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BOLOGNA, ALL'AMBASCIATORI MARTEDI' 2 MAGGIO IL DIALOGO ANDREA SEGRE'- MONS. ZUPPI DI PRESENTAZIONE DEL NUOVO SAGGIO "MANGIA COME SAI". DAGLI SCARTI ALL'INCLUSIONE SOCIALE

pubblicato 27 apr 2017, 01:33 da redazione segre


GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA EARTH DAY 2017

pubblicato 20 apr 2017, 07:05 da redazione segre

ARRIVANO I NUOVI DATI SULLO SPRECO DI CIBO IN ITALIA: LA FILIERA ALIMENTARE GETTA 6 MILIONI DI TONNELLATE ANNUE, OVVERO IL 17% DEI CONSUMI ALIMENTARI. E I CONSUMATORI FINALI (SPRECO ALIMENTARE DOMESTICO) BUTTANO OGNI ANNO FRA 4 E 5 MILIONI DI TONNELLATE DI CIBO ANCORA EDIBILE.   A ROMA VENERDI’ 21 APRILE SULLA TERRAZZA DEL PINCIO IL REDUCE COOKING DI MORENO CEDRONI: UNO SHOW COOKING ORGANIZZATO DALLA CAMPAGNA SPRECO ZERO E DAL PROGETTO REDUCE, NELL’AMBITO DEL FESTIVAL DELL’EDUCAZIONE AMBIENTALE – EARTH DAY ITALIA 2017, VILLAGGIO PER LA TERRA.


ROMA –  Sabato 22 aprile il mondo celebra la Giornata della Terra. A Roma la campagna Spreco Zero di Last Minute Market e il progetto Reduce hanno deciso di festeggiarla attraverso un evento di recupero del cibo, promosso al Villaggio per la Terra di Earth Day Italia nell’ambito del Festival dell’Educazione Ambientale – Earth Day 2017.                         Venerdì 21 aprile, alle 11 sulla Terrazza del Pincio a Villa Borghese, lo chef stellato Moreno Cedroni si cimenterà in una ricetta di grande rispetto per il cibo e quindi per l’impatto ambientale ed economico degli alimenti, della loro produzione e commercializzazione, così come del loro consumo. Un piatto sfizioso eppure totalmente di recupero perché cucinato con ingredienti che, al di là delle apparenze, possono ancora sprigionare il loro potere nutrizionale e offrirci tutto il loro gusto.  La ricetta Earth Day 2017 di Moreno Cedroni è Passatelli ai crostacei scappati, con salsa di verza: il grande Chef la cucinerà in diretta con ingredienti di riutilizzo come i carapaci di crostacei già lessati, gambi di prezzemolo, foglie dure di verza e pane vecchio per realizzare i passatelli.

«Prevenzione è la parola chiave per l’impegno contro gli sprechi e le perdite alimentari – spiega Luca Falasconi, cofondatore di Last Minute Market e curatore del progetto Reduce, chiamato a introdurre lo show cooking al Pincio – La prevenzione  richiede cambiamenti nei modelli di produzione, distribuzione e soprattutto negli stili di consumo. La filiera agro-alimentare italiana ogni anno produce inimitabili eccellenze alimentari ma è anche fonte di spreco: ammonta a 6 milioni di tonnellate ca il cibo gettato ogni anno prima di arrivare sulle tavole degli italiani, ovvero il 17% dei consumi alimentari annui (Dati Unibo – Reduce).  E a livello domestico? Si stima che nelle nostre case produciamo fra 4 e 5 milioni di tonnellate di sprechi alimentari ogni anno, circa 145 kg di cibo all’anno per famiglia per un costo di 360 € (Dati Waste Watcher – Unibo)».

Non basta: dobbiamo inoltre considerare che ogni giorno nelle mense delle scuole dei nostri bambini, a seconda della pietanza servita, si spreca fra il 30 e l’80%, del pasto dopo che è passato nel piatto del bimbo. «Quale miglior luogo, dunque, per intraprendere un percorso di educazione con l’obiettivo di far rinascere una cultura alimentare che nel corso delle ultime generazioni si è andata smarrendo?» Nella lotta agli sprechi un ruolo fondamentale deve essere svolto, senza ombra di dubbio a livello di studenti e cittadini. Per sensibilizzare il consumatore finale e potenziare la sua consapevolezza Spreco Zero 2017 promuove il suo Waste Notes, un “amico Diario” scaricabile dal sito www.sprecozero.it

@spreco_zero #sprecozero

SAGGISTICA: esce GIOVEDI' 16 MARZO per EMI "MANGIA COME SAI. CIBO CHE NUTRE, CIBO CHE CONSUMA"dell'agroeconomista ANDREA SEGRE'. Con le lezioni di NY, Francoforte, Buenos Aires

pubblicato 16 mar 2017, 06:19 da redazione segre   [ aggiornato in data 16 mar 2017, 06:20 ]

 

Dieci consigli per mangiare e non esser consumati dal cibo, con le lezioni magistrali tenute a New York, Buenos Aires e Francoforte:

esce giovedì 16 marzo

Mangia come sai

Il nuovo libro dell’agroeconomista Andrea Segrè

 

Le incredibili contraddizioni del mondo del cibo e, di riflesso, il cibo del mondo: gli obesi sono ormai quasi il doppio degli affamati. Con quanto si spreca si potrebbe sfamare un terzo della popolazione mondiale. Gran parte degli alimenti non riempiono le nostre pance ma i serbatoi delle macchine, o al più gli stomaci dei ruminanti che poi noi mangiamo. Nei Paesi che una volta si definivano ricchi si spende di più per non mangiare, ovvero per metterci a dieta. Il risultato è che non sappiamo più se il cibo ci nutre o ci consuma. Non stupisce quindi che Andrea Segrè, agroeconomista, autore del nuovo libro Mangia come sai. Cibo che nutre, cibo che consuma (Editrice Missionaria Italiana, pp. 96, euro 9) definisca l’atto del mangiare al contempo agricolo, economico, ecologico, etico e politico». Come appunto scrive in questo saggio, in libreria dal 16 marzo. Lo presenterà a breve anche a Link festival a Trieste, a Educa Festival, a Oriente Occidente Festival e alle Librerie Ambasciatori di Bologna martedì 2 maggio, in dialogo con l’Arcivescovo di Bologna Mons. Matteo Zuppi alle Librerie Ambasciatori.

Il volume chiude l’ideale trilogia degli ultimi anni dedicata al cibo (L’oro nel piatto per Einaudi; Cibo per il Mulino), qui declinato riprendendo le lezioni magistrali tenute dall’autore a Francoforte, New York e Buenos Aires. Ma riprende anche i temi del viaggio “A piedi nella piana”, 48 ore a Gioia Tauro e dintorni fra gli agrumeti di Rosarno e la baraccopoli di San Ferdinando: dove la produzione del cibo è motore di vita e lavoro, ma dove prosperano caporalati e soprusi sui braccianti, si generano distorsioni e illegalità nella filiera distributiva. Oggi il cibo contraffatto in Italia dalle agromafie (60 miliardi di euro) vale quasi il doppio dell’export alimentare (36,8 miliardi di euro).

 

Fondatore del movimento e della campagna Spreco Zero, Andrea Segrè è un’autorità internazionale sul fronte dello spreco alimentare. Vent’anni fa inventava Last Minute Market, nato come geniale spin off dell’Università di Bologna per il recupero dei prodotti agroalimentari altrimenti scartati dalla grande distribuzione. Oggi affronta il vasto e sfaccettato mondo del cibo sapendo bene che bisogna «mescolare nella farina due ingredienti – ecologia e economia – che hanno la stessa radice: la casa (che poi significa famiglia, relazioni, società)».  La strada tracciata da Andrea Segrè si chiama educazione alimentare, che significa un’informazione corretta sul cibo che mangiamo: conoscerlo, innanzitutto, e sapere dove, come e da chi è stato prodotto; che bisogna fruirne «quanto basta», sempre nel segno di un approccio «giusto» al cibo, per  «richiamare la sufficienza, la sobrietà, la semplicità» a fronte dello spreco e del consumismo oggi imperanti, con le decisioni politiche conseguenti. Andrea Segrè chiede di cambiare stili di vita e atteggiamenti, considerando lo spreco alimentare non un rifiuto ma un’occasione alimentare, relazionale, economica per nuove soluzioni.  Cibo «giusto» significa sapere che l’economia domestica è anche e innanzitutto economia circolare. E che restituire valore al cibo significa coltivare  «l’economia di cura della natura e delle persone, ovvero curarci delle risorse naturali e umane attribuendo loro un valore». Gli obiettivi congiunti dell’educazione alimentare e ambientale, presupposto di questo saggio, sono quelli della neocostituita Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità, presieduta da Andrea Segrè.

 

Al termine del volume Andrea Segrè stila un «Decalogo minimo dal forcone alla forchetta», 10 consigli «per mangiare e non essere consumati dal cibo», riassumibile così:

  1. Quando fai la spesa, fai sempre una lista dell’occorrente
  2. Liberati dalle sirene del marketing
  3. Leggi bene le etichette dei cibi che vuoi acquistare
  4. Prediligi alimenti locali e di stagione
  5. Conserva bene gli alimenti in frigo e freezer
  6. Usa la fantasia con gli avanzi dei cibi del giorno prima
  7. Condividi con i vicini il cibo in eccesso
  8. Al ristorante chiedi la family bag
  9. Insegna ai tuoi figli il valore del cibo
  10. Pensa e agisci sostenibile e circolare  «»

L’AUTORE   Andrea Segrè è docente di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna e di Economia Circolare all’Università di Trento. Fondatore di Last Minute Market, è presidente della Fondazione Edmund Mach, della Fondazione F.I.CO Eataly World e del Centro Agroalimentare di Bologna. Insignito del Premio Artusi nel 2012, presiede il Comitato scientifico del piano nazionale di prevenzione rifiuti del Ministero dell’Ambiente. EMI ha pubblicato il suo Elogio dello spreco. Formule per una società sufficiente (2008). Fra i suoi ultimi saggi Cibo (il Mulino, 2015) e L’oro nel piatto. Valore e valori del cibo (Einaudi, 2015).  Twitter @andrea_segre

 

In allegato la copertina del libro.

Contatti per la stampa: Daniela Volpe cell 3922067895 daniela@volpesain.com

Lorenzo Fazzini

email: fazzini@emi.it 

Twitter: @EMI_libri - Facebook: Emi.edizioni

Tel. 051/326027

Altro 2 di 20.147 SPRECO ALIMENTARE A NORDEST: 6 CITTADINI SU 10 TESTANO IL CIBO SCADUTO PRIMA DI BUTTARLO, A GREEN WEEK TRENTO, DOMENICA 5 MARZO, ANTEPRIMA NAZ. DEI "DIARI" REDUCE

pubblicato 03 mar 2017, 02:31 da redazione segre


 

“WASTE NOTES, UN DIARIO PER AMICO”

 

A GREEN WEEK LEZIONE DI BUONE PRATICHE PER PREVENIRE LO SPRECO ALIMENTARE IN FAMIGLIA: DOMENICA 5 MARZO, AL MUSE, IN ANTEPRIMA NAZIONALE SI PRESENTA IL “DIARIO DELLE BUONE PRATICHE” DEL PROGETTO  REDUCE – CAMPAGNA SPRECO ZERO.  UN INCONTRO PER PARLARE A GRANDI E PICCINI SEGUENDO IL FILO DELLE BUONE PRATICHE: DALLA DISPENSA DI CASA AL CARRELLO DELLA SPESA, PASSANDO PER LA SCUOLA E IL RISTORANTE. 

 

I DATI TRIVENETI DELLO SPRECO: 6 CITTADINI SU 10 NON BUTTANO AUTOMATICAMENTE IL CIBO SCADUTO MA LO TESTANO E LO CONSUMANO COMUNQUE, SE RITENGONO SIA ANCORA EDIBILE. DALL’OSSERVATORIO WASTE WATCHER LE RILEVAZIONI A NORD-EST.

 

TRENTO - Lo spreco alimentare in Italia vale quasi 16 miliardi annui (dati Waste Watcher), ovvero l’1% del Pil. Ma dove si spreca? Quattro italiani su cinque danno la colpa alla grande distribuzione, invece sarebbe più utile guardarsi intorno in cucina, dotarsi di una piccola lista di acquisti prima di uscire per la spesa e, una volta rincasati, prendersi cura della conservazione ottimale del cibo. Perché è lo spreco alimentare domestico a fare la parte del leone: incide tra il 70 e il 75% dello sperpero annuo di cibo nel nostro Paese, ma anche in Europa, e sul pianeta.

Sensibilizzare e coinvolgere i cittadini, le istituzioni, i luoghi di ristorazione, le aziende è l’obiettivo del progetto Reduce, promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal e raccontato attraverso la campagna Spreco Zero promossa con Last Minute Market. Alla Green Week 2017 Reduce farà tappa per il secondo anno domenica 5 marzo, alle 17 al Muse. Ci sarà il curatore del progetto Reduce, Luca Falasconi, insieme ai ricercatori dell’Universita’ di Bologna Claudia Giordano, Matteo Boschini, Giorgia Arcella. Con gli spettatori si metteranno a fuoco le cause e i ‘luoghi’ dello spreco in famiglia. Si acquista troppo? Si conserva male? Parliamone … ma non si “parlerà” soltanto:  si cercherà di lavorare, tutti insieme, grandi e piccini, intorno ai comportamenti e alle buone pratiche che aiutano a prevenire e ridurre lo spreco. Green Week sarà la sede ufficiale del lancio di Waste Notes, un Diario per amico, il quaderno di buone pratiche che diventa piccolo manuale di economia domestica e motore di promozione dell’educazione alimentare in famiglia.  Con tanti aggiornamenti in rete, sul blog e sui social di Reduce.

A Triveneto lo spreco settimanale vale ‘solo’ 6 euro a famiglia, anziché 7 come a livello nazionale (dati Waste Watcher). I cittadini triveneti dimostrano quindi maggiore attenzione al problema: per esempio nelle abitudini di acquisto, compilando una lista della spesa: lo fanno 57 intervistati su 100 (contro il 50% a livello nazionale). Frutta, verdura, pane, salumi e formaggi sono alla testa dell’infausta ‘hit’ del cibo buttato. Le cause? Bulimia da acquisto nel 62% dei casi rispetto al Triveneto. Si compra, cioè, più di quello che si riesce a consumare. A livello nazionale invece si acquista troppo ‘solo’ nel 48% dei casi. Sempre nel Triveneto quasi 6 cittadini su 10 (56%) non buttano automaticamente il cibo scaduto ma lo testano e lo consumano comunque, se ritengono sia ancora edibile. Una percentuale leggermente superiore al dato nazionale (50%). E 57 cittadini triveneti su 100 dichiarano di congelare il cibo che non riescono a consumare a breve, dopo l’acquisto.

 

A tradirci, spesso, è la nostra stessa percezione: tendiamo a sottostimare la quantità di cibo che ci capita di gettare, talvolta distrattamente. Lo hanno dimostrato i pilot test dei Diari alimentari nelle famiglie, un monitoraggio sullo spreco alimentare domestico realizzato dal DISTAL dell’Università di Bologna: l’annotazione scrupolosa del cibo buttato in famiglia, contro verificata attraverso il controllo rigoroso della pattumiera di casa, attesta che sprechiamo fino al 50% in più di quanto riteniamo di buttare. Ogni anno l'UE getta 90 milioni di tonnellate di cibo e ogni giorno in Europa si sprecano 720 Kcal di cibo a persona.

 

http://www.sprecozero.it/cose-il-progetto-reduce/

 

press: ufficiostampavolpesain.com

 

TRENTO, ANTEPRIMA GREEN WEEK: "MANGIA COME SAI" DI ANDREA SEGRE', VENERDI' 3 MARZO LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO SAGGIO EMI, PER CAPIRE SE IL CIBO CI NUTRE O CI CONSUMA

pubblicato 01 mar 2017, 02:07 da redazione segre   [ aggiornato in data 02 mar 2017, 05:28 ]

 

In anteprima a Trento – Green Week 2017

il nuovo saggio dell’agroeconomista Andrea Segrè

Mangia come sai. Cibo che nutre, cibo che consuma

Una nuova via per lo «Stil Medio» del cibo,

con i consigli per fruirlo al meglio, anziché esserne consumati

 

Appuntamento venerdì 3 marzo ore 16.30

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Aula 8

 

 

TRENTO – L’atto del mangiare? Probabilmente non ci pensiamo abbastanza, ma è al contempo agricolo, economico, ecologico, etico e «politico». I grandi paradossi del cibo ai tempi della spadelling age diventano l’occasione per guardare con occhi diversi a quel che ogni giorno ci nutre – o ci consuma – grazie al nuovo saggio dell’agroeconomista e Presidente Fondazione Edmund Mach Andrea Segrè, Mangia come sai. Cibo che nutre, cibo che consuma (Editrice missionaria italiana, pp. 96, euro 9,50), in libreria dal 16 marzo e in anteprima assoluta alla Green Week di Trento venerdì 3 marzo alle 16.30, nell’incontro in programma al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Aula 8, che impegnerà l’autore in dialogo con il direttore del quotidiano L’Adige Pierangelo Giovanetti. Un volume, di prossima presentazione anche a Link festival Trieste, che suggella l’ideale trilogia degli ultimi anni dedicata al cibo da Andrea Segrè, qui declinato attraverso gli highlights delle ultime lezioni magistrali a Francoforte,  New York e Buenos Aires. Ma che riprende anche i temi del viaggio «A piedi nella piana», 48 ore a Gioia Tauro e dintorni, in tandem con il regista Andrea Segre, fra gli agrumeti di Rosarno e la baraccopoli di San Ferdinando: dove la produzione del cibo è motore di vita e lavoro, ma dove prosperano caporalati e soprusi sui braccianti. Sono tante le contraddizioni di un mondo in cui, con lo spreco alimentare, si potrebbe sfamare il 30% della popolazione del pianeta. Solo in Italia quello che si butta via dalla tavola vale l’1% del Pil, ovvero 16 miliardi di euro (fonte Osservatorio Waste Watcher). Oggi gli ipernutriti (obesi) sono quasi il doppio dei denutriti (800 milioni di persone) e il cibo contraffatto dalle agromafie in Italia (60 miliardi di euro) vale quasi il doppio dell’export alimentare (36,8 miliardi di euro. Fondatore del movimento e della campagna Spreco Zero, Andrea Segrè vent’anni fa inventava Last Minute Market, nato come geniale spin off dell’Università di Bologna per il recupero dei prodotti agroalimentari altrimenti scartati dalla grande distribuzione. Oggi affronta il vasto e sfaccettato mondo del cibo sapendo bene che bisogna «mescolare nella farina due ingredienti – ecologia e economia – che hanno la stessa radice: la casa (che poi significa famiglia, relazioni, società)».  La strada tracciata da Andrea Segrè si chiama educazione alimentare, ovvero quell’informazione corretta che potrà guidarci verso lo «Stil medio», e davvero novo, del cibo sulle nostre tavole. «Per trovare un nuovo punto di equilibrio nella nostra relazione col cibo - spiega Andrea Segrè - è arrivata l'ora di mettere alle spalle i troppi storytelling: più delle narrazioni, oggi, servono visioni e azioni. Proprio perchè siamo ciò che mangiamo, come diceva Feuerbach, dobbiamo mangiare come sappiamo e capire quale cibo faccia bene a noi, al pianeta di oggi, a quello che lasceremo ai nostri figli». 

 

Al termine del volume Andrea Segrè stila un «Decalogo minimo dal forcone alla forchetta», 10 consigli «per mangiare e non essere consumati dal cibo», così riassumibili:

 

  1. Quando fai la spesa, fai sempre una lista dell’occorrente
  2. Liberati dalle sirene del marketing
  3. Leggi bene le etichette dei cibi che vuoi acquistare
  4. Prediligi alimenti locali e di stagione
  5. Conserva bene gli alimenti in frigo e freezer
  6. Usa la fantasia con gli avanzi dei cibi del giorno prima
  7. Condividi con i vicini il cibo in eccesso
  8. Al ristorante chiedi la family bag
  9. Insegna ai tuoi figli il valore del cibo
  10. Pensa e agisci sostenibile e circolare  «»

 

L’AUTORE


 

Andrea Segrè è docente di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna e di Economia Circolare all’Università di Trento. Fondatore di Last Minute Market, è presidente della Fondazione Edmund Mach, della Fondazione F.I.CO Eataly World e del Centro AgroAlimentare di Bologna. Insignito del Premio Artusi nel 2012, presiede il Comitato scientifico del piano nazionale di prevenzione rifiuti del Ministero dell’Ambiente. Emi ha pubblicato il suo Elogio dello spreco. Formule per una società sufficiente (2008). Tra i suoi ultimi libri sul tema dell’alimentazione e degli scarti alimentari segnaliamo Cibo (il Mulino, 2015) e L’oro nel piatto. Valore e valori del cibo (Einaudi, 2015).

Twitter @andrea_segre

 

In allegato la copertina del libro.

 

Contatti per la stampa:

 

Daniela Volpe

cell 3922067895

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Lorenzo Fazzini

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DOMENICA 5 FEBBRAIO, 4^ GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO

pubblicato 08 feb 2017, 04:24 da redazione segre


ROMA – LA 4^ GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE.

Domenica 5 febbraio 2017 si celebra la 4^ Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari. Conoscere e focalizzare le cause e le dinamiche degli sprechi aiuta concretamente a ridurli e a mettere in atto comportamenti in chiave preventiva. «Prevenzione è la parola chiave per approcciare la Giornata nazionale 2017 - evidenzia il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del comitato tecnico-scientifico per il Programma nazionale di prevenzione sprechi/rifiuti (Min. Ambiente) - Lo spreco migliore è quello che non si fa e la legge 166 va anche in questa direzione, prefigurando una campagna capillare di educazione alimentare. Altrimenti come potremo arrivare a dimezzare gli sprechi, in Italia e in Europa, entro il 2025? I primi 6 mesi dimostrano che la nuova legge agisce bene sul recupero, in prospettiva quindi, ci sono grandi margini di miglioramento: i dati Waste Watcher dicono che 1 italiano su 5 mette già in atto comportamenti virtuosi, e che il 57% sta dalla parte giusta, attento a non sprecare per convinzione o per necessità. Lavoriamo sul 40% che resta, incurante o incoerente: facciamolo con una campagna efficace di educazione alimentare».  «In materia di lotta allo spreco alimentare stiamo ottenendo risultati oltre ogni nostra più rosea aspettativa – spiega il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani -  Le campagne di sensibilizzazione che abbiamo avviato stanno raccogliendo i loro frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un “problema”. La family bag, iniziativa da noi promossa prima in Veneto e poi in tutta Italia, ha trovato posto in una legge e ha avuto il plauso di 4 italiani su 5. Il Progetto Reduce del Ministero sta avendo una importanza strategica poiché da marzo monitorerà attraverso dei diari i comportamenti di 400 famiglie campione. Sappiamo che lo spreco alimentare si consuma soprattutto tra le mura domestiche ma fino ad oggi nessuno è riuscito a determinarne l’entità. Quanto all’educazione ambientale, sulla quale abbiamo già messo solide basi,  i dati ci confortano: la percentuale di chi insegna ai figli a non sprecare, in un anno è passato dal 62% al 78%, indice di un'attenzione cresciuta che si vuole tramandare come bagaglio 'culturale' alle prossime generazioni». La 4^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare viene presentata nella cornice di Piazza della Salute, il progetto lanciato a Roma dall’Enpam: «Si sprecano più facilmente gli alimenti freschi e deperibili, cioè quelli che fanno meglio alla salute – osserva il medico e presidente Enpam Alberto Oliveti – Per questo prevenire gli sprechi insegnando a fare bene la spesa, a conservare correttamente i cibi e a mangiare quelli ancora buoni, significa anche migliorare lo stato di salute dei consumatori. Di certo riempiendo la dispensa con alimenti pieni di conservanti si limita il rischio di farli scadere, ma si non si fa un grande favore al proprio fisico».

 

I DATI DELLO SPRECO

 

Ecco dunque i nuovi dati dell’Osservatorio nazionale Waste Watcher, di Last Minute Market/Swg: lo spreco annuale di cibo in Italia ammonta a ca 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil (rilevazione basata per la prima volta su test reali e non solo percettivi). Si spreca soprattutto nelle case: circa 145 kg di cibo all’anno per famiglia, ovvero il 75% dello spreco complessivo in italia per un costo di 360 € annui. Allo spreco domestico monitorato dall’Osservatorio Waste Watcher vanno sommate le perdite in campo (ca 1 miliardo e 25 milioni), gli sprechi nell’industria (ca 1 miliardo e 160 milioni) e nella distribuzione (ca 1 miliardo e 430 milioni). Si arriva così al valore di 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare annuo, riferito all’anno 2015 (elaborazione Distal Università di Bologna e Last Minute Market su dati Borsa Merci Bologna).

 

Dalla nuova rilevazione Waste Watcher emerge una ancora insoddisfacente informazione dei cittadini sulla normativa antispreco entrata in vigore qualche mese fa (legge 166/2016). Solo 6 italiani su 10, infatti (il 59% degli intervistati) sanno che esiste una nuova legge dedicata al recupero e alle policies e pratiche antispreco. E addirittura il 90% degli italiani dichiara di non conoscere i contenuti del provvedimento, o di averne solo vaghe informazioni. E’ chiaro che su questo versante si dovrà lavorare perché il merito della legge possa diventare patrimonio comune di conoscenza non solo degli operatori e stakeholders, ma di più cittadini possibile.  

 

Ulteriore area di indagine dei nuovi dati Waste Watcher riguarda uno degli strumenti chiave per la riduzione degli sprechi nella filiera del cibo: la family bag in cui inserire il cibo non consumato per portarlo a casa, e che lentamente comincia ad essere adottata nei luoghi di ristorazione. L’interesse dei cittadini è davvero notevole: la family bag è giudicata opzione “valida” nella prevenzione degli sprechi per l’80% degli intervistati, efficace/funzionale per il 73%. Ma 1 italiano su 2 teme che non sara’ supportato dai ristoratori e il 75% auspica l’introduzione diffusa con design elegante per superare la timidezza portandosi a casa gli avanzi del pasto. Il gap legato all’elemento vergogna e imbarazzo è ancora forte, ma certo superabile con una sorta di “istituzionalizzazione” della family bag nelle sedi di ristorazione a livello capillare e nazionale.

 

Waste Watcher registra nell’atteggiamento quotidiano verso gli sprechi un’Italia spaccata in due, ma anche una crescente attenzione al fenomeno: 1 italiano su 5 si dimostra addirittura “virtuoso”, il 57% mette in atto comportamenti di sensibilità e prevenzione degli sprechi (davvero attenti il 28%, attenti per necessita’ il 7%), mentre il 43% rimane incurante o manifesta comportamenti incoerenti (27%) e tout court spreconi (12%).  Waste Watcher 2017 racconta gli italiani davanti allo spreco dividendoli in 6 ‘cluster’ (sotto elencati) sulla base dei comportamenti, che fanno di regola la differenza nell’ottica di ridurre e prevenire gli sprechi: in tema di prevenzione il 65% degli intervistati punta sul check in dispensa per controllare cosa serve veramente prima della spesa; secondo l’85% degli intervistati la soluzione è una lista della spesa da compilare prima di entrare al supermercato per evitare acquisti inconsulti; il 53% sceglie di congelare i cibi che non si mangeranno a breve; il 52% presta attenzione alle quantità di cibo che si intende cucinare, il 50% raccomanda di verificare che i cibi scaduti siano davvero andati a male, prima di buttarli.

Intanto, la buona notizia di questa 4^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco è l’avvio in Italia di una iniziativa pionieristica che diventerà finalmente monitoraggio statistico. Si tratta dei Diari di Famiglia, l’esperimento lanciato attraverso la campagna Spreco Zero, realizzato adesso nell’ambito del progetto Reduce promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher. Da marzo  2017,  400 famiglie di tutta Italia (secondo un campione statistico) si sottoporranno a questo test per una settimana e annoteranno dettagliatamente su moduli prestampati tutto il cibo sprecato giorno per giorno, dettagliandone tipologia e quantità. Le famiglie si sottoporranno inoltre al cosiddetto “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nelle loro pattumiere, per verificare che le annotazioni siano state veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia, al di là di qualsiasi ‘sondaggio’ e percezione. Una rivoluzione copernicana nell’impegno contro gli sprechi e per la loro prevenzione.     E sempre dal mese di marzo tutti i cittadini potranno partecipare al progetto “Waste notes, un diario per amico”, scaricando dal sito della campagna Spreco Zero i format in cui annotare la lista della spesa cosi’ come il cibo buttato di giorno in giorno.

LE FAMIGLIE ITALIANE DAVANTI ALLO SPRECO: 6 PROTOTIPI WASTE WATCHER

Incrociando le risposte registrate in occasione delle rilevazioni per il Rapporto Waste Watcher 2016 sullo spreco domestico (campione statistico di 1800 soggetti in Italia) le famiglie intervistate sono state inserite in 6 grandi cluster secondo i fattori che influenzano il comportamento davanti al fenomeno. Principali elementi condizionanti sono l’età, la sensibilità per l’ambiente, il tempo a disposizione, i figli, la responsabilità sociale.

 

57% AREA SENSIBILE E ATTENTA ALLO SPRECO

Virtuosi, 22%: questo gruppo raccoglie la parte più sensibilizzata al tema dello spreco alimentare; lo vede sia come una immoralità sia come un danno ambientale. Con queste motivazioni forti alle spalle riesce a sprecare veramente pochissimo: in valore economico settimanalmente sprecano circa la metà rispetto alla media nazionale.

Attenti, 28%: il loro atteggiamento è attento allo spreco ma con qualche licenza. Anche questo gruppo è caratterizzato sia dalla sensibilità ai temi ambientali che dalla valutazione morale sullo spreco; ma con un’ intensità leggermente minore. La differenza sostanziale è che in questo cluster vi sono più coppie con figli e quindi lo spreco, anche se involontario, si alza un po’. Sprecano comunque poco: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 25% in meno rispetto alla media nazionale.

Attenti per necessità, 7%: quelli che formano questo gruppo hanno una attenzione marginale ai temi della salvaguardia dell’ambiente e non ritengono che lo spreco alimentare produca danni. Nonostante ciò queste famiglie sprecano relativamente poco. La causa del loro comportamento corretto è di origine economica; è un gruppo che ha dei redditi limitati ed è il contenimento della spesa a motivarli. Sprecano comunque più dei gruppi precedenti: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 20% in meno rispetto alla media nazionale.

 

43% AREA DEGLI SPRECHI

27%, Incoerenti: accade spesso, nella società, che “si predichi bene e si razzoli male”. Questo gruppo si muove proprio così: segnala l’importanza dell’ambiente, percepisce il danno dello spreco e la sua immoralità, condivide i provvedimenti utili alla riduzione di questo fenomeno; però spreca. E non poco: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 25% in più rispetto alla media nazionale.

12% Spreconi: si tratta di un piccolo cluster ma è significativo di un atteggiamento sociale, relativo non solo a questo tema; io non ho responsabilità è la società che deve pensarci. Questo gruppo ha scarso interesse per l’ambiente e non ritiene che vi siano conseguenze più generali dovute allo spreco; per di più avendo anche una media capacità economica non vive neanche questo deterrente rispetto allo spreco alimentare domestico. Le dimensioni sono: in valore economico settimanalmente sprecano circa una volta e mezzo in più rispetto alla media nazionale.

4% Incuranti: questo gruppo mostra di cogliere abbastanza la problematicità dello spreco ma come tema a se stante; non si scalda troppo per l’ambiente e, soprattutto, non ha l’ interesse ad approfondire le conseguenze e le interdipendenze dello spreco alimentare. Nella realtà butta via il cibo con facilità. E senza mezzi termini: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 66% in più, rispetto alla media nazionale.

 

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SPRECHI A NATALE: RECUPERARE E’ VIRTUOSO, PREVENIRE E’ MEGLIO. Il nuovo eBook.

pubblicato 19 dic 2016, 05:47 da redazione segre

 

ESCE GIOVEDI’ 15 DICEMBRE PER FONDAZIONE FELTRINELLI IL NUOVO EBOOK DELL’AGROECONOMISTA ANDREA SEGRE’, SCRITTO A QUATTRO MANI CON IL RICERCATORE PAOLO AZZURRO: “SPRECO ALIMENTARE. DAL RECUPERO ALLA PREVENZIONE TITOLA IL SAGGIO (COLLANA: UTOPIE/GLOBALIZZAZIONE E SOSTENIBILITÀ) CHE RICOSTRUISCE COME SI E’ ARRIVATI IN ITALIA ALLA LEGGE 166/2016 SUGLI SPRECHI ALIMENTARI. UNA TESTO FONDAMENTALE PER ANALIZZARE I PUNTI DI FORZA DELLA LEGGE E QUELLI SU CUI BISOGNA ANCORA LAVORARE PER MIGLIORARE LA NORMATIVA. NEL SAGGIO UNO SCREENING ESSENZIALE DELLE ESPERIENZE E DEI PROGETTI PIU’ SIGNIFICATIVI IN ESSERE SUL TERRITORIO NAZIONALE.

 

ITALIANI UN PO’ PIU’ SOBRI E UN PO’ MENO FESTAIOLI NEL SONDAGGIO WASTE WATCHER – DICEMBRE 2016: SECONDO I 2/3 DEGLI ITALIANI (66%) IL NATALE NON E’ PIU’ SINONIMO DI OPULENZA E BENESSERE. MENO ASPETTATIVE PER I REGALI E PIU’ ATTENZIONE AL CIBO BUONO PER 1 ITALIANO SU 5. ATTENZIONE SOPRATTUTTO A NON SPRECARLO PER 1 INTERVISTATO SU 4. MA COSA SPRECANO O COSA RITENGONO DI SPRECARE GLI ITALIANI? DENARO, SOPRATTUTTO (44%) E CIBO (42%). MA ANCHE CARTA E IMBALLAGGI (12%). LO SPRECO ALIMENTARE IN ITALIA VALE 16 MILIARDI: SONO I PRIMI DATI ‘REALI’ E NON SOLO PERCETTIVI. DAL 23 GENNAIO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E WASTE WATCHER AVVIERANNO I “DIARI DI FAMIGLIA”, MONITORAGGI PER DOCUMENTARE LO SPRECO DOMESTICO REALE IN ITALIA.

 

ROMA – Esce giovedì 15 dicembre, per Fondazione Feltrinelli, il nuovo ebook del fondatore del movimento “Spreco zero”, l’agroeconomista Andrea Segrè: “Spreco alimentare, dal recupero alla prevenzione” titola il saggio scritto a quattro mani con il ricercatore Paolo Azzurro. Un manuale che ricostruisce come si e’ arrivati in Italia alla legge 166/2016 sugli sprechi alimentari e diventa testo fondamentale per analizzare i punti di forza della legge e quelli su cui bisogna ancora lavorare per migliorare la normativa. Nel saggio (Collana Utopie/Globalizzazione e Sostenibilità) i lettori troveranno anche uno screening delle esperienze e dei progetti piu’ significativi in essere sul territorio nazionale. Complessivamente, dunque, un quadro di riferimento conoscitivo per contestualizzare il tema dello spreco alimentare nell’ambito delle politiche e delle strategie internazionali in materia di sostenibilità dei modelli di produzione e consumo. A ridosso del Natale 2016 il saggio diventa così pietra miliare per capire cosa si muove in Italia e in Europa sul versante dello spreco alimentare e soprattutto per focalizzare l’attenzione sul vero circolo vizioso: lo spreco domestico del cibo, che incide per ben oltre metà dello spreco complessivo di filiera in Italia e in Europa. Ogni anno, infatti, nella UE-28 vengono gettate via circa 88 milioni di tonnellate di alimenti, pari a circa 173 kg per persona e al 20% dell’intera produzione alimentare Europea; i costi associati sono pari a circa 143 miliardi di euro, due terzi dei quali sono imputabili agli alimenti gettati a livello domestico, circa 98 miliardi di euro (dati Fusions 2016). I dati in Italia sono stati resi noti dall’Osservatorio Waste Watcher, di Last Minute Market/Swg: lo spreco complessivo ammonta a ca 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil, con rilevazione che si basa per la prima volta sui dati reali e non solo percettivi: un monitoraggio che diventerà adesso sistematico grazie ai Diari di Famiglia, l’esperimento lanciato proprio da Andrea Segrè attraverso la campagna Spreco Zero, realizzato adesso nell’ambito del progetto Reduce promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher. Dal 23 gennaio 2017, dunque, 400 famiglie di tutta Italia (secondo un campione statistico) si sottoporranno a questo test per una settimana, con indicazione dettagliata del cibo sprecato per tipologia e quantità, e con il cosiddetto “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nelle loro pattumiere, per verificare che le annotazioni siano veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia, al di là di qualsiasi ‘sondaggio’ e percezione.

Intanto da Waste Watcher arrivano i dati del Natale 2016, che confermano il leitmotiv alla base del saggio di Andrea Segrè e Paolo Azzurro: recuperare è virtuoso, ma prevenire è meglio. Per farlo serve una svolta culturale sul piano dell’educazione alimentare e ambientale. Italiani un po’ piu’ sobri e un po’ meno festaioli nel sondaggio Waste Watcher del dicembre 2016: secondo i 2/3 degli intervistati (66%) il Natale non e’ piu’ sinonimo di opulenza e benessere. Ci sono meno aspettative per i regali e piu’ attenzione al cibo buono che è sinonimo di Natale per 1 italiano su 5. Ma c’è anche molta attenzione a non sprecarlo per 1 intervistato su 4, il 25%. Natale come gioia e piacere? Scende la percentuale degli estimatori della festa, dal 31 al 27%, e aumenta chi considera il Natale un momento di ‘finzione’: 1 su 5 degli intervistati. Ma cosa sprecano o cosa ritengono di sprecare gli italiani a Natale? Denaro, soprattutto (44%) e poi cibo (42%). Carta e imballaggi per il 12%.  Le campagne di sensibilizzazione avviate stanno raccogliendo alcuni frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un “problema”. La percentuale di chi insegna ai figli a non sprecare, in un anno è passato dal 62% al 78%, indice di un'attenzione cresciuta che si vuole tramandare come bagaglio 'culturale' alle prossime generazioni. Ma in materia di spreco il dato al quale dobbiamo prestare maggiore attenzione è quello domestico che in Italia rappresenta il 75% circa dello spreco di cibo complessivo. Eppure solo 1 italiano su 4 riconosce nello spreco domestico la vera voragine, laddove le 'colpe' sono date frettolosamente alla distribuzione, alla ristorazione o alla filiera.

 

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Paolo Azzurro Ingegnere ambientale, esperto di strumenti e politiche internazionali sulla sostenibilità dei modelli di produzione e consumo. Dal 2000 al 2009 è stato presidente e socio fondatore della GARWER srl, società di consulenza specializzata nella valorizzazione dei rifiuti industriali. Dal 2010 al 2012 ha lavorato come consulente esterno per conto della commissione europea per la valutazione di progetti LIFE+, linea “Environment Policy and Governance”. Nel 2015 ha conseguito il dottorato di ricerca in scienze e tecnologie agrarie, ambientali e alimentari contribuendo in maniera determinante all’avvio del Programma Nazionale di Prevenzione degli Sprechi Alimentari (PINPAS). Attualmente è assegnista di ricerca presso il DISTAL (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari) dell’Università di Bologna dove svolge attività di ricerca sul tema della prevenzione dei rifiuti e degli sprechi alimentari.           

Andrea Segrè. Professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, insegna Economia circolare all’Università di Trento. È fondatore di Last Minute Market, spin off accademico dell’Università di Bologna dedicato al recupero e alla prevenzione degli sprechi di alimenti, farmaci e altri beni. Presidente del Comitato tecnico scientifico per l'implementazione e lo sviluppo del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, rappresenta l’Italia nella EU Platform on Food Losses and Food Waste della Commissione Europea. Ha ideato la campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica europea Un anno contro lo spreco-Spreco Zero ed ha fondato Waste Watcher il primo osservatorio nazionale sullo spreco alimentare domestico. È co-fondatore di sprecozero.net, la rete di sindaci che hanno aderito alla Carta Spreco Zero. Ha pubblicato numerosi articoli e libri sul tema (www.andreasegre.it).

#cheSprecochefa Affollatissimo convegno a Ravenna sui temi dello spreco e del packaging per centinaia di studenti delle Scuole Superiori. Lezioni di Ecostile da Andrea Segrè e Marco Sachet.

pubblicato 12 dic 2016, 02:56 da redazione segre


RAVENNA 5 dicembre 2016


Successo al Palacongressi di Ravenna per l'evento #chesprecochefa promosso dai Rotary Club Ravenna e Galla Placidia, in collaborazione con la campagna Spreco Zero di Last Minute Market e con Istituto Italiano Imballaggio. Nella mattinata di ieri centinaia di studenti hanno affollato la platea per assistere alle lezioni di "Ecostile" impartite dall’agroeconomista Andrea Segrè, autore di “Cibo” (Il Mulino), con il Direttore dell’Istituto Imballaggio Marco Sachet. “Il packaging allunga la vita del cibo: infatti contribuisce a proteggerlo e a conservarlo nel tempo e nello spazio - ha spiegato Sachet -  aumentando  la probabilità che sia consumato.  Questa convinzione ha trovato spazio anche nella recente legge nazionale, che facilita le procedure di donazione del cibo e conferma l’importanza del ruolo del packaging, tanto da prevedere un fondo, destinato a finanziare soluzioni che allunghino la shelf life degli alimenti e siano, nel contempo, vantaggiose per l’ambiente”. Un viaggio dunque nei ‘nuovi’ packaging: alleati dell’uomo nella conservazione ottimale degli alimenti, ma anche nella prevenzione dei rifiuti e nella gestione del loro smaltimento. Nella formazione, quindi, di una coscienza e intelligenza ecologica che transita anche dai materiali, dalle forme e dal design di quanto riveste oggi quello che mangiamo e che ci disseta ogni giorno. All'evento, introdotto da Patrizia Ravagli, Presidente del Rotary Club Ravenna Galla Placidia, sono intervenuti anche Gabriele Ciucci Presidente Rotary Club Ravenna e il vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani con la Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna Agostina MelucciRotary Club Ravenna Galla Placidia e Rotary Club Ravenna confermano un’attenzione rodata per la promozione c
ulturale e pedagogica nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, e hanno così intrecciato il loro percorso con il progetto Reduce 2016/2017, avviato dal Ministero dell’Ambiente in sinergia con l’Università degli Studi di Bologna Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, e con la campagna Spreco Zero.


A PADOVA LA GRANDE FESTA DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO 2016. DAI TESTIMONIAL DELLA 4^ EDIZIONE, MORENO CEDRONI E PAOLO RUMIZ, E DAI PROMOTORI IL RILANCIO DI UN IMPEGNO PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO: INSERIRE L'EDUCAZIONE ALIMENTARE COME MATERIA DI STUDIO.

pubblicato 30 nov 2016, 06:14 da redazione segre



Grande festa a Padova nel pomeriggio di ieri, lunedì 28 novembre, per la 4^ edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, celebrata nella Sala Consiglio della Provincia.

Buone pratiche ed esperienze di prevenzione e recupero degli sprechi alimentari sono state raccontate e condivise, ai vincitori la targa della 4^ edizione e per tutti lìimpegno di rilanciare, dal 2017, un obiettivo comune: l'educazione alimentare sui banchi di scuola. Con il Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente Barbara Degani e con il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, al Premio sono intervenuti il curatore di Reduce Luca Falasconi, voce dell'evento, l'AD Last Minute Market Matteo Guidi e il presidente di Swg Maurizio Pessato, che ha illustrato gli ultimi dati dell'Osservatorio Waste Watcher. Con loro  lo scrittore e giornalista Paolo Rumiz e il grande chef Moreno Cedroni vincitori del Premio nella categoria Testimonial 2016: ambasciatori di una filosofia a passo sostenibile che declina il cibo in salute e rispetto per l’ambiente.


Il Comune di Parma, con il suo “Giro del mondo a tavola” per bambini delle Scuole Primarie, con le innovative mense antispreco e multietniche, si è aggiudicato la 4^ edizione del premio “Vivere a Spreco Zero” 2016 nella categoria Enti Pubblici. Menzione speciale per la Regione Piemonte e il suo portale “Una buona occasione”, vetrina costantemente aggiornata di buone pratiche, consigli, novita’ e tecniche antispreco. Nella categoria imprese ha vinto Unitec, l’azienda con Headquarters a Lugo specializzata nella progettazione di innovative tecnologie per la conservazione di frutta e verdura. E a Scuola Centrale Formazione è andato il Premi nella categoria Scuola. Hanno ritirato i riconoscimenti la vicesindaco di Parma Nicoletta Paci, il presidente Unitec Group Angelo Benedetti e il responsabile del portale Una buona occasione - Regione Piemonte, Roberto Corgnati.


gli scatti del premio

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