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    Inviato in data 19 dic 2016, 05:35 da redazione segre
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  • Il libro blu dello spreco in Italia: l’acqua Ogni giorno utilizziamo grandi quantità di acqua per bere, cucinare e lavare, ma quella che impieghiamo, in modo indiretto, per produrre il cibo di cui ci nutriamo è molta di ...
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Spreco Alimentare

pubblicato 19 dic 2016, 05:33 da redazione segre   [ aggiornato in data 19 dic 2016, 05:35 ]

http://www.fondazionefeltrinelli.it/article/ebook-spreco-alimentare-dal-recupero-alla-prevenzione-9788868352783/

Spreco alimentare: dal recupero alla prevenzione: indirizzi applicativi della legge per la limitazione degli sprechi-di Andrea Segrè e Paolo Azzurro

Ridurre gli sprechi alimentari è, oggi, un imperativo etico, sociale, ambientale ed economico. Non solo per il tempo di crisi che stiamo vivendo, ma anche perché la competizione per lo sfruttamento delle risorse naturali a livello globale si fa sempre più accesa e incrementa i conflitti, la violazione dei diritti umani, l’impoverimento biologico ed economico, le migrazioni. Miniere, foreste, corsi d’acqua, risorse energetiche ed alimentari, biodiversità: le risorse naturali sono alla base del (buon) funzionamento della società mondiale. Le modalità e la voracità con cui tali risorse sono state utilizzate fino ad oggi è chiaramente insostenibile. Continuare su questa strada non è, semplicemente, un’opzione praticabile. Lo spreco può essere dunque, paradossalmente, l’occasione per cambiare strada.

L’approvazione della legge 166/2016 rappresenta una tappa importante nel contrasto allo spreco alimentare in Italia. Dopo un inquadramento internazionale ed europeo, il libro illustra il percorso che ha portato all’approvazione della normativa approfondendone i punti di forza e gli elementi da migliorare nella fase di attuazione.

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Cibo

pubblicato 28 ott 2015, 03:39 da redazione segre


«Voglio un cibo educato. Un solo aggettivo, che non ha bisogno di tante parole di contorno. Così ci riprenderemo il diritto al cibo, e non il suo rovescio. Questo è quanto (basta).»

Un lessico dislessico del cibo, contro tempo e contro corrente. Contro quel mondo variegato di affabulatori, avvelenatori, blogger, commercianti, chef, consulenti, criminali, dietisti, guru, industriali, nutrizionisti, presentatori, professori, ricercatori, ristoratori, sofisticatori, truffatori – solo per elencare le categorie principali, rigorosamente in ordine alfabetico e non di apparizione. In tutta questa confusione la nostra cultura alimentare sembra essere diventata estranea a se stessa: l’uomo non è più ciò che mangia, non sa più cosa mangia e neppure perché.

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L'oro nel piatto

pubblicato 31 mar 2015, 09:37 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:38 ]


Sprecare significa buttare il cibo nella spazzatura ma anche mangiare cibo spazzatura, mangiare male. Cibo spazzatura e cibo nella spazzatura: il primo nuoce alla salute dell'uomo, il secondo danneggia la salute della natura. Ma le due "saluti" sono legate fra loro, a conferma dell'importanza e dell'intensità del rapporto uomo-ambiente, consumi-risorse, economia-ecologia. Se si produce e si consuma male, sarà la natura a farne le spese, finendo per colpire la salute dell'uomo. Il fatto è che, all'apparenza, la sensibilità rispetto al junk-food sembra essere aumentata negli ultimi anni. E l'onda della filosofia slow-food, del mercato contadino, della vendita diretta, della filiera corta e del chilometro-zero. Un'onda corta, che increspa soltanto il mare, segni di una sensibilità più superficiale che reale: sui grandi numeri, la crisi ha portato a una povertà non solo economica ma anche alimentare. E un circolo vizioso, assurdo, che va interrotto prima possibile. E l'unico modo per farlo è (ri)dare valore al cibo, anche a quello "medio": è arrivato il momento di agire.


http://www.lafeltrinelli.it/libri/andrea-segre/l-oro-piatto/9788806224646

Primo non sprecare

pubblicato 31 mar 2015, 09:36 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:38 ]


«Sprecare un bene significa, per chi compie quell’azione, che quel bene non ha più valore. E una società dove il cibo non ha un significato nutrizionale, economico, ambientale, sociale, culturale, storico, conviviale, emozionale è davvero arrivata al capolinea o, più propriamente, alla frutta.»

Secondo l’ultimo rapporto curato da Last Minute Market con SWG lo spreco alimentare domestico – il cibo ancora buono che finisce direttamente nei rifiuti - vale lo 0,5% del PIL, quasi 9 miliardi di euro. Mentre l’ISTAT conta oltre 9 milioni di italiani che vivono e si alimentano sotto la soglia di povertà relativa. Mille euro di spese alimentari a testa, se la matematica non fosse un’opinione e il cibo si potesse effettivamente recuperare. Per invertire concretamente la rotta, come spiega in questo pagine Andrea Segré, occorre trovare un equilibrio tra due sostantivi che sono alla base dello stare al mondo: sostenibilità e rinnovabilità, ovvero durare e rigenerare. E per farlo occorre seguire un’ideale “tavola delle leggi” fatta da dieci “ingredienti”: non sprecare; recuperare; azzerare; prevenire; mantenere; rifiutare ma anche riciclare; circolare; sostenere; rinnovare; e valorizzare. Mettere in pratica questi “nuovi comandamenti” significa applicare la nostra intelligenza ecologica e la sua versione alimentare e prendere consapevolezza degli effetti delle nostre abitudini e delle nostre azioni sugli ecosistemi e sui sistemi economici e sociali. Perché la sfida del futuro è legata al riconoscimento di essere parti integranti di un unico Pianeta, connessi a ogni altra forma vivente.


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Spreco

pubblicato 31 mar 2015, 09:34 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:38 ]


Lo spreco – di cibo, di acqua, di energia, di suolo, di denaro, di tempo, di vite – è una straordinaria occasione per superare la crisi che sta strangolando la nostra società. Bisogna però fare presto, prima che le crescenti disuguaglianze diventino irreversibili. Si può lavorare sulla parola: SPR diventa il negativo, ECO il positivo. Da una parte riduciamo l’eccesso, dall’altra facciamo durare nel tempo quello che è già stato prodotto. Se la casa piccola (eco-nomia) imparerà a rispettare i limiti della casa grande (eco-logia) mangeremo tutti e tutto.

Il Libro Verde dello spreco: l'Energia

pubblicato 31 mar 2015, 09:32 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:38 ]


Quando consideriamo gli sprechi di energia, alla maggior parte di noi vengono in mente lo standby degli elettrodomestici o le lampadine a basso consumo. In pochi pensano al cibo come possibile causa di inefficienze. In realtà, il settore agroalimentare consuma e spreca enormi quantità di energia, anche per smaltire quegli scarti che con tanta indifferenza prendiamo dalla tavola e buttiamo nella pattumiera.

Nel 2010, la produzione agricola lasciata nei campi del nostro paese sarebbe bastata a riscaldare 400.000 appartamenti di classe A da 100 metri quadrati per un anno intero. Questo singolo dato basta a dare la misura delle inefficienze e degli sprechi del nostro sistema agroalimentare, e allo stesso tempo evidenzia la quantità di risorse di cui potremmo disporre anche dal punto di vista energetico e che, follemente, continuiamo a non sfruttare.

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Vivere a spreco zero

pubblicato 31 mar 2015, 09:29 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:38 ]


Cosa possiamo fare noi - cittadini-attivi, consum-attori, società civile - per evitare gli sprechi di cibo, acqua, energia? Cosa possono fare le imprese per prevenire perdite e inefficienze che comportano impatti economici, ambientali e anche sociali assai negativi per tutta la collettività? Cosa dovrebbero fare i nostri amministratori locali e la politica nazionale ed europea per promuovere una società che metta al bando gli sprechi: non solo di alimenti, acqua ed energia ma anche quelli legati ai rifiuti, alla mobilità, agli acquisti? Cosa dovrebbero fare i governi per promuovere un modello di produzione e di consumo che consenta di risparmiare e rinnovare le risorse naturali, e soprattutto farci uscire dalla crisi? Andrea Segrè tratteggia in questo libro un orizzonte, non a caso definito «spreco zero», che porta concretamente a una nuova visione del rapporto fra ecologia ed economia. Dove la seconda – letteralmente la buona amministrazione della casa - è parte integrante della prima: la casa più grande, la nostra Terra. Fare di più con meno, avere meno cose e più beni, relazionali e comuni. Vivere a spreco zero fa capire, con tanti consigli pratici, come si può passare da un falso ben-essere a un autentico ben-vivere. Ma è anche una vetrina di buone pratiche - in parte già esistenti, come il Last Minute Market - che, se replicate su scala nazionale ed europea, porteranno a una società più giusta e responsabile, equa e solidale, rinnovabile e sostenibile rispetto ai bisogni e ai diritti dell’umanità.


Per acquistarlo online:
http://www.amazon.it/Vivere-spreco-zero-rivoluzione-ebook/dp/B00CS4NURQ/ref=tmm_kin_title_0?ie=UTF8&qid=1377076456&sr=8-3-spell
http://www.bookrepublic.it/book/9788831735117-vivere-a-spreco-zero/
http://www.ibs.it/ebook/Segrè-Andrea/Vivere-a-spreco/9788831735117.html

Il pranzo di Natale

pubblicato 31 mar 2015, 09:27 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:39 ]


Contro lo spreco alimentare, 16 ricette per un Natale economicamente ed eticamente sostenibile.

Compralo sull'e-book store illibraio.it

Cucinare senza sprechi

pubblicato 31 mar 2015, 09:23 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:39 ]


Bucce di patata, insalata appassita, gambi di spinaci, latte cagliato, teste di pesce... questo elenco di ingredienti – che potrebbe continuare a lungo – suona un po’ come una pozione magica, e in un certo senso lo è, per due ragioni. La prima: perché gli scarti di cucina possono trasformarsi in squisitezze, basta conoscere la formula, cioè le tante, buonissime e sorprendenti ricette di questo libro. La seconda: perché usandoli non solo ci trattiamo meglio, ma trattiamo meglio il mondo.
Come ci spiega con competenza e dovizia di argomenti Andrea Segrè, ridurre gli sprechi in cucina, a tavola e prima ancora facendo la spesa, è un atteggiamento vantaggioso e insieme responsabile, un modo per guardare al cibo come risultato e parte di un processo globale che coinvolge il suolo, l’acqua, le risorse energetiche e quelle umane, e rispettarlo come si faceva nelle cucine dei nostri nonni. Dove i torsoli di pera e il pane raffermo, i noccioli di prugna e gli ossi della carne erano ingredienti a pieno titolo, e non andavano sprecati.

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Economia a colori

pubblicato 31 mar 2015, 09:22 da franco giacomozzi   [ aggiornato in data 31 mar 2015, 09:40 ]


Per uscire dalla crisi del capitalismo dobbiamo cambiare prospettiva e proporzioni, rimettere al centro l'ecologia. L'economia dovrà essere solo una piccola parte dell'eco-mondo, la nostra grande casa. Un'idea di società fondata sull'ecologia economica.

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