana alimentazione, ma la scorretta nutrizione minaccia 1 abitante del pianeta su 3. La Fondazione promuoverà la dieta mediterranea e il suo benefico portato per la salute, i modelli di produzione agricola e consumo alimentare sostenibili dal punto di vista economico, ambientale, energetico e sociale, seguendo gli obiettivi indicate dall’ONU in rapporto a cibo e sviluppo». All’incontro, presso il Rettorato dell’Università di Bologna, sono intervenuti anche il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, il Prorettore per la Ricerca dell’Università di Bologna Antonino Rotolo, il  Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo  Piercarlo Grimaldi, insieme al Segretario generale della Fondazione FICO Alessandro Bonfiglioli, l’Amministratore Delegato di FICO Eataly World Tiziana Primori, e l’Assessore all’Economia, promozione della città e Relazioni internazionali del Comune di Bologna Matteo Lepore.

 

 

FICO promuoverà  l’intera filiera dell’agroalimentare italiano - con coltivazioni e allevamenti dimostrativi, laboratori artigianali, ristoranti e botteghe - organizzando 5.000 attività per le scuole di ogni ordine e grado, e mira a coinvolgere  ogni anno circa 100 mila studenti italiani e stranieri ed i loro insegnanti in percorsi educative e culturali. «La Fabbrica Italiana Contadina nasce anche per fare crescere, a partire dai giovani e dai bambini, la consapevolezza e la cultura del nostro cibo - sottolinea l’Amministratore Delegato Tiziana Primori -  La didattica, la formazione e la divulgazione sono aspetti chiave di FICO Eataly World. Vogliamo inoltre che FICO sia una grande risorsa anche per il mondo dell’agroalimentare, che qui potrà trovare e sviluppare competenze uniche e quell’arte del saper fare che sono l’anima del cibo italiano”. A questo scopo, FICO ospiterà 10 aule, 3 chilometri di percorsi educativi, 6 aree multimediali. La Fondazione progetterà, organizzerà e promuoverà programmi di cultura della sostenibilità economica, sociale, ambientale ed alimentare, compresi master, corsi di alta formazione, summer e winter school, summer e winter camp e corsi di aggiornamento professionale. A questi si aggiungeranno 500 stage formativi all'anno per giovani che vogliono imparare un mestiere ed adulti che vogliono specializzarsi, ed  oltre 1.000 corsi divulgativi ogni anno per bambini, ragazzi e adulti tra laboratori e degustazioni.

 

 

 

 

La Fondazione ha già attivato i primi progetti, a cominciare dal Protocollo che sarà a breve siglato con il Ministero dell’Ambiente guidato da Gian Luca Galletti: l’intesa getterò le basi per iniziative comuni in  materia di educazione alimentare e ambientale, sostenibilità, qualità dei prodotti e salute, a livello nazionale e sul territorio attraverso lo studio, monitoraggio e promozione delle “best practices”: «Il Ministero dell’Ambiente firmerà nei prossimi giorni con la Fondazione FICO su alcuni temi che per noi rivestono il massimo interesse – ha infatti annunciato a Bologna il Ministro Galletti – Lavoreremo assieme per l’educazione ambientale e alimentare, la lotta allo spreco del cibo e la sostenibilità all’interno della filiera agroalimentare. La cultura specialistica e la formazione scientifica che la Fondazione FICO riesce a mettere in campo saranno un utilissimo supporto per le iniziative e i progetti ambientali del nostro Ministero».

«Alla luce di questa mission – osserva Alessandro Bonfiglioli, Segretario Generale della Fondazione FICO  - possiamo dire che la Fondazione FICO completa il disegno complessivo del progetto, unitamente al Fondo PAI gestito dalla Sgr Prelios che ha seguito la raccolta finanziaria necessaria alla realizzazione e alla Società Eataly World Bologna che curerà la gestione del Parco, coinvolgendo le imprese eccellenti dell'Agroalimentare italiano.  La Fondazione rappresenta dunque lo strumento fondamentale per il completamento del progetto sul piano scientifico ed educativo, obiettivo portante dell'iniziativa FICO Eataly World».  «L'Università di Bologna – aggiunge il Prorettore per la Ricerca, Antonino Rotolo - è il primo ateneo in Italia e tra i primi in Europa per attrazione di finanziamenti sui temi dell'agroalimentare, ed è per questo promotore o attore di rilievo di molte iniziative nazionali e internazionali in questo ambito. L'adesione dell'Alma Mater come Partecipante Istituzionale alla Fondazione FICO è, quindi, assolutamente in linea con gli obiettivi strategici di Ateneo nell’ambito della terza missione, delle politiche di sostenibilità e, più in generale, per l’opportunità di partecipare alle attività formative della Fondazione in materia di sicurezza e di educazione alimentare».  

 

 

Fondazione FICO esordirà inoltre la prossima settimana a New York con il lancio internazionale del Bologna Award, il Premio mondiale per cibo e sostenibilità che aveva celebrato la sua prima edizione a Expo nel 2015.  Venerdì 18 novembre, a Eataly Flateron, sarà presentato il bando 2016/2017 dedicato alle ricerche scientifiche e alle iniziative in ambito agricolo e agro-alimentare realizzate da studiosi, istituzioni e aziende nel segno dello sviluppo sostenibile e durevole.  Sostenere la ricerca scientifica e tecnologica in tema di sostenibilità agroalimentare e promuovere una nuova e diffusa cultura nel segno dell’educazione alimentare sono gli obiettivi portanti del Bologna Award for Food&Substainability promosso dalla Fondazione FICO con CAAB - Centro Agroalimentare di Bologna, in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Bologna e la Regione Emilia Romagna. 

 

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