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DOMENICA 5 FEBBRAIO, 4^ GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO

pubblicato 08 feb 2017, 04:24 da redazione segre


ROMA – LA 4^ GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE.

Domenica 5 febbraio 2017 si celebra la 4^ Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari. Conoscere e focalizzare le cause e le dinamiche degli sprechi aiuta concretamente a ridurli e a mettere in atto comportamenti in chiave preventiva. «Prevenzione è la parola chiave per approcciare la Giornata nazionale 2017 - evidenzia il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del comitato tecnico-scientifico per il Programma nazionale di prevenzione sprechi/rifiuti (Min. Ambiente) - Lo spreco migliore è quello che non si fa e la legge 166 va anche in questa direzione, prefigurando una campagna capillare di educazione alimentare. Altrimenti come potremo arrivare a dimezzare gli sprechi, in Italia e in Europa, entro il 2025? I primi 6 mesi dimostrano che la nuova legge agisce bene sul recupero, in prospettiva quindi, ci sono grandi margini di miglioramento: i dati Waste Watcher dicono che 1 italiano su 5 mette già in atto comportamenti virtuosi, e che il 57% sta dalla parte giusta, attento a non sprecare per convinzione o per necessità. Lavoriamo sul 40% che resta, incurante o incoerente: facciamolo con una campagna efficace di educazione alimentare».  «In materia di lotta allo spreco alimentare stiamo ottenendo risultati oltre ogni nostra più rosea aspettativa – spiega il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani -  Le campagne di sensibilizzazione che abbiamo avviato stanno raccogliendo i loro frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un “problema”. La family bag, iniziativa da noi promossa prima in Veneto e poi in tutta Italia, ha trovato posto in una legge e ha avuto il plauso di 4 italiani su 5. Il Progetto Reduce del Ministero sta avendo una importanza strategica poiché da marzo monitorerà attraverso dei diari i comportamenti di 400 famiglie campione. Sappiamo che lo spreco alimentare si consuma soprattutto tra le mura domestiche ma fino ad oggi nessuno è riuscito a determinarne l’entità. Quanto all’educazione ambientale, sulla quale abbiamo già messo solide basi,  i dati ci confortano: la percentuale di chi insegna ai figli a non sprecare, in un anno è passato dal 62% al 78%, indice di un'attenzione cresciuta che si vuole tramandare come bagaglio 'culturale' alle prossime generazioni». La 4^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare viene presentata nella cornice di Piazza della Salute, il progetto lanciato a Roma dall’Enpam: «Si sprecano più facilmente gli alimenti freschi e deperibili, cioè quelli che fanno meglio alla salute – osserva il medico e presidente Enpam Alberto Oliveti – Per questo prevenire gli sprechi insegnando a fare bene la spesa, a conservare correttamente i cibi e a mangiare quelli ancora buoni, significa anche migliorare lo stato di salute dei consumatori. Di certo riempiendo la dispensa con alimenti pieni di conservanti si limita il rischio di farli scadere, ma si non si fa un grande favore al proprio fisico».

 

I DATI DELLO SPRECO

 

Ecco dunque i nuovi dati dell’Osservatorio nazionale Waste Watcher, di Last Minute Market/Swg: lo spreco annuale di cibo in Italia ammonta a ca 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil (rilevazione basata per la prima volta su test reali e non solo percettivi). Si spreca soprattutto nelle case: circa 145 kg di cibo all’anno per famiglia, ovvero il 75% dello spreco complessivo in italia per un costo di 360 € annui. Allo spreco domestico monitorato dall’Osservatorio Waste Watcher vanno sommate le perdite in campo (ca 1 miliardo e 25 milioni), gli sprechi nell’industria (ca 1 miliardo e 160 milioni) e nella distribuzione (ca 1 miliardo e 430 milioni). Si arriva così al valore di 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare annuo, riferito all’anno 2015 (elaborazione Distal Università di Bologna e Last Minute Market su dati Borsa Merci Bologna).

 

Dalla nuova rilevazione Waste Watcher emerge una ancora insoddisfacente informazione dei cittadini sulla normativa antispreco entrata in vigore qualche mese fa (legge 166/2016). Solo 6 italiani su 10, infatti (il 59% degli intervistati) sanno che esiste una nuova legge dedicata al recupero e alle policies e pratiche antispreco. E addirittura il 90% degli italiani dichiara di non conoscere i contenuti del provvedimento, o di averne solo vaghe informazioni. E’ chiaro che su questo versante si dovrà lavorare perché il merito della legge possa diventare patrimonio comune di conoscenza non solo degli operatori e stakeholders, ma di più cittadini possibile.  

 

Ulteriore area di indagine dei nuovi dati Waste Watcher riguarda uno degli strumenti chiave per la riduzione degli sprechi nella filiera del cibo: la family bag in cui inserire il cibo non consumato per portarlo a casa, e che lentamente comincia ad essere adottata nei luoghi di ristorazione. L’interesse dei cittadini è davvero notevole: la family bag è giudicata opzione “valida” nella prevenzione degli sprechi per l’80% degli intervistati, efficace/funzionale per il 73%. Ma 1 italiano su 2 teme che non sara’ supportato dai ristoratori e il 75% auspica l’introduzione diffusa con design elegante per superare la timidezza portandosi a casa gli avanzi del pasto. Il gap legato all’elemento vergogna e imbarazzo è ancora forte, ma certo superabile con una sorta di “istituzionalizzazione” della family bag nelle sedi di ristorazione a livello capillare e nazionale.

 

Waste Watcher registra nell’atteggiamento quotidiano verso gli sprechi un’Italia spaccata in due, ma anche una crescente attenzione al fenomeno: 1 italiano su 5 si dimostra addirittura “virtuoso”, il 57% mette in atto comportamenti di sensibilità e prevenzione degli sprechi (davvero attenti il 28%, attenti per necessita’ il 7%), mentre il 43% rimane incurante o manifesta comportamenti incoerenti (27%) e tout court spreconi (12%).  Waste Watcher 2017 racconta gli italiani davanti allo spreco dividendoli in 6 ‘cluster’ (sotto elencati) sulla base dei comportamenti, che fanno di regola la differenza nell’ottica di ridurre e prevenire gli sprechi: in tema di prevenzione il 65% degli intervistati punta sul check in dispensa per controllare cosa serve veramente prima della spesa; secondo l’85% degli intervistati la soluzione è una lista della spesa da compilare prima di entrare al supermercato per evitare acquisti inconsulti; il 53% sceglie di congelare i cibi che non si mangeranno a breve; il 52% presta attenzione alle quantità di cibo che si intende cucinare, il 50% raccomanda di verificare che i cibi scaduti siano davvero andati a male, prima di buttarli.

Intanto, la buona notizia di questa 4^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco è l’avvio in Italia di una iniziativa pionieristica che diventerà finalmente monitoraggio statistico. Si tratta dei Diari di Famiglia, l’esperimento lanciato attraverso la campagna Spreco Zero, realizzato adesso nell’ambito del progetto Reduce promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher. Da marzo  2017,  400 famiglie di tutta Italia (secondo un campione statistico) si sottoporranno a questo test per una settimana e annoteranno dettagliatamente su moduli prestampati tutto il cibo sprecato giorno per giorno, dettagliandone tipologia e quantità. Le famiglie si sottoporranno inoltre al cosiddetto “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nelle loro pattumiere, per verificare che le annotazioni siano state veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia, al di là di qualsiasi ‘sondaggio’ e percezione. Una rivoluzione copernicana nell’impegno contro gli sprechi e per la loro prevenzione.     E sempre dal mese di marzo tutti i cittadini potranno partecipare al progetto “Waste notes, un diario per amico”, scaricando dal sito della campagna Spreco Zero i format in cui annotare la lista della spesa cosi’ come il cibo buttato di giorno in giorno.

LE FAMIGLIE ITALIANE DAVANTI ALLO SPRECO: 6 PROTOTIPI WASTE WATCHER

Incrociando le risposte registrate in occasione delle rilevazioni per il Rapporto Waste Watcher 2016 sullo spreco domestico (campione statistico di 1800 soggetti in Italia) le famiglie intervistate sono state inserite in 6 grandi cluster secondo i fattori che influenzano il comportamento davanti al fenomeno. Principali elementi condizionanti sono l’età, la sensibilità per l’ambiente, il tempo a disposizione, i figli, la responsabilità sociale.

 

57% AREA SENSIBILE E ATTENTA ALLO SPRECO

Virtuosi, 22%: questo gruppo raccoglie la parte più sensibilizzata al tema dello spreco alimentare; lo vede sia come una immoralità sia come un danno ambientale. Con queste motivazioni forti alle spalle riesce a sprecare veramente pochissimo: in valore economico settimanalmente sprecano circa la metà rispetto alla media nazionale.

Attenti, 28%: il loro atteggiamento è attento allo spreco ma con qualche licenza. Anche questo gruppo è caratterizzato sia dalla sensibilità ai temi ambientali che dalla valutazione morale sullo spreco; ma con un’ intensità leggermente minore. La differenza sostanziale è che in questo cluster vi sono più coppie con figli e quindi lo spreco, anche se involontario, si alza un po’. Sprecano comunque poco: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 25% in meno rispetto alla media nazionale.

Attenti per necessità, 7%: quelli che formano questo gruppo hanno una attenzione marginale ai temi della salvaguardia dell’ambiente e non ritengono che lo spreco alimentare produca danni. Nonostante ciò queste famiglie sprecano relativamente poco. La causa del loro comportamento corretto è di origine economica; è un gruppo che ha dei redditi limitati ed è il contenimento della spesa a motivarli. Sprecano comunque più dei gruppi precedenti: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 20% in meno rispetto alla media nazionale.

 

43% AREA DEGLI SPRECHI

27%, Incoerenti: accade spesso, nella società, che “si predichi bene e si razzoli male”. Questo gruppo si muove proprio così: segnala l’importanza dell’ambiente, percepisce il danno dello spreco e la sua immoralità, condivide i provvedimenti utili alla riduzione di questo fenomeno; però spreca. E non poco: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 25% in più rispetto alla media nazionale.

12% Spreconi: si tratta di un piccolo cluster ma è significativo di un atteggiamento sociale, relativo non solo a questo tema; io non ho responsabilità è la società che deve pensarci. Questo gruppo ha scarso interesse per l’ambiente e non ritiene che vi siano conseguenze più generali dovute allo spreco; per di più avendo anche una media capacità economica non vive neanche questo deterrente rispetto allo spreco alimentare domestico. Le dimensioni sono: in valore economico settimanalmente sprecano circa una volta e mezzo in più rispetto alla media nazionale.

4% Incuranti: questo gruppo mostra di cogliere abbastanza la problematicità dello spreco ma come tema a se stante; non si scalda troppo per l’ambiente e, soprattutto, non ha l’ interesse ad approfondire le conseguenze e le interdipendenze dello spreco alimentare. Nella realtà butta via il cibo con facilità. E senza mezzi termini: in valore economico settimanalmente sprecano circa un 66% in più, rispetto alla media nazionale.

 

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SPRECHI A NATALE: RECUPERARE E’ VIRTUOSO, PREVENIRE E’ MEGLIO. Il nuovo eBook.

pubblicato 19 dic 2016, 05:47 da redazione segre

 

ESCE GIOVEDI’ 15 DICEMBRE PER FONDAZIONE FELTRINELLI IL NUOVO EBOOK DELL’AGROECONOMISTA ANDREA SEGRE’, SCRITTO A QUATTRO MANI CON IL RICERCATORE PAOLO AZZURRO: “SPRECO ALIMENTARE. DAL RECUPERO ALLA PREVENZIONE TITOLA IL SAGGIO (COLLANA: UTOPIE/GLOBALIZZAZIONE E SOSTENIBILITÀ) CHE RICOSTRUISCE COME SI E’ ARRIVATI IN ITALIA ALLA LEGGE 166/2016 SUGLI SPRECHI ALIMENTARI. UNA TESTO FONDAMENTALE PER ANALIZZARE I PUNTI DI FORZA DELLA LEGGE E QUELLI SU CUI BISOGNA ANCORA LAVORARE PER MIGLIORARE LA NORMATIVA. NEL SAGGIO UNO SCREENING ESSENZIALE DELLE ESPERIENZE E DEI PROGETTI PIU’ SIGNIFICATIVI IN ESSERE SUL TERRITORIO NAZIONALE.

 

ITALIANI UN PO’ PIU’ SOBRI E UN PO’ MENO FESTAIOLI NEL SONDAGGIO WASTE WATCHER – DICEMBRE 2016: SECONDO I 2/3 DEGLI ITALIANI (66%) IL NATALE NON E’ PIU’ SINONIMO DI OPULENZA E BENESSERE. MENO ASPETTATIVE PER I REGALI E PIU’ ATTENZIONE AL CIBO BUONO PER 1 ITALIANO SU 5. ATTENZIONE SOPRATTUTTO A NON SPRECARLO PER 1 INTERVISTATO SU 4. MA COSA SPRECANO O COSA RITENGONO DI SPRECARE GLI ITALIANI? DENARO, SOPRATTUTTO (44%) E CIBO (42%). MA ANCHE CARTA E IMBALLAGGI (12%). LO SPRECO ALIMENTARE IN ITALIA VALE 16 MILIARDI: SONO I PRIMI DATI ‘REALI’ E NON SOLO PERCETTIVI. DAL 23 GENNAIO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E WASTE WATCHER AVVIERANNO I “DIARI DI FAMIGLIA”, MONITORAGGI PER DOCUMENTARE LO SPRECO DOMESTICO REALE IN ITALIA.

 

ROMA – Esce giovedì 15 dicembre, per Fondazione Feltrinelli, il nuovo ebook del fondatore del movimento “Spreco zero”, l’agroeconomista Andrea Segrè: “Spreco alimentare, dal recupero alla prevenzione” titola il saggio scritto a quattro mani con il ricercatore Paolo Azzurro. Un manuale che ricostruisce come si e’ arrivati in Italia alla legge 166/2016 sugli sprechi alimentari e diventa testo fondamentale per analizzare i punti di forza della legge e quelli su cui bisogna ancora lavorare per migliorare la normativa. Nel saggio (Collana Utopie/Globalizzazione e Sostenibilità) i lettori troveranno anche uno screening delle esperienze e dei progetti piu’ significativi in essere sul territorio nazionale. Complessivamente, dunque, un quadro di riferimento conoscitivo per contestualizzare il tema dello spreco alimentare nell’ambito delle politiche e delle strategie internazionali in materia di sostenibilità dei modelli di produzione e consumo. A ridosso del Natale 2016 il saggio diventa così pietra miliare per capire cosa si muove in Italia e in Europa sul versante dello spreco alimentare e soprattutto per focalizzare l’attenzione sul vero circolo vizioso: lo spreco domestico del cibo, che incide per ben oltre metà dello spreco complessivo di filiera in Italia e in Europa. Ogni anno, infatti, nella UE-28 vengono gettate via circa 88 milioni di tonnellate di alimenti, pari a circa 173 kg per persona e al 20% dell’intera produzione alimentare Europea; i costi associati sono pari a circa 143 miliardi di euro, due terzi dei quali sono imputabili agli alimenti gettati a livello domestico, circa 98 miliardi di euro (dati Fusions 2016). I dati in Italia sono stati resi noti dall’Osservatorio Waste Watcher, di Last Minute Market/Swg: lo spreco complessivo ammonta a ca 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil, con rilevazione che si basa per la prima volta sui dati reali e non solo percettivi: un monitoraggio che diventerà adesso sistematico grazie ai Diari di Famiglia, l’esperimento lanciato proprio da Andrea Segrè attraverso la campagna Spreco Zero, realizzato adesso nell’ambito del progetto Reduce promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher. Dal 23 gennaio 2017, dunque, 400 famiglie di tutta Italia (secondo un campione statistico) si sottoporranno a questo test per una settimana, con indicazione dettagliata del cibo sprecato per tipologia e quantità, e con il cosiddetto “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nelle loro pattumiere, per verificare che le annotazioni siano veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia, al di là di qualsiasi ‘sondaggio’ e percezione.

Intanto da Waste Watcher arrivano i dati del Natale 2016, che confermano il leitmotiv alla base del saggio di Andrea Segrè e Paolo Azzurro: recuperare è virtuoso, ma prevenire è meglio. Per farlo serve una svolta culturale sul piano dell’educazione alimentare e ambientale. Italiani un po’ piu’ sobri e un po’ meno festaioli nel sondaggio Waste Watcher del dicembre 2016: secondo i 2/3 degli intervistati (66%) il Natale non e’ piu’ sinonimo di opulenza e benessere. Ci sono meno aspettative per i regali e piu’ attenzione al cibo buono che è sinonimo di Natale per 1 italiano su 5. Ma c’è anche molta attenzione a non sprecarlo per 1 intervistato su 4, il 25%. Natale come gioia e piacere? Scende la percentuale degli estimatori della festa, dal 31 al 27%, e aumenta chi considera il Natale un momento di ‘finzione’: 1 su 5 degli intervistati. Ma cosa sprecano o cosa ritengono di sprecare gli italiani a Natale? Denaro, soprattutto (44%) e poi cibo (42%). Carta e imballaggi per il 12%.  Le campagne di sensibilizzazione avviate stanno raccogliendo alcuni frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un “problema”. La percentuale di chi insegna ai figli a non sprecare, in un anno è passato dal 62% al 78%, indice di un'attenzione cresciuta che si vuole tramandare come bagaglio 'culturale' alle prossime generazioni. Ma in materia di spreco il dato al quale dobbiamo prestare maggiore attenzione è quello domestico che in Italia rappresenta il 75% circa dello spreco di cibo complessivo. Eppure solo 1 italiano su 4 riconosce nello spreco domestico la vera voragine, laddove le 'colpe' sono date frettolosamente alla distribuzione, alla ristorazione o alla filiera.

 

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Paolo Azzurro Ingegnere ambientale, esperto di strumenti e politiche internazionali sulla sostenibilità dei modelli di produzione e consumo. Dal 2000 al 2009 è stato presidente e socio fondatore della GARWER srl, società di consulenza specializzata nella valorizzazione dei rifiuti industriali. Dal 2010 al 2012 ha lavorato come consulente esterno per conto della commissione europea per la valutazione di progetti LIFE+, linea “Environment Policy and Governance”. Nel 2015 ha conseguito il dottorato di ricerca in scienze e tecnologie agrarie, ambientali e alimentari contribuendo in maniera determinante all’avvio del Programma Nazionale di Prevenzione degli Sprechi Alimentari (PINPAS). Attualmente è assegnista di ricerca presso il DISTAL (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari) dell’Università di Bologna dove svolge attività di ricerca sul tema della prevenzione dei rifiuti e degli sprechi alimentari.           

Andrea Segrè. Professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, insegna Economia circolare all’Università di Trento. È fondatore di Last Minute Market, spin off accademico dell’Università di Bologna dedicato al recupero e alla prevenzione degli sprechi di alimenti, farmaci e altri beni. Presidente del Comitato tecnico scientifico per l'implementazione e lo sviluppo del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, rappresenta l’Italia nella EU Platform on Food Losses and Food Waste della Commissione Europea. Ha ideato la campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica europea Un anno contro lo spreco-Spreco Zero ed ha fondato Waste Watcher il primo osservatorio nazionale sullo spreco alimentare domestico. È co-fondatore di sprecozero.net, la rete di sindaci che hanno aderito alla Carta Spreco Zero. Ha pubblicato numerosi articoli e libri sul tema (www.andreasegre.it).

#cheSprecochefa Affollatissimo convegno a Ravenna sui temi dello spreco e del packaging per centinaia di studenti delle Scuole Superiori. Lezioni di Ecostile da Andrea Segrè e Marco Sachet.

pubblicato 12 dic 2016, 02:56 da redazione segre


RAVENNA 5 dicembre 2016


Successo al Palacongressi di Ravenna per l'evento #chesprecochefa promosso dai Rotary Club Ravenna e Galla Placidia, in collaborazione con la campagna Spreco Zero di Last Minute Market e con Istituto Italiano Imballaggio. Nella mattinata di ieri centinaia di studenti hanno affollato la platea per assistere alle lezioni di "Ecostile" impartite dall’agroeconomista Andrea Segrè, autore di “Cibo” (Il Mulino), con il Direttore dell’Istituto Imballaggio Marco Sachet. “Il packaging allunga la vita del cibo: infatti contribuisce a proteggerlo e a conservarlo nel tempo e nello spazio - ha spiegato Sachet -  aumentando  la probabilità che sia consumato.  Questa convinzione ha trovato spazio anche nella recente legge nazionale, che facilita le procedure di donazione del cibo e conferma l’importanza del ruolo del packaging, tanto da prevedere un fondo, destinato a finanziare soluzioni che allunghino la shelf life degli alimenti e siano, nel contempo, vantaggiose per l’ambiente”. Un viaggio dunque nei ‘nuovi’ packaging: alleati dell’uomo nella conservazione ottimale degli alimenti, ma anche nella prevenzione dei rifiuti e nella gestione del loro smaltimento. Nella formazione, quindi, di una coscienza e intelligenza ecologica che transita anche dai materiali, dalle forme e dal design di quanto riveste oggi quello che mangiamo e che ci disseta ogni giorno. All'evento, introdotto da Patrizia Ravagli, Presidente del Rotary Club Ravenna Galla Placidia, sono intervenuti anche Gabriele Ciucci Presidente Rotary Club Ravenna e il vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani con la Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna Agostina MelucciRotary Club Ravenna Galla Placidia e Rotary Club Ravenna confermano un’attenzione rodata per la promozione c
ulturale e pedagogica nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, e hanno così intrecciato il loro percorso con il progetto Reduce 2016/2017, avviato dal Ministero dell’Ambiente in sinergia con l’Università degli Studi di Bologna Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, e con la campagna Spreco Zero.


A PADOVA LA GRANDE FESTA DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO 2016. DAI TESTIMONIAL DELLA 4^ EDIZIONE, MORENO CEDRONI E PAOLO RUMIZ, E DAI PROMOTORI IL RILANCIO DI UN IMPEGNO PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO: INSERIRE L'EDUCAZIONE ALIMENTARE COME MATERIA DI STUDIO.

pubblicato 30 nov 2016, 06:14 da redazione segre



Grande festa a Padova nel pomeriggio di ieri, lunedì 28 novembre, per la 4^ edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, celebrata nella Sala Consiglio della Provincia.

Buone pratiche ed esperienze di prevenzione e recupero degli sprechi alimentari sono state raccontate e condivise, ai vincitori la targa della 4^ edizione e per tutti lìimpegno di rilanciare, dal 2017, un obiettivo comune: l'educazione alimentare sui banchi di scuola. Con il Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente Barbara Degani e con il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, al Premio sono intervenuti il curatore di Reduce Luca Falasconi, voce dell'evento, l'AD Last Minute Market Matteo Guidi e il presidente di Swg Maurizio Pessato, che ha illustrato gli ultimi dati dell'Osservatorio Waste Watcher. Con loro  lo scrittore e giornalista Paolo Rumiz e il grande chef Moreno Cedroni vincitori del Premio nella categoria Testimonial 2016: ambasciatori di una filosofia a passo sostenibile che declina il cibo in salute e rispetto per l’ambiente.


Il Comune di Parma, con il suo “Giro del mondo a tavola” per bambini delle Scuole Primarie, con le innovative mense antispreco e multietniche, si è aggiudicato la 4^ edizione del premio “Vivere a Spreco Zero” 2016 nella categoria Enti Pubblici. Menzione speciale per la Regione Piemonte e il suo portale “Una buona occasione”, vetrina costantemente aggiornata di buone pratiche, consigli, novita’ e tecniche antispreco. Nella categoria imprese ha vinto Unitec, l’azienda con Headquarters a Lugo specializzata nella progettazione di innovative tecnologie per la conservazione di frutta e verdura. E a Scuola Centrale Formazione è andato il Premi nella categoria Scuola. Hanno ritirato i riconoscimenti la vicesindaco di Parma Nicoletta Paci, il presidente Unitec Group Angelo Benedetti e il responsabile del portale Una buona occasione - Regione Piemonte, Roberto Corgnati.


gli scatti del premio

15 novembre 2016- Roma, Sala stampa Camera dei Deputati-SPRECO ALIMENTARE. A DUE MESI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA NORMATIVA SIGLATO OGGI IL “PATTO” FRA CONFESERCENTI, LAST MINUTE MARKET E FEDERCONSUMATORI: OBIETTIVO IL RECUPERO ANNUO DI OLTRE 1,2 MILIARDI € DI PRODOTTI ALIMENTARI INVENDUTI.

pubblicato 18 nov 2016, 03:37 da redazione segre

IL PROTOCOLLO DI INTESA SIGLATO OGGI AVRA’ IL SUO PRIMO STEP OPERATIVO IN EMILIA ROMAGNA, DA GENNAIO 2017

ROMA - Un patto di collaborazione per favorire la donazione di cibo, valorizzare le eccedenze, il ruolo degli esercizi di vicinato e rafforzare la solidarietà. E recuperare dai negozi tradizionali e pubblici esercizi oltre 1,2 miliardi di euro di prodotti alimentari invenduti, destinati a diventare spreco e che invece possono ancora avere uso.

E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato da Confesercenti, Last Minute Market e Federconsumatori per la lotta agli sprechi, a poco più di tre mesi dall'approvazione definitiva della legge apposita, presentato alla Camera alla presenza dell’Onorevole  Maria Chiara Gadda, relatrice della Legge 166 del 19 agosto 2016 su “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”. Al dibattito hanno partecipato anche il Segretario Generale di Confesercenti Mauro Bussoni, il Fondatore di Last Minute Market prof. Andrea Segrè, il Presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti.


NASCE LA FONDAZIONE FICO PER L’EDUCAZIONE ALIMENTARE ED ALLA SOSTENIBILITA’: NELLA FABBRICA ITALIANA CONTADINA IL POLO ITALIANO DELLA CULTURA DEL CIBO

pubblicato 14 nov 2016, 02:23 da redazione segre



Divulgazione, ricerca, didattica per le scuole, formazione e promozione al centro

delle attività dell’ente, che ha subito in vista la firma di un Protocollo di Intesa annunciato a Bologna dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

 

Fra le istituzioni promotrici anche  l’Alma Mater Studiorum di Bologna

e l’Universita’ delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo promossa da Slow Food.

 

 

BOLOGNA - Una fondazione per promuovere l’educazione alimentare ed i saperi del cibo, il consumo consapevole, la produzione sostenibile, mettendo in rete le più importanti realtà della cultura agroalimentare e della sostenibilità. È la Fondazione FICO, che opererà all’interno della Fabbrica Italiana Contadina, il grande Parco che sta sorgendo a Bologna e sarà l'unico luogo al mondo dov’è rappresentata l’intera filiera del cibo del nostro paese, dal campo alla tavola.  Costituita lo scorso luglio, la “Fondazione FICO per l’educazione alimentare ed alla sostenibilità” è presieduta dall’agroeconomista Andrea Segré, e vede tra i soci fondatori CAAB, CoopFond, Enpav ed Enpam. Al nuovo  ente si sono già uniti alcuni dei più importanti atenei e istituzioni nazionali di ricerca sul cibo: l’Università di Bologna, il Future Food Institute e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, vero cuore scientifico e culturale di Slow Food che l’ha promossa a Bra (Cuneo) nel 2004, con la collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna e Piemonte. Attraverso lo strumento del protocollo di intenti, alle attività della Fondazione FICO collaborerà anche il Ministero dell’Ambiente, mentre stanno confermando la propria adesione anche altre istituzioni competenti su alimentazione, salute, sostenibilità.

 

«La Fondazione – ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione il presidente della Fondazione, Andrea Segrè - sarà l’anima scientifica e divulgativa di FICO a Bologna, città del cibo sostenibile, operando su tre aree: formazione e didattica per la scuola, ricerca scientifica, promozione. Vogliamo scommettere sulla possibilità di invertire la tendenza planetaria verso diete di scarsissima qualità nutrizionale e altissimo valore calorico. Secondo l’OMS potremmo oggi prevenire circa un terzo delle malattie cardiovascolari e tumorali grazie ad una equilibrata e sana alimentazione, ma la scorretta nutrizione minaccia 1 abitante del pianeta su 3. La Fondazione promuoverà la dieta mediterranea e il suo benefico portato per la salute, i modelli di produzione agricola e consumo alimentare sostenibili dal punto di vista economico, ambientale, energetico e sociale, seguendo gli obiettivi indicate dall’ONU in rapporto a cibo e sviluppo». All’incontro, presso il Rettorato dell’Università di Bologna, sono intervenuti anche il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, il Prorettore per la Ricerca dell’Università di Bologna Antonino Rotolo, il  Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo  Piercarlo Grimaldi, insieme al Segretario generale della Fondazione FICO Alessandro Bonfiglioli, l’Amministratore Delegato di FICO Eataly World Tiziana Primori, e l’Assessore all’Economia, promozione della città e Relazioni internazionali del Comune di Bologna Matteo Lepore.

 

 

FICO promuoverà  l’intera filiera dell’agroalimentare italiano - con coltivazioni e allevamenti dimostrativi, laboratori artigianali, ristoranti e botteghe - organizzando 5.000 attività per le scuole di ogni ordine e grado, e mira a coinvolgere  ogni anno circa 100 mila studenti italiani e stranieri ed i loro insegnanti in percorsi educative e culturali. «La Fabbrica Italiana Contadina nasce anche per fare crescere, a partire dai giovani e dai bambini, la consapevolezza e la cultura del nostro cibo - sottolinea l’Amministratore Delegato Tiziana Primori -  La didattica, la formazione e la divulgazione sono aspetti chiave di FICO Eataly World. Vogliamo inoltre che FICO sia una grande risorsa anche per il mondo dell’agroalimentare, che qui potrà trovare e sviluppare competenze uniche e quell’arte del saper fare che sono l’anima del cibo italiano”. A questo scopo, FICO ospiterà 10 aule, 3 chilometri di percorsi educativi, 6 aree multimediali. La Fondazione progetterà, organizzerà e promuoverà programmi di cultura della sostenibilità economica, sociale, ambientale ed alimentare, compresi master, corsi di alta formazione, summer e winter school, summer e winter camp e corsi di aggiornamento professionale. A questi si aggiungeranno 500 stage formativi all'anno per giovani che vogliono imparare un mestiere ed adulti che vogliono specializzarsi, ed  oltre 1.000 corsi divulgativi ogni anno per bambini, ragazzi e adulti tra laboratori e degustazioni.

 

 

 

 

La Fondazione ha già attivato i primi progetti, a cominciare dal Protocollo che sarà a breve siglato con il Ministero dell’Ambiente guidato da Gian Luca Galletti: l’intesa getterò le basi per iniziative comuni in  materia di educazione alimentare e ambientale, sostenibilità, qualità dei prodotti e salute, a livello nazionale e sul territorio attraverso lo studio, monitoraggio e promozione delle “best practices”: «Il Ministero dell’Ambiente firmerà nei prossimi giorni con la Fondazione FICO su alcuni temi che per noi rivestono il massimo interesse – ha infatti annunciato a Bologna il Ministro Galletti – Lavoreremo assieme per l’educazione ambientale e alimentare, la lotta allo spreco del cibo e la sostenibilità all’interno della filiera agroalimentare. La cultura specialistica e la formazione scientifica che la Fondazione FICO riesce a mettere in campo saranno un utilissimo supporto per le iniziative e i progetti ambientali del nostro Ministero».

«Alla luce di questa mission – osserva Alessandro Bonfiglioli, Segretario Generale della Fondazione FICO  - possiamo dire che la Fondazione FICO completa il disegno complessivo del progetto, unitamente al Fondo PAI gestito dalla Sgr Prelios che ha seguito la raccolta finanziaria necessaria alla realizzazione e alla Società Eataly World Bologna che curerà la gestione del Parco, coinvolgendo le imprese eccellenti dell'Agroalimentare italiano.  La Fondazione rappresenta dunque lo strumento fondamentale per il completamento del progetto sul piano scientifico ed educativo, obiettivo portante dell'iniziativa FICO Eataly World».  «L'Università di Bologna – aggiunge il Prorettore per la Ricerca, Antonino Rotolo - è il primo ateneo in Italia e tra i primi in Europa per attrazione di finanziamenti sui temi dell'agroalimentare, ed è per questo promotore o attore di rilievo di molte iniziative nazionali e internazionali in questo ambito. L'adesione dell'Alma Mater come Partecipante Istituzionale alla Fondazione FICO è, quindi, assolutamente in linea con gli obiettivi strategici di Ateneo nell’ambito della terza missione, delle politiche di sostenibilità e, più in generale, per l’opportunità di partecipare alle attività formative della Fondazione in materia di sicurezza e di educazione alimentare».  

 

 

Fondazione FICO esordirà inoltre la prossima settimana a New York con il lancio internazionale del Bologna Award, il Premio mondiale per cibo e sostenibilità che aveva celebrato la sua prima edizione a Expo nel 2015.  Venerdì 18 novembre, a Eataly Flateron, sarà presentato il bando 2016/2017 dedicato alle ricerche scientifiche e alle iniziative in ambito agricolo e agro-alimentare realizzate da studiosi, istituzioni e aziende nel segno dello sviluppo sostenibile e durevole.  Sostenere la ricerca scientifica e tecnologica in tema di sostenibilità agroalimentare e promuovere una nuova e diffusa cultura nel segno dell’educazione alimentare sono gli obiettivi portanti del Bologna Award for Food&Substainability promosso dalla Fondazione FICO con CAAB - Centro Agroalimentare di Bologna, in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Bologna e la Regione Emilia Romagna. 

 

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WORLD FOOD DAY, GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE 2016

pubblicato 05 ott 2016, 06:57 da redazione segre

MILANO/BOLOGNADomenica 16 ottobre sara’ celebrato nel mondo il World Food Day, la Giornata Mondiale dell’Alimentazione: anche quest’anno nel segno del paradosso del nostro tempo e del nostro pianeta, fra scarsita’ e sovrabbondanza, fra sottoalimentazione e spreco. Sulla terra 795 milioni di persone non ha abbastana cibo, si tratta di una persona su 9. E l'Africa Sub-sahariana è la regione con la più alta incidenza (percentuale della popolazione) della fame: 1 persona su 4 e’ sottoalimentata.  Quasi un milione di bambini in Africa soffre di malnutrizione grave: la loro sopravvivenza è ancora appesa a un filo, condizionata dall’accesso e disponibilità di cibo. Oggi 6,9 milioni di bambini muoiono prima di compiere i 5 anni, 1 su 3 a causa della malnutrizione. Ogni giorno, ogni ora, nel mondo muoiono circa 240 bambini a causa di una scarsa e non adeguata alimentazione. Intanto ogni anno circa un terzo della produzione mondiale di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare (dati FAO): parliamo di circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora edibile che trasformiamo in rifiuto. Senza contare gli sprechi nascosti: circa 250.000 miliardi di litri d’acqua sono utilizzati per produrre il cibo che viene sprecato ogni anno nel mondo: un quantitativo sufficiente per soddisfare i consumi domestici di acqua di una città come New York nei prossimi 120 anni.

Per questo “In the name of Africa”, l'evento di Pixel Art urbana più grande al mondo promosso da Cefa onlus, nella sua edizione 2016 incontra la campagna europea di sensibilizzazione “Spreco zero” di Last Minute Market.

Sabato 8 ottobre in piazza Duomo a Milano e sabato 15 ottobre in piazza Maggiore a Bologna a partire dalle 9 andra’ in scena il più grande evento di arte e solidarietà al mondo, focalizzato all’impegno contro la fame in Mozambico e all’impegno nella prevenzione e recupero degli sprechi alimentari, in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione. Piazza Duomo e Piazza Maggiore saranno "apparecchiate" con 10mila piatti vuoti, bianchi e blu, a simboleggiare fame e malnutrizione: 10mila piatti vuoti che  formeranno la scritta Spreco Zero e poi l’immagine dell'Africa - simbolo della Fame. Ogni spettatore sarà invitato a riempire un piatto vuoto e a dare il suo contributo prezioso (7 euro) per vincere la fame. “AfricHandProject in continuità con AfricaMilkProject, premiato ad Expo 2015 come Best Practice mondiale, sottolinea l’impegno e la coerenza di Cefa che continua a nutrire il pianeta”, spiega Patrizia Farolini, presidente Cefa. Con l'aiuto di tutti, famiglie, bambini, scuole, volontari, scout, turisti, passanti, i piatti bianchi, sul disegno dell’Africa, saranno riempiti con spighe, palloncini gialli tenuti a terra da sacchetti di grano: ne uscira’ il disegno di un campo di grano, con papaveri e fili d'erba, simbolo della vittoria sulla fame.Il ricavato della giornata sosterrà il progetto AfricHandProject, una filiera lattiero-casearia, in grado di generare cibo e lavoro per le comunità rurali, perché queste possano uscire per sempre dalla povertà, nel distretto di Beira, in Mozambico, progetto che verra presentato  ufficiamente proprio in piazza Duomo.

E’ chiara ed evidente la correlazione fra i temi della malnutrizione e della fame da un lato, la questione dello spreco alimentare dall’altro. Per questo nel 2016 la riflessione su questi temi si incrocera’ in due eventi “di piazza” che renderanno visibile e immediatamente chiaro il focus grazie alla coreografia di impatto strardinario, ma che offriranno anche contenuti, dati, motivi di dibattito e novita’ sui progetti in atto nella speciale Area Press dedicata alla stampa ma anche al pubblico. L’evento, organizzato in sinergia con le Municipalita’ di Milano e Bologna – nel 2015 anche in stretta collaborazione con Expo – ha coinvolto nelle passate edizioni decine di migliaia di spettatori e ha registrato una straordinaria visibilita’ sui media e sui social. In the name of Africa 2016 è patrocinato dai Comuni di Milano, Bologna, Genova, Trento e Reggio Emilia.

Proprio sul tema sprechi arrivano i nuovi dati dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg sulla regione Lombardia: allineati alla percentuale nazionale sul versante dello spreco alimentare domestico che vale circa 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato, i cittadini lombardi risultano pero’ molto virtuosi nell’abitudine della spesa: 6 lombardi su 10 (per l’esattezza il 59%, a fronte del dato nazionale del 50%) dichiara di predisporre sistematicamente una lista della spesa per evitare acquisti inconsulti, il 44% dichiara che la quantita’ di cibo buttato e’ rilevante, mentre la causa dello spreco viene individuata per il 43% nella distribuzione grande e piccola, per il 25% nelle sedi di servizio pubblico (mense di scuole, uffici e ospedali), solo per il 25% nello spreco domestico. 7 lombardi su 10 fanno la spesa nei supermercati, solo il 19% sceglie di approvvigionarsi nei negozi o al mercato.

Con “In the name of Africa 2016” la piazza diventerà luogo di coinvolgimento dei cittadini, chamati a interagire con la spettacolare coreografia dei 10mila piatti, per “rivoltare” simbolicamente, insieme ai piatti, anche le grandi emergenze della malnutrizione nel mondo. E il pubblico sara’ coinvolto nella discussione con l’intervento di esperti sui temi della cooperazione e che della lotta allo spreco: si alterneranno interventi di studiosi come il promotore di Spreco Zero e fondatore di Last Minute Market, l’agroeconomista Andrea Segre, che annuncera’ i dati della campagna Spreco Zero 2016 e del Rapporto 2016 sullo spreco alimentare domestico in Italia. Emblema tangibile di una giornata di solidarieta’ e impegno contro gli sprechi sara’ Il piatto del buon Ricordo dell’evento In the name of Africa, un coloratissimo piatto da collezione disegnato dal geniale cartoonist Francesco Tullio Altan, quale suo personale contributo all’impegno per combattere la sottoalimentazione in Africa.  Organizzato nel 2015 in stretta collaborazione con Expo, l’evento ha coinvolto nelle passate edizioni decine di migliaia di spettatori e ha registrato una straordinaria visibilita’ sui media e sui social.  ALLA STAMPA SI SUGGERISCE DI PRESENZIARE PER RIPRESE, REPORTAGE E RESOCONTI FRA LE 10.30 E LE 12.30 CIRCA, NEL MOMENTO DI MASSIMA SPETTACOLARITA’ DELL’EVENTO. Info e accrediti: ufficiostampa@volpesain.com aggiungere email CEFA

Il valore economico del cibo sprecato a livello globale si aggira intorno ai 1.000 MLD di dollari/anno ma sale a circa 2.600 MLD di dollari se si considerano i costi «nascosti» legati all’acqua e all’impatto ambientale. E vale 143 miliardi di euro ogni anno lo spreco alimentare nei Paesi dell’Unione Europea:  ciascun cittadino UE spreca ogni anno 173 chilogrammi di spreco alimentare. Gli Stati di UE-28 producono ben 88 milioni di tonnellate di spreco alimentare all’anno, e il soggetto che contribuisce maggiormente allo spreco alimentare sono le famiglie con 47 milioni di tonnellate, vale a dire il 70% dello spreco alimentare europeo derivante dal consumo domestico, dalla ristorazione e dalla vendita al dettaglio. Dal momento che l’ammontare complessivo degli alimenti prodotti nell'UE è di circa 865 kg/persona, ciò significa che il 20% circa del totale del cibo prodotto finisce per diventare spreco alimentare (dati Fusions - Last Minute Market / UnIbo).

 

CEFA il Seme della Solidarietà onlus è un’organizzazione non governativa che da oltre 40 anni lavora per vincere fame e povertà. Aiuta le comunità più povere del sud del mondo a raggiungere l’autosufficienza alimentare e il rispetto dei diritti primari. Porta cibo, acqua, salute. L’obiettivo di CEFA è lo sviluppo sostenibile, cioè la capacità di mettere in atto iniziative per lo sviluppo di un territorio, stimolando la partecipazione delle popolazioni locali affinché siano esse stesse protagoniste del loro cambiamento.  Con Africa Milk Project CEFA ha vinto il primo premio nel concorso internazionale delle Best Practices di Expo Milano 2015 nella categoria: "Sviluppo sostenibile nelle piccole comunità rurale in aree marginali".

 

Curata dal docente agroeconomista Andrea Segre’ fondatore di Last Minute Market, realizzata in partnership con il Ministero dell’Ambiente attraverso il progetto Reduce, la campagna europea di sensibilizzazione Spreco Zero in questi anni ha aggregato con la sua azione un movimento di pensiero e di impegno che porta oggi il suo nome. Dal 2010 Spreco Zero porta avanti le priorità della normativa antispreco approvata recentemente alla Camera: la nuova legge riprende infatti il lavoro avviato da Last Minute Market e nell'ambito prima del PINPAS (Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, Min Ambiente). Un lavoro di riferimento anche per gli operatori e i maggiori media nazionali: dalla campagna è nato infatti nel 2011 il movimento di centinaia di Sindaci sottoscrittori di “Carta Spreco Zero” (Milano, Roma, Firenze, Napoli, Palermo, Torino, Bologna, Venezia, Trieste, passando per i 64 Comuni virtuosi italiani) confluito lo scorso anno in Sprecozero.net, la prima rete che unisce gli Amministratori italiani nel segno dell’impegno antispreco.

 

 

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INVITO: PIAZZA DUOMO A MILANO OSPITERA' "IN THE NAME OF AFRICA" SABATO 8 OTTOBRE, DOMANI A PALAZZO MARINO SI PRESENTA (ORE 14) L'EVENTO DI PIXEL ART PIU' GRANDE DEL MONDO CHE INCROCIA LA CAMPAGNA SPRECO ZERO

pubblicato 28 set 2016, 06:03 da redazione segre


IN THE NAME OF AFRICA DI CEFA ONLUS CON LA CAMPAGNA SPRECO ZERO 2016 IN PIAZZA DUOMO A MILANO. IL PIU’ GRANDE EVENTO DI PIXEL ART DEL MONDO CONTRO LA MALNUTRIZIONE E PER L’IMPEGNO CONTRO LO SPRECO. UN’INIZIATIVA CHE PORTERA’ ANCHE LA FIRMA DI ALTAN*.

GIOVEDI’ 29 SETTEMBRE, ORE 14 SALA STAMPA DI PALAZZO MARINO, COMUNE DI MILANO: CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

Interverranno Anna Scavuzzo, vicesindaco di Milano e Assessore all’Educazione, Luciano Sita vicepresidente di CEFA onlus e Andrea Segre’, presidente del Comitato tecnico-scientifico Piano Nazionale Prevenzione Rifiuti/Sprechi, fondatore di Last Minute Market. 

 

Nell’occasione saranno diffusi dati legati allo spreco alimentare domestico monitorati dall’Osservatorio nazionale Waste Watcher.

 

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*Il piatto del Buon Ricordo dell’edizione 2016 è un piatto da collezione disegnato dal cartoonist Francesco Tullio Altan, quale suo personale contributo all’impegno per combattere la fame in Africa.

Senza titolo

pubblicato 20 giu 2016, 02:20 da redazione segre   [ aggiornato in data 26 ott 2016, 05:05 ]


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